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Stella Michelin e bistrot? Mettere insieme i due concetti è ormai possibile. Lo so che state pensando a Pisacco a Milano e Romeo a Roma. Cristina Bowerman ha l’hamburger e la stella al Glass Hostaria. Andrea Berton può solo far valere il ricordo al Pisacco, ma a breve aprirà, dopo la pizzeria Dry, il ristorante con obiettivo stellato. In attesa che il bistrot/osteria diventi stellabile, soffia il vento dal Nord. Non da Parigi con lo stra-citatissimo Chateuabriand, ma da Edimburgo con una dichiarazione di basso profilo e una cucina ad alte prestazioni.

scran-&-scallie-Edimburgo-interni tom kitchin

The Scran&Scallie gioca con Scran≈grub= roba da mangiare e Scallie≈scallywag=birbante che più o meno dovrebbe suonare mangiare furbo, malin direbbero i francesi cui dobbiamo la formula del gastro-bistrot. E Scran & Callie furbo lo è per davvero. Aperto da poco, viene descritto come pub con sala da pranzo, ma in realtà la società che gestisce questo bistrot è la stessa del The Kitchin e dell’altro stellato Castle Terrace. A dirigere le operazioni di cucina nel bistrot è Tom Kitchin, chef-patron del The Kitchin (stella nel 2007), gemello del Castle Terrace (stella nel 2011). Uno dei soci, Philippe Patras, ci ha riassunto la formula di questo gastro pub: “Uno stile più rilassato (dello stellato), cibo semplice e fatto in casa con il meglio degli ingredienti disponibili sul mercato”. Capita l’antifona identificata dal marchio di fabbrica From Nature to Plate che campeggia in questo circuito e sui rispettivi siti?

tom kitchin astice

Gastro pub sarebbe quindi la definizione con cui etichettare questo svelto locale, che si apre con un bar e continua nella sala da pranzo (sì, ok, multifunzionale con orario prolungato 7 giorni su 7, pranzo, cena e intermezzi), per non far torto agli Scozzesi che forse di bistrot non vogliono sentir parlare. Arredamento che potrebbe sembrare casuale ma è ben studiato tra il blu oceano (ammiccante per noi che pensiamo alla frontiera del nord e del mare burrascoso), le seggiole differenti e i tessuti di Timorous Beasties. Da film cult.

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Il menu è tipico non solo per un Italiano in mood turismo. Provate a scorrerlo. Non vi viene voglia subito di cozze, aglio e vino bianco per festeggiare l’estate anche a queste latitudini? Le cozze vengono da Oban, Oceano Atlantico, dove si allevano della qualità migliore. Provo a mettere in parallelo con una meridionale impepata di cozze ma l’acidità del vino e la lunghezza dell’aglio me la allontanano. Cozze tra l’altro freschissime.

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Sono in un pub e non assaggiamo un hamburger? Lungi da me l’idea. Lo Scran & Scallie burger mi arriva con il suo accompagnamento di patatine in vasetto, ma non è lo stesso che da Ikea è sconfinato sulle tavole di mezzo mondo. La carne è di razza Beef Shorthorn del Pertshire al centro della Scozia mischiata a carni Wagyu che provengono dalla stessa regione. Non dò indicazioni di cottura e mi arriva abbastanza cotto e non è molto grasso. Tra ketchup e maionese, entrambe home made, preferisco la seconda. Patatine buonissime, fritte bene e senza residuo oleoso.

E poi dici pub e come non associare Fish e chips? L’ultimo colpo di fulmine l’ho provato a Linton cittadina immersa in un fiordo della Cornovaglia. Piatto da asporto di bontà inenarrabile. A tavola mi arriva la conferma che lo fanno buonissimo appena si oltrepassa La Manica. L’eglefino è morbido e succulento e mi restituisce la sensazione dell’appena pescato. Con le inarrivabili patate fritte è da consigliare senza timore di confronti possibili. Sbircio anche il salmone affumicato dei miei commensali che non è un luogo comune da queste parti.

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Ancora pesce, questa volta nasello, con carciofi alla barigoule e olive nere, delicato ma intenso al tempo stesso. Un bel colpo per un pub. E chi non ama troppo il pesce ha potuto pescare un piatto dal menu speciale che cambia ogni giorno: Petto di faraona e “risotto” di orzo. Il colpo d’occhio della rucola non è tra i più entusiasmanti, ma il palato contraddice la vista. Promosso a pieni voti.

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Ai dolci, l’attenzione è per il crumble. Ci spiegano che variano a seconda della stagione e della disponibilità. Oggi sono mela e amarene cotte nella ciotola insieme e poi ricoperte con il crumble. Facoltativa la crema di vaniglia servita a parte per questo piatto caldo che mi costruisce il concetto di comfort food al di sopra del Vallo di Adriano.

Più fresco, bella scoperta, il Warm chocolate chip cookie & ice cream. Il gelato viene messo sul biscotto cotto nella sua padella in forno e ammantato di cioccolato caldo. C’è anche un dolce composto da strati di gelatina di fragole e pannacotta accompagnati da gelato, la terza via al cheesecake. Tutto fatto in casa e tutto molto buono.

Non vi resta che annotare l’indirizzo ad Edimburgo di questa nuova apertura che vi piacerà per cibo e per prezzo (in sei con 14 portate abbiamo speso 123 sterline al netto delle bevande) e vi regalerà una possibilità di buoni piatti anche se nel vostro trolley dovesse mancare il code giusto di abbigliamento. Proprio come quando siete in vacanza.

The Scran & Scallie. 1 Comely Bank Road. Stockbridge Edinburgh EH4 1DT. Tel. +44 (0)131 332 6281

2 Commenti

  1. Tutto bellissimo, ma essendo un pub scozzese non era il caso di spendere due parole sulla selezione di birre e scotch whisky?

  2. Sono stato lunedì a pranzo e confermo essere un buon indirizzo, le lacune però non mancano.
    Siamo in Scozia, non voglio parer gastrorazzista (sono l’esatto opposto, cerco sempre di trovare il meglio in ogni dove) ma la Scozia non è la Francia e lo si nota provando le migliori tavole, per cui il giudizio va relativizzato in un contesto dove mangiare bene non è cosa semplice.
    Ho scelto il set menu, 3 portate a 15£.
    Siamo partiti (starter) con una tartare di haddock, curioso finalmente di sentire com’è il sapore di questo pesce da crudo.
    Sono rimasto un po deluso, non dal pesce, ma dal piatto, gradevole nel complesso, molto bella la composizione, un disco perfetto, con finissime rondelle di rapanello in superficie, ma la marinatura era tropo pronunciata, il sapore dello zenzero (la moda del Sushi dilaga) ha annullato un po il resto, e poi aglio, dragoncello, semi di finocchio hanno completamente coperto il pesce, persistente ed invasivo.
    Peccato, soprattutto per uno come me che predilige il sapore della materia prima.

    Come secondo piatto (main) una zuppa di pesce e legumi, in questo caso l’abbinamento dei vari sapori era indovinato, fagioli di piccola taglia, merluzzo, nasello e qualche calamaro. I legumi poi mantecati con un pesto simile al nostro ligure di basilico. Corretta scelta degli ingredienti.
    Ma… e qui arrivano i ma per uno staff da stella Michelin, le cotture non erano perfette, nasello un po durino, merluzzo, ottima la doratura, ma la carne aveva perso la sua naturale morbidezza ed umidità.
    Tecnicamente da migliorare.
    Piatto di formaggio per dessert, di una banalità sconcertante, una fetta di formaggio scozzese (non era Cheddar,ma non ricordo il nome, di pasta un po più dura di un cheddar maturo, nulla di che comunque, ad accompagnarlo un grappolo di uva rossa sudafricana e due pezzeti di sedano insapore.

    Mi piacerebbe ritornarci per provarlo la sera e scegliendo dalla carta per avere un’opinione più compiuta della cucina.

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