hamburger Macinata sarti

Pensavate che il panorama hamburgeristico milanese fosse ormai completo? Beh, vi sbagliavate. Nel giro di pochi giorni abbiamo avuto due nuove aperture a colpi di hamburger: Meatbar de Milan in via Solferino e Macinata – Sarti di burger in via Goito.

Conoscendo la mia naturale predisposizione verso cibo e hamburger, mi hanno invitato ad andare a vedere e assaggiare i due nuovi locali: e potevo forse io tirarmi indietro? No. ovvio. E sono andato in via Goito.

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Macinata è un nuovo format di Foodation, la start up di Riccardo Cortese e Federico Pinna, che ha appena aperto Mariù, la kebabberia gastronomica di cui abbiamo parlato qualche settimana fa (e di Trita, e di Burbee…) E che annuncia una quindicina di nuove aperture per i prossimi 15 mesi (non so se 15 format diversi o 15 Macinata o 15 Mariù o… – ma siamo già pronti ad assaggiare…).

Caratteristica di questa nuova apertura è, come dice il nome, la sartorialità: evidente già dall’aspetto del locale, dai pattern pied-de-poule e principe di Galles alle pareti alle impunture che occhieggiano qua e là, è ancora più evidente dal menù, che propone la scelta fra vari tipi di carne, cottura, pane, “modello”, bevande e fritture, con i quali è possibile “cucirsi” il proprio hamburger “su misura”. Secondo loro, le combinazioni possibili sono un milione: non essendo io una mente matematica, mi dovrò fidare – ma intanto ho iniziato a provare qualche accostamento.

Le carni sono manzo bavarese, più magro e leggero, black angus irlandese, manzo uruguaiano, più saporito, e “veggie” (ovviamente, non è carne, ma vegetale, a base di tofu), in quattro tagli diversi: S, 120gr; M, 180gr; L, 240gr; XL, 300gr (il veggie solo 120 e 240gr). Prezzi, dai 5,50 € ai 12,50 €.

I bun, ovvero il pane, realizzati appositamente da un forno, sono classico, con sesamo, e integrale – e sono realizzati senza ingredienti di origine animale, quindi adatti anche per i vegani. E non sono male come sapore e consistenza.

Scelti pane e carne, e cottura, passiamo al “modello”, alla confezione dell’hamburger: ci si possono mettere lattuga cetriolo pomodoro ketchup mayo, gratis; bacon lardo glassa di balsamico porcini trifolati jalapenos cipolline agrodolci crema di fegatini crema di tartufo pomodorini secchi sott’olio burro di arachidi friarielli a 1 €, bloc de foie gras a 1,50 €, formaggi (mozzarella cheddar emmenthal provola affumicata gorgonzola) a 1€, verdure (zucchina grigliata melanzana grigliata peperronata rughetta cipolla rossa saltata cipolla bianca) a 0,50€, salse bbq tonnata senape bernese worcester tabasco cocktail messicana a 0,50 €, creme (olive asparagi carciofi formaggi guacamole radicchio) a 0,70 €.

hamburger Bonati Macinata

Allora: l’hamburger modello “Emanuele I°” è un capo semplice e leggero, dall’ottima vestibilità: bun classico, manzo uruguaiano da 180 grammi (8,50 €), pomodoro, bacon, cheddar, worcester, peperonata. Se la cottura era un po’ troppo spostata verso il decisamente medio che non verso l’al sangue avanzato, la carne era buona e saporita; particolarmente indovinato l’assortimento degli ingredienti (ah, già: l’ho fatto io!); il pane, buono, verso la fine si era un po’ inumidito. Diciamo in tutto 11,50 €. Ah, più onion rings 3 €. Dimenticavo appunto le fritture, allo stesso prezzo di 3 €: patatine, buone, e onion rings, discreti. Ketchup e maionese sui tavoli, con posate di plastica (riciclabile) e ovviamente tanti tovaglioli di carta. E da bere: birra artigianale, 5,50€, birra Moretti, 3 e 4 €, coca aranciata sprite chinotto 3 €, acqua Panna / S. Pellegrino 1€.

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Volendo, un hamburger “basico” di manzo bavarese, pane e cottura a scelta, con lattuga cetriolo pomodoro ketchup mayo, costerebbe solo 5,50 €. Non male

Locale piacevole, buono il primo hamburger. Me ne restano da provare 999.999: aiutatemi! (e ditemi se ne avete già assaggiati…)

Macinata. Sarti di burger. Via Goito, 9, 20121 Milano, Tel +39 0229014858