Roma. Conviene mangiare senza limiti al mega ristorante cinese La Dogana?

Tempo di lettura: 3 minuti

ristorante orientale self service La Dogana Roma

A Roma apre un ristorante cinese che non è cinese. Nel senso che non sembra un classico ristorante cinese. E non solo perché propone cucina thailandese, giapponese, sudamericana. Orientale mi dicono presentando lo spazio. Quasi sterminato con 1.500 metri quadri a Via Porto Fluviale in asse con altri due “mostri” della ristorazione: Eataly Roma e Porto Fluviale.

Il gigantismo sembra aver preso piede in quest’area di Roma e la selva di tavoli in grado di ospitare oltre 500 coperti è stata ricondotta a unità architettonica dal giovane Nicodemo Albanese di RPM Proget. Lo studio di architettura che ha un lungo elenco di lavori esclusivamente nel settore ristorazione ha compiuto un miracolo. Evitare la proposizione del cliché tutto legno e cineserie con una sistemazione da spazio post industriale e mantenere asciutto il layout in un ristorante che si affida al self service. Quindi caotico per definizione. Gli arredi sono disegnati e realizzati in Cina. Un buon compromesso tra risparmio e personalizzazione.

La Dogana Roma pubblicità

La parola d’ordine è low cost. A Roma sono apparsi i cartelloni 6×3 per pubblicizzare l’apertura. Il menu pranzo costa 12, 90 € a persona. Il menu cena costa 18,90 € a persona. Piatto unico a 5,90 € e Happy hour a 7,90 €.

Il buffet è senza limiti ed è self service. Include tutto tranne le bevande e gli sprechi: per ogni piatto non consumato verrà applicata una maggiorazione dai 5 ai 20 €.

Oggi c’è l’inaugurazione. Dalle 19 alle 21 è a inviti. Dalle 21,30 accesso libero a tutti nei limiti della capienza del locale.

Che, come detto, è molto grande anche se quasi celato dalla strada dall’ingresso che immette in un cortile interno.

self-service-La-Dogana

Ambientazione minimale per un intervento di bonifica e di ristrutturazione impegnativo che ha lasciato pochi elementi decorativi “classici” come le lampade rosse, alcuni vasi, una porta rossa. E una parete-lavagna che ospiterà graffiti. Un locale che, insomma, tende a mimetizzarsi con il paesaggio urbano preesistente.

Ma come si mangia? Un test, sotto l’occhio attento e accogliente della signora Chiuchien, di Valentina (che sovrintende la cucina) e di You Feng (che compongono una delle tre famiglie cinesi proprietari della Dogana) ha messo subito in chiaro il target di riferimento. Che non è quello dei foodie dell’eccellenza che sveniranno nell’apprendere che buona parte delle derrate alimentari sono di provenienza Metro.

ravioli con gamberiravioli vapore

Eppure i ravioli al vapore ripieni di verdure sono buoni come gli Xiaolongbao ripieni di gamberi. Li fanno a mano (sic!) nelle cucine. Preparano a volte anche gli involtini, ma questa sera di rodaggio sono fatti con la pasta pronta e non spiccano il volo.

I gamberi sono buoni nelle molte salse presentate, meno il tonno, mentre si risale con il riso nero e la zuppa piccante con il tofu, i funghi neri e le carote.

Il lato sudamericano è una carne grigliata su un letto di rucola molto casalinga.

riso con pollo spuntature maiale

Molto meglio il riso con il pollo e le spuntature di maiale.

Ecco, questo in breve il nuovo locale di Roma che potrebbe entrare nella rubrica di qualche appassionato in vena di piluccare qui è lì dai banchi invogliato, perché no, da un prezzo molto competitivo (e senza fare confronti con il migliore ristorante cinese di Roma, cioè, Green T.)

Il primo giro stasera lo offrono gratis. L’occasione per dare un’occhiata a questo ex deposito di pesce così ben riutilizzato.

Il giovane You Feng è convinto di avere più frecce al suo arco. “Siamo nati per fare numeri ma senza abbassare la qualità: noi vogliamo che le persone stiano bene e ritornino”, sintetizza.

Fateci sapere la vostra opinione se andate.

La Dogana. Via del Porto Fluviale, 67b. Roma. Tel. +39 06.5740260

18 Commenti

  1. Low cost? Certo, se il vostro termine di paragone e’ green t (uff..) sì, ma paragonato ad altri cinesi all you can eat e non, e’ nella norma, se non più caro.
    Lo proverei, non nella serata di inaugurazione perché amo la cucina esotica, ma non le cavallette

  2. Beh almeno il sito internet tanto sbandierato nelle pubblicità stradali potevano almeno lanciarlo in tempo per l’apertura..

    Comunque lo proverò !

    • Oltre 500 coperti. Il sic era riferito a questo particolare.

      Ho assaggiato altri cinesi all you can eat. Questo mi è sembrato migliore per:
      alcuni piatti
      architettura
      odori

      Green T offre un parametro di qualità riconosciuto in genere.

      Se stai in tema e dai il tuo contributo su La Dogana siamo tutti più contenti.

  3. Era una domanda eh, nessuno offende i miti.
    Ho solo detto che il “low cost” del titolo mi pareva un po’ sviante.

    Io invece sono più contenta di smettere di commentare perché tanto da un po’ di tempo non si riesce a dire nulla senza ricevere rimprovero mentre Troll e maleducati campano indisturbati.
    Che peccato.
    Buona giornata

  4. non capisco questo articolo..e’ troppo di parte!! Forse perche’ e’ orientale in una zona tutta madeinitaly?? cosa ce’ di male in proporre una cucina orientale in uno spazio trendy??
    un giudizio negativo per la serata di inaugurazione?!! di rodaggio?
    e a proposito di porto fluviale che e’ li accanto e dispone di troppi coperti?? forse crede lei che i suppli sono fatti tutti a mano (sic)?

    il solito criticismo verso la cucina cinesa orientale che per fortuna spopola 😉

    Io ho fatto un salto , non per cena (sara stato un delirio)ci siamo divertiti fino a tarda notte – spero diventi un luogo multiculturale che riuscira’ a mettere assieme romani ed orientale!!

    Lo spazio industriale, mobile alla Maisons du Monde (si mobili cinese che tutti noi le compriamo) , cosi rimeso ‘e molto invitante!

    dA PROVARE!!

  5. Un grande ristorante cinese, niente di più, con nessun piatto stuzzicante, molto glutammato e probabilmente un’occasione sprecata. Avrà successo perchè la formula dei 13,90 euri mangia a sazietà funziona, soprattutto se sei circondato da finti bonsai e da un immenso bancone che perlopiù prepara ravioli al vapore e qualche nigiri. Di thailandese nulla e tantomeno di sudamericano.
    Cucina mediterranea e internazionale? se! ve piacerebbe.

    • Questo commento avrei potuto scriverlo io, quoto parola per parola! Ci siamo stati ieri sera e non credo proprio che torneremo, è appena un gradino più su dei vari buffet tipo “Wok” ecc sparsi per la capitale: peccato, speravamo davvero di trovare qualche sapore non omologato.
      E poi nei nigiri c’era la maionese, bleahhhhh

  6. No: non conviene!!!
    Si all’architettura, SI se vuoi “svoltare” una serata da fame chimica per il prezzo e l’orario lungo, NO a qualsiasi piatto assaggiato (detestabili i ravioli al vapore), NO all’accoglienza, NO agli odori, NO per la qualità (?!) della materia prima, assente cucina sudamericana, non pervenuta cucina thailandese, non presente la cucina mediterranea.
    Una pittoresca mensa da grande stazione.
    Non andate… e sarete tutti più contenti!

  7. Mi domando…. ma ci siete veramente stati in questo ristorante?io sono entusiasta sia dell’arredo di questo locale sia della cucina! quando un amico mi ha chiesto che voto gli avrei dato….ho risposto senza esitazione 10! quindi non capisco questi commenti,,lo sto consigliando a tutti!!! e chi definisce come ho letto una mensa da grande stazione,,be’ immagino sara’ proprietario di un ristorante mediocre che ha paura della concorrenza,,quindi ridicolo!!!

  8. Mia mamma ci è stata dice che è carino, mangi quel che è giusto e senza doverti necessariamente abbuffare passi una cena molto meglio di tanti all you can eat!!!! Un bacione alla mia mamma e CALIFORNIA!!!

  9. sono stato ancora prima dell’inaugurazione in una serata di “rodaggio” nella quale avevano deciso di festeggiare il capodanno cinese e alzare il prezzo a 28 euro!

    il menù non cambiava una virgola rispetto agli altri giorni di rodaggio e peccato perchè per il prezzo mi aspettavo qualcosa in più

    ho apprezzato la gentilezza, la non caoticità però i piatti proposti mi davano più l’idea di una cucina mediterranea e non certo orientale ( salmone al forno, patate al forno, carne e pesce alla griglia, profitterol, tiramisu, ostriche, cozze e vongole ) salvo qualche raro piatto come i ravioli in diversi modi e qualche pezzo di sushi.
    La qualità era discreta ma sono uscito dal ristorante ancora con la voglia di mangiare cinese 🙂

  10. Non capisco cosa ci sia di nuovo…ad esempio sulla Pontina qualche anno fa ha aperto Pingusto, che è identico: locale enorme, cucina cinese/giapponese/thai/italiana e vapore/grill agli stessi prezzi.

  11. Ci sono andato tre volte ed ho trovato una cucina che, per lo standard che si trova in italia che deve accontentare un palato poco flessibile come quello italiano, propone dei sapori assolutamente accettabili e gradevoli. Il prezzo mi sembra alla portata di chiunque e l’arredo il tipico “trendy” che va di moda nel mondo.
    Ciò che invece trovo nettamente al di sopra di altri loro concorrenti orientali e (ancor più) nostrani è la cortesia e l’attenzione verso il cliente paragonabile a ristoranti di livello e non certamente a locali che propongono prezzi da tavoa calda.
    Andateci assolutamente e tornateci!

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