No show. Il ristorante si paga alla prenotazione e voi (non) siete d’accordo

L’incubo peggiore per un ristorante? La prenotazione non rispettata o, peggio, farlocca con tanto di nome falso (e non parliamo di critici che cercano un mezzo anonimato).

Il famigerato no-show madre di tutti i recall per assicurarsi che il cliente verrà davvero.

E della maggior parte degli sti condivisi su bacheche e social network. Superato, forse, dalle invettive contro TripAdvisor.

Ma ora arriva Tock che promette di fare giustizia di tavoli lasciati desolatamente vuoti.

Si paga prima di cenare, prima di arrivare al ristorante, prima di cambiare idea: al momento della prenotazione.

A crederci è Nick Kokonas, uno dei soci del ristorante Alinea di Chicago, che ha inventato il sistema.

Il Clove Club, locale di tendenza dell’east London, ha annunciato che sarà il primo locale del Regno Unito ad adottarlo per i suoi menu degustazione a 65 e 95 sterline. Funziona, semplicemente, così: si paga al momento della prenotazione.

Potenzialmente il capolinea per chi è dedito, come spiega il Guardian, alla spensierata pratica del “ne prenoto più di uno, poi vado dove mi gira”. Anche di chi, più umilmente, ne prenota uno solo ma cambia idea lo stesso. Dimenticando di ‘sprenotare’.

Qualche domanda sorge spontanea, al Guardian come a noi tutti. Quali incentivi prevede il sistema per il cliente, ridotto al rango di un truffatore potenziale? Non si rischia di spegnere la passione della serata al ristorante, soprattutto in Italia, paese di commensali più emotivi che inclini ad accollarsi il rischio d’impresa altrui? E che accade se per una qualsiasi (e onesta) ragione non è possibile raggiungere un ristorante che si è prenotato (e pagato)?

ristorante-menu-allergeni

Sono solo alcuni degli interrogativi dell’annoso dibattito sul tema: è bene o male stanare il commensale assente ingiustificato? Con l’aiuto del Guardian abbiamo messo insieme 5 opinioni ricorrenti:

1.

Il pranzo o la cena sono assimilabili ad altri beni di consumo culturali: il teatro o il concerto, per esempio. Dove nessuno ti rimborsa, se non vai. E’ la posizione più estrema e più difficile da condividere. La pensa così Isaac McHale del Clove, il locale che sta per adottare Tock.

2. Far pagare in anticipo è crudele e ingiusto per la maggioranza di clienti onesti. E’ di questo avviso Nick Gibson del Draper’s Arms, pub di lusso a nord di Londra: “Non posso accettare un sistema di pre-pagamento che colpevolizza il cliente”. E argomenta: “E’ una vergogna che un’esigua minoranza causi disagio e imbarazzo alla maggioranza di brave persone”.

3. E’ la regola, bellezza! Posizione che sintetizza al Guardian James Lewis del ristorante francese Gauthier, a Soho. Il locale, già prima di Tock, ha trovato il suo equilibrio: “Se gualcuno non si presenta senza spiegazione viene bannato a vita. E funziona benissimo“.

4. Le prenotazioni a pagamento possono funzionare per i ristoranti con un “giro di tavolo” che non conosce sosta. Se Tizio non si presenta, c’è sempre Caio che aspetta fuori dalla porta. Ma non per i piccoli, dove il disagio che può creare il pagamento anticipato rischia di scoraggiare la clientela. Con conseguenze gravi.

5. Il sistema aiuta invece gli ‘indipendenti’ (leggi piccoli e gourmet) azzerando il rischio di lasciare vuoti alcuni dei pochi tavoli e quindi una bella quota dei guadagni di fine giornata. McHale del Clove è di questo avviso: “E’ un sistema trasparente che ci permetterà, come piccola impresa, di pianificare e ridurre gli sprechi”.

Allora? Favorevoli o contrari a pagare al momento della prenotazione il prezzo del menu degustazione?

[Link: The Guardian]

14 Commenti

  1. Sistema applicabile solo a certi locali, ca va sans dire, con determinate caratteristiche.
    Caratteristiche che non sono quelle di un ristorante di livello, evidentemente, visto è molto diffuso a Londra (ma non solo) un diverso utilizzo della carta di credito, con buona pace di tutti:
    – numero di c.c. alla prenotazione
    – addebito di percentuale di servizio in caso di no show (arrivo entro un certo termine dall’ora di prenotazione).
    nel linguaggio comune chiama caparra, noto dai più antichi codici del commercio, a garanzia reciproca dei contraenti.
    Ma forse al Cove Club hanno fatto studi approfonditi, e dopo lunghe ricerche sulla economia 2.0 hanno deciso di brevettare l’acqua calda.
    In tal caso, sarebbe giusto fare un altro passo, allungarsi verso l’economia 3.0, e brevettare la regola “vedere cammello, mostrare pepite”

  2. potreste spiegare al “Clove Club” che a Londra esiste già opentable (adottato praticamente da tutta l’alta ristorazione) dove forse più saggiamente invitano a lasciare dettagli carta di credito a garanzia della prenotazione e dove verrà addebitato un importo deciso dal locale qualora non si presentasse o disdicesse entro i termini scritti.
    QUESTA sarebbe la vera cosa utile in Italia!
    non chiedere nulla prima, ma avere potere decisionale sul trattenere o meno una sorta di rimborso.
    Francia=dettagli di una carta per conferma
    Inghilterra=dettagli di una carta per conferma
    Spagna=dettagli carta / versamento dai 40 ai 60 € p.p. per conferma
    Italia= SE AVETE VOGLIA VENITE SE NO TRANQUILLI, NON FA NIENTE E ALLA PROSSIMA!

  3. Assolutamente d’accordo. Hanno tutti da guadagnarci. E’ necessario impostare semplicemente i “Termini di Cancellazione”.
    1. xx % di sconto per il pagamento anticipato
    2. Disdetta entro le 24h con recupero totale pagamento anticipato
    3. Disdetta entro le 12h con penale del xx%
    4. Disdetta entro le 6h con penale del xx%
    Non bisogna inventare niente eh la medesima modalità già utilizzata da alberghi, b&b (ad esempio airbnb.it)

    • Semplicemente in Italia non si può fare. non ci ono norme che consentano ai ristoranti di comportarsi come alberghi…

  4. Quindi quel che rimane di questo innovativo sistema è un sito e una app, cioè il 2.0 di cose ampiamente note.
    Vi annuncio quindi che sarà presto disponibile su android e i-coso la mia app che supererà anche questo obsoleto “Tock”.
    Il nome, naturalmente, sarà “camel&nuggets”; non si limiterà alla ristorazione, ma sarà utilizzabile anche al banco del ferramenta, e presso i ricambi auto 🙂

    • Da queste parti funziona così: il ristoratore di grido annuncia con grancassa di stampa&fuffaroli l’apertura di un nuovo locale, di solito in altra lochescion, per una crescita evolutiva del percorso di ricerca gastronomica.
      Anzi, nemmeno un locale, ma “un’esperienza a tutto tondo”.
      Di solito quello che rimane nella vecchia sede è un blocchetto, a volte cconsistente, di fatture inevase; ma son dettagli, quisquilie, pinzillacchere.

    • Intanto potrebbe bastare che i fornitori che non vengono pagati smettessero di fornire. Ma questo c’entra poco in questo caso

  5. semplice
    prenotazione con numero di telefono, nome private e societa se alcuna.
    pagamento anticipato con visa o mastercard del 25% Non refundable…
    tavolo tenuto per 15 minuti, dopo rilasciato e persa penale… a meno che non si chiami e confermi che si e’ in ritardo e si sta arrivando…

    il commensale ha sempre ragione finche non abusa della ospitabilta dell’oste….

    • Sbagli si!! Ad ogni persona che prenota, corrisponde un numero di posti che si esaurisce. Se il ristorante é pieno non si accettano più prenotazioni. Per ogni prenotazione che salta, c’è la perdita di potenziali clienti che invece sarebbero potuti venire. Sarebbe sufficiente un po’ di educazione, una telefonata per disdire non costa nulla. Se fatta con ragionevole anticipo poi….

      • Sulla buona educazione c’è accordo completo. Sulle “aspettative razionali” dell’oste ho invece parecchi dubbi (soprattutto perché gli osti non vengono salvati a spese della cittadinanza…)

        • @andreapacini
          perdonami ma non puoi dire che gli osti non vengono salvati a spese della cittadinanza;
          ipotizza un ristorante con 10 cuochi e 6 camerieri da pagare, l’affitto, la luce, il gas e i FORNITORI (@benbevendo)…..non pensate subito all’incasso e la felicità dell’oste, ma alle spese che esso può avere!
          chiama un tavolo da 8 persone, uso 4 tavoli da 2 persone per prepararlo, il tavolo da 8 non si presenta, che facciamo? percentuale di probabilità che un tavolo da 8 passi di li = 8% – percentuale di probabilità che almeno altri 4 tavoli da due abbiano chiamato/si presentino di passaggio = 80%
          Come la mettiamo ora con il nostro ragionamento???
          Giusto o Sbagliato
          ???

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