Hamburger. Lambiczoon vuole scalare la classifica di Milano a tutta birra

Tempo di lettura: 3 min

hamburger classico Lambiczoon Milano

Ad alta acidità. È lo stato dello stomaco di alcuni lettori alla vista della stra-condivisa classifica definitiva degli hamburger a Milano [per gli amanti dei numeri siamo a quota 105.112 *dati Google Analytics] che non ha inserito il Lambiczoon. Nonostante qualcuno ci fosse già stato.

Anche a me è salita un po’ di acidità. La stessa del giorno in cui mi son sentita dire “hanno aperto un posto nuovo, serve birre acide da urlo, è fatto apposta per te“. Mi secca quando si fa riferimento a una mia vaga attitudine caratteriale. Birre acide? Il Lambic? Ho cercato di richiamare alla memoria qualche lontana reminiscenza…nulla. Il vuoto. Peggio dell’assenza di un hamburger in una classifica.

Lambiczoon banco

Ho scelto Luna Rossa del Birrificio Ducato. 6 € per 0.4 l di puro piacere. In bocca è sapida, ampia, persistente e termina con una magnifica ed esaltante acidità arricchita dalla presenza di amarene e marasche. Ne voglio ancora. Ma la testa gira e va da se che si debba tentare di asciugare il “tutto”.

hamburger piccolo e grande classico

E così che  leggendo i piatti del giorno, dai vegetariani ai fritti, al birramisù (!) e alla torta “Pistocchi” sono atterrata sugli hamburger. Ancora? ho pensato.

Ma sono qui per convincervi della bontà degli hamburger di Lambiczoon che a voi di birra poco importa, giusto?

Ecco, il pane, arriva da Cremona (Fiorani) e viene preparato con pasta madre. La carne, bue in purezza e vitella 30 mesi, arriva dal Piemonte e viene cotta senza aggiunta di aromi. Solo sale. Tutti gli hamburger sono serviti in formato classico e in versione mini (a partire da 4 €).

brunellino hamburgersmoked-hamburger

Prendete appunti. Ho assaggiato questi 5.

  1. Classico: insalata, pomodoro e maionese. Io ho sostituito la maionese con  guanciale croccante. E con ampia soddisfazione. Il prezzo è nella media cittadina, 8 €. La carne arriva con il grado di cottura ordinato: leggermente rosata. Il pane è corposo e croccante, uno dei migliori mai assaggiati e finalmente riesco a mangiarmi un hamburger senza inzaccherarmi fino ai gomiti. La semplicità degli ingredienti fa risaltare al massimo il sapore della carne. Davvero ottima e l’ho trovata facilmente digeribile. Unico neo: le chips. Croccanti, ma per i miei gusti un po’ troppo unte.
  2. Estrema Unzione: lardo, guanciale, fontina, scamorza, insalata, salsa piccante (9 €). Da brava golosa ho ovviamente affondato un  generoso morso a quello del mio accompagnatore. Buono, ma ho trovato che la ricchezza di ingredienti e la salsa piccante coprissero un po’ quello che è il plus dell’hamburger del Lambiczoon: la carne.
  3. Pumpkin Burger: zucca, gorgonzola, guanciale croccante (10 €). L’ho adorato dal primo morso per il suo equilibrio dolce pungente che non sovrasta l’ottima carne.
  4. Smoked: bue avvolto nello speck di pancetta, bernese all’Ardbeg, caprino, insalata – affumicato al momento con sigaro Garibaldi (15 €). La fusione tra i sapori del caprino e il fumo del toscano mi tornerà alla mente molto spesso.
  5.  Brunellino: guanciale, funghi, cipolle, insalata, sfumato con vino rosso (10 €). Non ci sono solo birra-fondai, qui.

lambic dog

Ho lasciato a voi gli altri.

  1. Montanaro: funghi, guanciale, fontina d’alpeggio (9 €).
  2. Testa Quedra: fontina, pancetta, maionese al parmigiano, riduzione di aceto balsamico (12 €).
  3. English Breakfast: bacon affumicato, senape, miele di castagno, uovo all’occhio di bue (12 €).
  4. Veggy Burger: hamburger vegetariano, insalata, pomodoro (10 €).
  5. Per gli amanti dei wurstel c’è anche il Lambic Dog, italiano al 100%, servito con senape di Digione e crauti homemade (10 €)

Pay attention: i coperti sono 50 ma trattasi di una birreria, non di un burger bar. Il venerdì e sabato armatevi di una pinta e un po’ di pazienza in attesa del piatto. L’attesa, per quel che mi riguarda, è stata ampiamente ripagata.

Ricordate anche che nella birra il limone non va. Le birre acide sono tutt’altra cosa.

E poi ditemi se nella classifica degli hamburger a Milano il Lambiczoon c’è oppure no.

Lambiczoon. Via Friuli 46, 20135 Milano. Tel. +39 02 36534840

[Testo: Alessia Saro. Immagini: Vincenzo Armenio]

8 Commenti

  1. Molto curioso di provare sia il Lambiczoon che la Luna Rossa soprattutto perché non mi accontento della descrizione del sito ufficiale del produttore “In bocca è sapida, ampia, persistente e termina con una magnifica ed esaltante acidità arricchita dalla presenza di amarene e marasche”

    Se ti piacciono le birre acide, cosa non molto comune e non é obbligatorio che piacciano, ti consiglio di provare qualcosa di autoctono belga, c’e’ parecchia varietà e l’esperienza potrebbe aiutarti a valutare meglio l’incontro con le birre acide italiane che, nonostante ne abbia assaggiate poche e sia un incompetente quindi non faccio testo, mi hanno sempre un po’ deluso.

  2. Non sono mai stato attratto dagli hamburger, ma in questo caso sono costretto a cambiare idea. Quando ritorno a Milano mi ci fiondo di sicuro! Il problema sarà assaggiarli (quasi) tutti 😀

  3. ILKANE, ormai il Lambiczoon per me è diventata un’abitudine e ho assaggiato svariate birre acide, anche di origine belga. Il proprietario è preparatissimo al riguardo e la selezione delle birre in mescita cambia ogni settimana garantendo varietà territoriale. Inoltre, è presente una cantina di birre d’annata pazzesca.
    Domenica siamo andati a Nicorvo, allo Sherwood,l’altro locale del proprietario, e ci ha fatto assaggiare delle birre incredibili!

  4. Nino tiene Cantillon e 3Fontaine alla spina in tutte le loro varianti. A Milano è l’unico e uno dei pochissimi in tutta Italia. Provoca dipendenza!

  5. Qualora il pane dell’hamburger abbia suscitato il vostro interesse, Carlo Fiorani ha gentilmente fornito le seguenti informazioni aggiuntive:
    “Il pane da hamburger è prodotto con farine macinate a pietra, a partire dal frumento coltivato in azienda a Castelverde (Cr). Oltre ad essere preparato a partire da pasta madre, contiene anche una piccola percentuale di lievito di birra (o,7 %) e del miele artigianale prodotto localmente. Sicuramente non ha la durata della pagnotta classica, dura circa 3 o 4 giorni.
    Il sesamo non lo mettiamo, perchè crediamo che non sia quello l’elemento determinante per la qualità, bensì preferiamo dare molta più importanza alla qualità del frumento e, di conseguenza, della farina utilizzata”.

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