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Se vi aspettavate un nuovo corso sulla scena gastronomica mondiale a colpi di ristoranti sudamericani sarete rimasti profondamente delusi dal risultato della 50 Best Restaurants 2014. Che laurea di nuovo campione il Noma e quindi, come hanno scritto alcuni detrattori, riporta sotto i riflettori muschi, licheni e formiche.

Classifica pilotata? Piuttosto stravolta nella parte centrale con cadute di posizione e crescite repentine per l’ingresso di nuovi giurati che portano il totale a 936.

L’Italia si è difesa con la terza posizione di Massimo Bottura e della sua Osteria Francescana. Ma è la difesa del singolo che ha inquadrato esattamente le dimensioni, mondiali, del tema. E investe in comunicazione, studio, conoscenza, rapporti umani. Con innata intelligenza.

Un modello di riferimento per tutti gli chef italiani che vogliono calcare la scena del Campionato del Mondo perché piaccia o non piaccia, questo rappresenta la 50 Best Restaurants SanPellegrino.

Manca l’assetto pubblico, quello che farebbe sistema e che non è la conferenza del ministro di turno che prova a mettere la pezza a colori alle dichiarazioni di un sottosegretario in vena di far suicidare la cucina italiana sui fagiolini e le pappardelle.

Il valore del terzo posto dell’Osteria Francescana è nella capacità (anche) di resistere ai marosi, anzi, alle marette interne.

Proprio come il Noma ha resistito all’episodio dell’intossicamento da Norovirus che gli è costato il primo posto l’anno scorso. Ed è ripartito alla conquista del titolo anche se molti giudicavano conclusa l’esperienza delle formichine e dei muschi.

Tutto da rifare, tutto da ripensare. Soprattutto guardando alla piattaforma italiana. Che non c’è se si esclude il messaggio continuo di Eataly. Il resto sono rivoli con protagonisti più o meno grandi, più o meno capaci di interagire con pubblici di riferimento.

Purtroppo le manifestazioni gastronomiche a saldo zero si sprecano ancora nell’Italia che vorrebbe guardare al futuro ma finisce con il guardare il proprio ombelico.

E, tanto per gradire, il viaggio promesso nel titolo tra i vincitori ve lo faccio fare. Ma semplicemente copia incollando il comunicato stampa di VisitDenmark e rimandandovi a un articolo di Giancarlo Loquenzi su Bror.

A voi è capitato di vedere qualcosa di simile al comunicato stampa che segue considerato che la nostra Ferrari di Modena si è classificata al terzo posto. Oserei dire, nonostante tutto?

PS. E se volete conoscerla dal vivo questa cucina nordica, andate fino all’ultima riga: c’è un Copenhagen Cooking Festival che va dal 22 al 31 agosto 2014.

samuel e victor bror

La scena gastronomica di Copenaghen inaugura una nuova era

La capitale gourmet della Scandinavia continua a influenzare il panorama culinario globale attraverso nuovi ristoranti e chef stellati.

“Noma ha riconquistato il primo posto nella prestigiosa lista dei migliori ristoranti del mondo. Avere il miglior ristorante del mondo è prezioso per il turismo danese. Ora abbiamo bisogno di dimostrare che altro la Danimarca ha da offrire in eccellenza culinaria, afferma VisitDenmark.” L’interesse internazionale per la gastronomia danese è importante per il turismo danese e non vi è alcun segno che abbiamo raggiunto un punto di saturazione. Al contrario. Anche se abbiamo già utilizziamo la gastronomia danese nella promozione della Danimarca c’è ancora molto potenziale. Non c’è dubbio che la gastronomia danese e i prodotti alimentari danese siano  uno dei settori nei quali la Danimarca è più forte in questo momento”, afferma la International Project Manager Maria Haugaard Barslund.

Sulla scia della lista dei “50 migliori ristoranti del mondo” di San Pellegrino, Copenaghen continua quindi a influenzare la scena gastronomica mondiale, con Noma al numero uno e Geranium al numero 42 sulla lista (senza dimenticare Relæ al numero 53). Mentre l’influenza in corso della Nuova Cucina Nordica ha creato onde di nuove interpretazioni sia da ex chef di Noma che aprono i propri ristoranti sia da chef stranieri attirati in Danimarca, la cultura culinaria di Copenaghen abbraccia anche birra artigianale, cucina rustica, e cocktail nei design-hotel.

New Nordic 2.0

Mode alimentari vanno e vengono, ma la nuova cucina nordica ha una capacità di resistenza dimostrata. L’apertura del Noma nel 2004 ha iniziato un movimento culinario che ora ispira una nuova generazione di chef e di un team di ex-alunni che creano i propri ristoranti e stanno ridefinendo la filosofia della New Nordic Cuisine.

Gli chef dietro Restaurant Bror, Victor Wågman dalla Svezia e Samuel Nutty del Regno Unito, presentano le loro radici Noma attraverso un menu pulito ricco di verdure fresche di stagione e fiori commestibili. L’ex chef Noma, Matteo Orlando sta iniziando la sua avventura con l’apertura di Amass nel luglio di quest’anno offre un menù di nuova cucina nordica influenzato dai suoi viaggi internazionali. Altri acquisiscono il nuovo movimento nordico tra i quali Höst, che significa raccolto, un concetto di Cofoco (Copenhagen Food Consulting), diretto da Jonas Christensen. Il giovane talento porta la cuisine al livello successivo, rendendola più accessibile a un pubblico più ampio. Kadeau,  continua il movimento New Nordic con un menù incentrato sui prodotti provenienti dall’isola danese di Bornholm, “l’isola del sole” nel Mar Baltico.

Gli chef di Copenaghen hanno anche sviluppato concetti che sono senza pretese e giocano con umorismo danese come ad esempio con Pony, che serve cucina rustica, come maiale, salsicce e bistecca alla tartara. Altri concetti irriverenti includono Congo, di proprietà di Casper Christensen, un attore comico e conduttore di talk show in Danimarca, che ha messo il suo umorismo nel ristorante. Luoghi informali come Marv & Ben (significa midollo & osso), che si trova sulla via più antica di Copenaghen, offre cucina tradizionale danese in un ambiente caldo senza troppi “fronzoli”.

Nuovi progetti culinari e sostenibili nascono di continuo : il Spisehuset Rub & Stub è un ristorante no profit gestito e sviluppato da volontari ed è il primo ristorante a Copenaghen a combattere lo spreco di cibo. Utilizzando le merci in eccedenza dell’industria alimentare, vogliono ridurre gli sprechi di cibo a Copenaghen.

Oltre ai ristoranti la capitale offre molto di più: per avere un assaggio di tutto ciò che Copenaghen ha da offrire, i viaggiatori possono concedersi esperienze gastronomiche sociali come il nuovo mercato del cibo di strada di Copenaghen sull’isola Papirøen nel porto della capitale, Copenhagen Street Food , il mercato permanente Torvehallerne, dove in due padiglioni molti i banchi di frutta e verdure, ma anche pesce, carne, pane e piatti già pronti da portare a casa o mangiare lì per lì. Ora si possono fare passeggiate guidate per le vie della capitale danese per incontrare alcuni dei protagonisti della rinomata cucina nordica con  Copenhagen Food Tours e CPH: Gastro Tour di CPH: Cool. Se preferite invece la cucina casalinga e cogliere l’occasione per entrare maggiormente in contatti con i locali  Cenare con i danesi fa al caso vostro. Se siete in cerca di quella esperienza unica o una notte vivace con cibo di strada Guerilla Dining by Silver Spoon ha quello che fa per voi.

Un’altra grande opportunità di tuffarsi nella cucina nordica è quella di partecipare ad uno dei tanti festival gastronomici della città, come il Copenhagen Cooking Festival che va dal 22 al 31 agosto 2014.

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