napoli pizza village giostra

Napoli, Campionato mondiale della Pizza – 12° Trofeo Caputo si parte. Nella prima giornata si scaldano i forni e i concorrenti in gara. Lo stadio della pizza si anima, ma soprattutto si affolla al calare della sera il lungo nastro di tavoli fronte mare della più grande pizzeria all’aperto. 45 pizzerie (con relativi forni), 4.500 posti, 10 € il menu completo, le condizioni climatiche favorevoli, il panorama inutile dirlo: sono gli ingredienti di grande richiamo per la città che ha mostrato di gradire. E se è ancora troppo presto per bilanci e classifiche che verranno stilate solo stasera (previsti 500 concorrenti almeno divisi nelle 8 categorie Pizza Napoletana stg Trofeo Caputo, Pizza classica, pizza in teglia, Pizza al metro/pala, Pizza di “stagione”, Pizza senza glutine, Pizza juniores, Gare acrobatiche), si può dire che i big della pizza hanno fatto centro da subito. Il numero delle pizze sfornate e del consumo di farina è lì a testimoniarlo, punzecchia il pizzaiolo Enzo Cacialli.

Don Antonio

Antonio Starita Roberto Caporuscio montanara don antonio

La montanara di Antonio Starita su cui lui e il socio Antonio Caporuscio hanno puntato nella nuova pizzeria di New York ha fatto sfracelli negli States. La pizzeria segnalata tra le migliori aperture dell’anno e la montanara fritta al forno quarta tra i migliori 10 piatti della città secondo Time Out. Risultato al Napoli Pizza Village, 700 montanare fritte/sfornate a ritmo incessante. Dichiarazione di Antonio Caporuscio: alla gente piace perché è più leggera. Ovviamente si tratta di un falso bello e buono. Sembra più leggera.

Gino Sorbillo

Gino Sorbillo lungomare Gino Sorbillo Antimo Caputo

Il pizzaiolo di via Tribunali che ha aperto la nuova pizzeria sul lungomare, qualche centinaio di metri dalla sua postazione, vince subito il titolo mediatico in un profluvio di interviste e foto professionali e amatoriali. Il testimonial della nuova generazione dei pizzaioli napoletani ha alle sue spalle una macchina da combattimento che dispiega anche in trasferta (e riesce ad arricchire anche con clienti fan della sua pizza). Brigata che non si arrende al sold out se non per ko tecnico dovuto alla fine delle “tavole” dei panetti: 520 pizze, margherite soprattutto, sfornate nell’arco della serata.

Il Presidente

Enzo Cacialli margherita-cacialli

In realtà sarebbe il figlio del Pizzaiolo del Presidente, ovvero Enzo Cacialli figlio di quell’Ernesto che negli anni ’90 trascinò il presidente Bill Clinton in pizzeria per assaggiare la vera pizza. Poi per il gioco tutto napoletano di cambiare accenti ai nomi o di personificare un evento, il Presidente è diventato Cacialli. Con circa 500 pizze sale sul podio dei migliori pusher di pizza margherita del lungomare.

Di Matteo

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Un altro esponente della scuola di via Tribunali si piazza in prima fila al nastro di partenza della kermesse napoletana: Salvatore Di Matteo che ha portato la sua squadra e il giovane pizzaiolo a sfornare circa 400 pizze. Che la chiave di volta sia il decumano?

Donna Regina

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Ernesto Fico dell’Antica Pizzeria Donna Regina (sì, sempre zona via Tribunali ma ha anche aperto Cruisè a Poggioreale) si dà da fare per far emergere il marchio della sua pizzeria frequentando intensamente web, social, fotografie (lo vedete a sinistra nella foto del taglio del nastro). E sembra riuscirci anche alla prova del lungomare con 270 pizze sfornate in questa prima serata.

Riusciranno i nostri eroi, che da 36 dell’anno scorso sono diventati 45 (qui lista e modalità di partecipazione), a infrangere la barriera dei 60 quintali di farina consumati anche per la gioia del produttore napoletano?

1 commento

  1. Capisco la volontà di fare i ‘simpatici’ e gli ‘amiconi’ di tutti i pizzaiolo di Napoli (e in modo particolare verso alcuni di questi), ma trovo davvero ridicolo scomodare il decumano. Da tempo, proprio la vecchia golden street della pizza è in calo. Non potete non saperlo.
    Da quasi tre mesi, il “pizzaiolo del presidente” ha chiuso per fallimento (ma vi guardate bene dal riferirlo), ma tacete il verticale crollo del buffonesco fenomeno bluf di Sorbillo, che ormai propina pizzacce sempre più fetenti, beneficiando di rendite da posizione acquisita regaletgli da media e giunnalisti servili.
    La pizza vera, quella buona e senza trucchi, la trovate nelle pizzerie rionali. Sono pizzerie antiche dove quasi sempre ci sono due generazioni alla guida e non solo l’ultima, quella degli ignoranti caproni senza cuore e senza cultura che hanno distrutto il lavoro dei loro padri. Molti napoletani, come me, e diversi cultori e appassioanti sanno dove si può mangiare una pizza degna della nomea di Napoli, patria della pietanza.
    Rimangono i servili giunnalisti partenopei, sempre in cerca di un soldo per comprarsi un panino e sempre a pecora, nella speranza di ricevere una mancia o una mangiata gratis.

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