Napoli. A San Gennaro si è sciolta la Bloody Pizza di Palazzo Petrucci

Bloody pizza Palazzo Petrucci

Ricordate Bloody Pizza, cioè la nuova pizza cocktail di Palazzo Petrucci?

Da oggi la potete assaggiare alla pizzeria guidata dal duo Alessandro Izzo e Lino Scarallo.

Lo chef stella Michelin aveva creato per la pizzeria l’equivalente della sua pastiera stratificata, un piatto cult per chi frequenta e segue il ristorante a Piazza San Domenico Maggiore.

La metamorfosi della pizza da solida a liquida ci aveva divertito come anche l’idea della proposta in forma divertente. Ed era scattato il nome a eguaglianza del cocktail di Jessel degli anni ’30.

Bloody Pizza entra oggi, giorno di San Gennaro, nella carta di Palazzo Petrucci al prezzo di 3,50 €. Un cocktail Pop, dunque, per avviare il percorso di pizzeria o da sorseggiare al bancone per tutta la giornata dedicata al santo protettore di Napoli, spiega Edoardo Trotta.

Bloody Pizza San Gennaro

E con quello spirito un po’ irriverente che contraddistingue le esortazioni al santo perché avvenga il miracolo e il sangue torni al suo stadio liquefatto, ecco la pubblicità che annuncia il nuovo cocktail.

La pizza si è sciolta.

Un atto di amore per la nostra città e di rispetto per una tradizione sacra.

Un nuovo modo di intendere il tempo della convivialità.

Lo avevamo annunciato come la novità di Settembre e da oggi potrai gustarlo in pizzeria.

La foto la riconoscete? È di Luciano Furia che sta imponendo il suo linguaggio visivo nella pizza e non solo.

bloody pizza ingredienti

E confessiamo il nostro conflitto di interessi: siamo in credito di 10 Bloody Pizza. Potranno assaggiarli i nostri lettori che con fare carbonaro si avvicineranno alla cassa sussurrando la parola d’ordine: “Nelle nostre vene scorre pizza”.

Se andate, fateci sapere com’è questo cocktail.

Buon San Gennaro e Buona Pizza.

Palazzo Petrucci Pizzeria. Piazza San Domenico Maggiore. Napoli. Tel. +39 0815512460

[Immagini: Luciano Furia, Vincenzo Pagano. Creatività: Wstaff]

3 Commenti

  1. Lettera all’ONU.
    1
    Quando voi dovete mettere il MARCHIO di Patrimonio Immateriale ad un prodotto valutate se quel prodotto fa parte dell cultura di un popolo da molti anni.
    Se è, cioè, una TRADIZIONE.E valutate anche quali sono le sue caratteristiche: nel caso della pizza napoletana che sia un cibo popolare: infatti era cibo di strada che sfamava velocemente il popolo.
    2
    Ora è chiaro che chi vuole mettere il MARCHIO PATRIMONIO DELL’UMANITA’ alla pizza napoletana lo fa per un semplice MOTIVO di MARKETING.
    3
    Si vuole aggiungere una griffe, un logo, un marchio prestigioso ad un cibo per puri motivi commerciali.
    4
    I promotori del “marchio-ONU”(€) non se ne fottono nulla della cultura, della tradizione e del carattere popolare della pizza perché:
    1 spingono a far diventare la pizza napoletana…una pizza gourmet…una pizza costosa…e non più popolare
    2 spingono verso sperimentazioni che deturpano la tradizione: vedi
    pizza nera
    mozzarella congelata
    mozzarella nera
    PIZZA SCIOLTA


    ONU, sii seria.
    ONU, non puoi trasformarti in una SLOW FOOD … MONDIALE…che assegna chioccioline-@-ONU a prodotti alimentari.
    ONU, non puoi trasformare un CIBO-POPOLARE-ed ACCESSIBILE in un
    CIBO-COSTOSO-DI LUSSO come…ha fatto SF.
    ONU, non puoi diventare uno STRUMENTO del MARKETING…come SLOW FOOD.
    .
    ONU, non tradire gli scopi(ideali) per cui sei nata(come altri hanno fatto)
    .
    ONU, sii seria

  2. Ehm, non so se trovo le parole giuste Film…., cioè Sergio: le tue giuste proteste non vanno indirizzate all’ONU, che non ha nulla a che fare con questi riconoscimenti.
    L’Ente responsabile è UNESCO

  3. Sapevo che è l’Unesco e, se si vuol essere più precisi, avrei dovuto scrivere Unesco.
    Ma è anche vero che l’Unesco è un’organizzazione dell’ONU, ne fa parte.
    Anche in molti quotidiani si è letto:
    “…con la petizione lanciata su Change.org, si chiede all’organizzazione delle Nazioni Unite di inserirla nella lista dei «beni immateriali….”
    Comunque la tua integrazione è corretta e ben accolta.
    🙂
    PS
    Invito anche quelli che non la pensano come me ad integrare o contrastare i miei commenti(tutti).
    Qui ognuno parla per conto suo: e ci può stare.
    Invece, dovremmo intervenire di più sulle cose dette dal 1 post ma anche 2 dai commentatori.Anche per contrastarle.
    E’ così che si sviluppa il DIBATTITO—> che è un libero…confronto…di …opinioni…diverse.
    Devo ringraziare Vincenzo Pagano che non mi ha mai censurato finora e lo potrebbe fare 🙂 Ripeto, lo potrebbe fare(ed è facile capirlo).
    Ho visto che qualche commento non passa, ma non ho capito bene perché: forse si usano termini offensivi.
    Saluti a tutti 🙂

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