Milano. Vanilla Bakery riapre più bello e io mi perdo tra hamburger e cupcake

Tempo di lettura: 2 minuti

Cristina Bernascone Vanilla Bakery

Vanilla Bakery a Milano nasce dalle passioni di Cristina Bernasconi: la moda, la California, i cupcake, e più in generale la cucina.

Aperto da un paio d’anni da Cristina e suo marito Alexander Raffoul, il locale ora è ampliato e rinnovato. Si sviluppa su 150 mq e ha qualche tavolino all’esterno.

Di primo acchito, ho avuto una sensazione di glicemia alle stelle.

cupcake vanilla bakery milano

Il locale è un trionfo di colori pastellati e caramellosi, di cupcake e decorazioni, stelline, dolcini, coniglietti…

In realtà, è stata solo la prima impressione: la scelta dei colori, degli accostamenti, dei singoli pezzi, anche se la leziosità e l’eccesso sono dietro l’angolo (ma ci restano, anche), è stata fatta con gusto ed eleganza. Riesco a perdonare cuoricini e cuscinetti vezzosi.

L’apertura ufficiale del rinnovato Vanilla Bakery è prevista per domani, mercoledì. Ma io vi anticipo un assaggio e quattro chiacchiere.

Fried and Jamaica

Il menu è complesso e copre una panoramica delle varie tipologie di piatti e bevande della gastronomia americana.

Da Vanilla Bakery si va da mattina a sera per colazione, pranzo, aperitivo, cena, brunch e quanto altro vi può venire in mente.

hamburger Milano Vanilla Bakery vanilla bakery hamburger

Innanzitutto ci sono gli hamburger (circa 13 €) che come sapete sono diventati il cibo per eccellenza dei milanesi.

Poi le uova (Sunny side up, scrambled, Benedict, omelette ecc., 8,50 – 12,50 €), i club sandwich (12,50/13 €), il pollo fritto (per davvero, mica come a Roma), le pies… tutto quello che ci si aspetta da un locale yankee, insomma.

Buono il pane e focaccia del cestino; non male l’antipastino di fritti vari e la pannocchia arrostita.

La jambalaya con riso venere, verdure, pollo e gamberi (piatto ispirato alla tradizione cajun) è ottima, saporita, cottura del riso perfetta.

La pasta with meatballs è un must: gradevole, tutto sommato, andava assaggiata.

maiale sfilacciato e uova

Ancora un assaggio di fritti come seconda portata e maiale sfilacciato con mashed potatoes: mi è piaciuto molto. Il maiale è cotto a lungo e sfilacciato a mano e lo trovate anche sotto forma di panino.

Molto buoni i pancake con salmone e avocado.

vanilla bakery dolci vanilla bakery Milano

E poi i dolci. Siamo ovviamente fuori da ogni categoria di giudizio “normale”. Sono dolci eccessivi, ipertrofici, che ti fanno sentire sazio anche solo a guardarli nel piatto. Il problema è che sono anche buoni, ben fatti, dai pancake alle cheesecake, alle cupcake. All’ottima torta di mele.

Vi segnalo che c’è anche un menu per bambini e il brunch a 27 € nel weekend.

Vini in gran parte statunitensi, con un ottimo Versus sudafricano; birre, cocktail, e tè e tisane Løv.

Un’idea vincente (anche perché si parla di una prossima apertura a Dubai), realizzata con cura (dalla scelta delle materie prime al look del locale) e passione.

Secondo me ci andrete e noi saremo curiosi di sapere cosa ne pensate.

Vanilla Bakery. Via San Siro 2. Milano. Tel +39 0248102542

[Immagini: Cristian Castelnuovo]

12 Commenti

  1. Domando agli amici nordici (sono di Napoli) come si fa a mettere un hamburgher a 13€? É fatto d’oro? Se costa cosi l hamburger non oso immaginare la pasticceria,50€ al kilo? Siamo una famiglia di pasticcieri quindi so cosa significa

    • …sa com’è…girano insistenti voci che da noi nordici sia in vigore un sistema di regole e regolette, tipo leggi sul lavoro e sul fisco, che incidono lievemente sui costi…
      …sentito parlare di questo?….

      • …questa mi pare una caxxata. Al nord ci sono regole e regolette come in tutta Italia, e, come in tutta Italia, anche al nord non tutti le rispettano.
        Poi non diciamo un’altra caxxata, sicuro incidono sui costi ma €13,00 per un hamburger non si può sentire… TREDICI EURO??? ma siamo fuori? ma che costi devi avere per far pagare un hamburger così tanto? Se è solo questione di costi, bhe, hai fatto male i tuoi calcoli.

        • …ma si certo ovvio…ma che scherziamo, anche di fronte a casa mia si sparano tutte le sere…è perfettamente uguale a Napoli…non vedo nessuna differenza…
          Lei è un simpatico burlone…mi complimento per la sua sottile ironia…
          Per questo invochiamo altre lezioni di marketing e finanza da ‘o pasticcere…
          Per il prezzo e per i costi non saprei: io so i miei di costi e sono alti…ma vedo che li sa meglio lei…

          A parte che funziona in questo modo: un azienda vende un prodotto ad un prezzo; se la gente lo compra il prezzo è corretto, altrimenti no.
          E a 13,00 lo comprano eccome.
          Io li vendo a 13,50 e li comprano. E non sono a Milano.

          Tra il resto il pasticcere può tranquillamente aprire a Milano; o qualcuno glielo ha vietato?

          • Signori scusate se mi intrometto,parlando di denaro il prezzo dell’hamburger mi pare giustificato considerato il fatto che il locale mi pare di non piccole dimensioni cio comporta un gran numero di personale considerato il fatto che e’ aperto
            da quanto ho capito, anche per colazione,e quidi personale su piu turni e se tutti in regola tra cucina e sala saranno impegnate piu o meno 15 persone al giorno,ora tra tasse e stipendi ed affitto (suppongo)almeno 50/60 mila al mese come minimo!
            Per concludere, per favore uscite dall’italia e andate in una delle capitali europee e confrontate i prezzi secondo me li troverete in linea con questi.In nord europa le tasse si pagano e incidono molto sul bilancio,al sud non so…magari ci sono sconti e sgravi fiscali di cui non sono a conoscenza a parte che sui rifiuti dato che verranno smaltiti al nord!

          • Non sono un esperto di marketing e finanza e quindi non le darò certo io lezioni ma se ne ha bisogno cerchi on-line, ci sono molti corsi…
            Per quanto mi riguarda tutti possono aprire dove vogliono ovvio ma personalmente non spendo €13,00 per un hamburger, preferisco altro e se proprio voglio mangiarne uno me lo faccio a casa mia…
            Ah non mi chieda la ricetta, è segreta!

  2. Marco 19 settembre 2014 alle 15:09
    Condivido la tua risposta “pacata” ad Umberto.Ho espresso gli stessi concetti in molti altri post.Ma questo, ormai è diventato un tema caldo ed uno spartiacque tra chi accetta supinamente tutto e che esprime critiche.
    Mi sono meravigliato che in un post, a mie osservazioni critiche educate, un famoso chef se la sia presa.Voglio dire che questo tema(che divide) è un tema caldo perché va a toccare un argomento caldo: quello degli interessi economici in gioco.
    I clienti dovrebbero avere interessi condivisibili: invece non è così sono spaccati e divisi.
    Umberto, che ha una visione mondiale, che sa tutto sull’estero, poi ci dice: “il sud non so…”
    facendo bassissime e ingiustificate allusioni(prive di fondamento) su una parte della sua Patria che dimostra di non conoscere e nemmeno amare(ma fanm’ “u piacer’).

  3. scusate voi al nord fate tutti i perfetti e vi vantate per il fatto di stare al nord ma in realtà è molto meglio il sud la cosa più triste è che lo sapete fate una cosa vergognatevi

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