Colosseo

Sono state presentate poco fa alla Camera di Commercio di Roma le edizioni 2016 de La Pecora Nera Editore: Roma nel Piatto, Roma per il Goloso e Milano per il Goloso.

Come lo scorso anno, i locali sono recensiti da professionisti in totale anonimato:L’enogastronomia sta vivendo un momento d’oro, basti pensare al successo di Expo e prima ancora a quello dei tanti format televisivi dedicati a questo settore. Numerose le persone che si sono avvicinate a questo mondo – affermano i curatori delle guide Simone Cargiani e Fernanda D’Arienzo – talvolta però prive di una vera competenza in materia. Per questo riteniamo fondamentale che a recensire i locali siano professionisti in totale anonimato che paghino il conto finale come un qualsiasi avventore, annotando ogni minimo particolare dell’esperienza gustativa fatta”.

Le Guide acquistabile on line, nelle migliori librerie e supermercati della Regione Lazio, nonché presso una quarantina di negozi gourmet di Roma e in alcuni bookshop del circuito Musei In Comune.

Roma nel Piatto Pecora Nera

Roma nel Piatto, guida storica della casa editrice, ha recensito oltre 350 locali che vanno dalle osterie alle realtà stellate. Non mancano pizzerie, luoghi per l’aperitivo, per il brunch e i ristoranti etnici. Quest’anno sono presenti anche i piccoli locali, a volte fuori dalle classiche rotte.

Vediamo la lista dei migliori ristoranti di Roma e del Lazio:

Heinz Beck chef

  1. La Pergola del Rome Cavalieri (Roma): 9+
  2. La Trota (Rivodutri, Rieti): 9+
  3. Metamorfosi (Roma): 9
  4. Il Pagliaccio (Roma): 9-la porchetta e Alessandro Pipero
  5. Pipero al Rex (Roma): 9-
  6. All’Oro (Roma): 8,5
  7. Colline Ciociare (Acuto, Frosinone): 8,5Angelo Troiani
  8. Il Convivio Troiani (Roma): 8,5
  9. Il Sanlorenzo (Roma): 8,5
  10. La Parolina (Trevinano, Viterbo): 8,5
  11. Pascucci al Porticciolo (Fiumicino, Roma): 8,5Cristina Bowerman
  12. Glass Hostaria (Roma): 8+
  13. Il Tino (Ostia Lido, Roma): 8+
  14. Imàgo all’Hassler (Roma): 8+

Inoltre la Regione Lazio ha istituito dei premi da assegnare (la selezione è stata curata da La Pecora Nera) ad alcuni ristoranti che si sono particolarmente distinti nella valorizzazione dei prodotti tipici del territorio. Vediamoli:

  • 13 Gradi (Viterbo)
  • Chinappi (Formia, Latina)

Leonardo-Vignoli-da-cesare-casaletto

  • Da Cesare (Roma)
  • Da Enzo al 29 (Roma)
  • Da Silvana (Altipiani di Arcinazzo, Frosinone)
  • ‘L Richiastro (Viterbo)
  • L’Oste della Bon’Ora (Grottaferrata, Roma)
  • Osteria Il Bersagliere (Colonna, Roma)
  • Osteria del Vicolo Fatato (Piglio, Frosinone)
  • Osteria di San Cesario (San Cesareo, Roma)
  • Ristorante degli Angeli (Magliano Sabina, Rieti)
  • Santuccio ai Colli (Sezze, Latina)
  • Sora Maria e Arcangelo (Olevano Romano, Roma)
  • Tito (Rieti)

A questa guida si aggiunge Roma per il Goloso (con la sua gemella meneghina Milano per il Goloso): un manuale che vuole guidare il consumatore in un tour gastronomico attento e consapevole attraverso le migliori botteghe della città. Queste sono suddivise per quartiere e per tipologia e sono suddivise in ben quattordici categorie: enoteche, gastronomie, panifici, pastifici, macellerie, pescherie, formaggerie, pasticcerie, gelaterie, cioccolaterie, teerie, torrefazioni, utensilerie e negozio bio ed equo. Grazie al coinvolgimento del Centro Agroalimentare Roma (CAR), sono presenti in guida anche i banchi dei mercati rionali marchiati “Cuor di Car“: la garanzia del sistema è sulla sicurezza e sulla selezione delle migliori produzioni agricole.

Cosa pensate della lista e dei premi? Siete più da ristorante stellato e da osteria che mette in risalto i sapori tipici del territorio?

[Immagini: Zingarate]

9 Commenti

  1. Se è vero quello che scrivono “quelli” di Pecora nera, sul loro sito ed in vari profili,
    non ha senso comprare tutte le ALTRE guide italiane né leggere le centinaia di classifiche diffuse dal web.
    Non ne parliamo di Tripadvisor.
    .
    Perché loro…”quelli” di Percora nera
    1 sono veramente bravi: si dicono dei…veri… professionisti.(Gli ALTRI che sono?)
    2 sono veramente indipendenti: perché 1 sono anonimi e…2 pagano il conto.(Gli ALTRI sono sbafatori aggratis?)
    .
    .
    Allora, come stanno veramente le cose nel mondo delle guide, delle recensioni, delle classifiche italiane?
    Basta una Pecora Nera per salvare il GREGGE?
    .
    Ha senso, con tutto l’immenso materiale che c’è in rete, spendere dei soldi per una guida?
    .
    .
    Pecora Nera significa fuori dal gregge, diversità, indipendenza, anticonformismo ecc…
    .
    Sinceramente, queste guide di Pecora Nera
    di nero hanno solo il nome

  2. Complimenti, ha già finito di leggerle a neanche 10 ore dall’uscita. Perché immagino che lo abbia fatto con attenzione, vero? Se così non fosse, la equiparerei a quei recensori che scrivono schede su ristoranti mai aperti, cosa che mi insegna essere avvenuta non solo una volta.

    Sicuramente Pecora Nera comunica quello che lei dice: anticonformismo, indipendenza, diversità. Le racconto la genesi del nome: quando abbiamo messo in piedi la casa editrice eravamo clienti insoddisfatti delle altre guide. Ci sembrava palese la commistione fra contenuti e pubblicità, così come era per noi chiara l’esistenza di circuiti autoreferenziali di intoccabili, l’incompatibilità delle inaugurazioni riservate alla stampa con l’attività di recensione, e via dicendo. Noi abbiamo scelto di non andare alle inaugurazioni per la stampa (di inviti ne arrivano tanti e sarebbe per noi comodo risparmiare dei soldi recensendo i ristoranti senza spendere), di non vendere pubblicità ai soggetti che valutiamo in modo critico, di proteggere il nostro anonimato nel miglior modo possibile, di non fare accordi commerciali con i ristoratori. Dovevamo sintetizzare questa filosofia in un nome e la scelta la conosce.

    Ora lei giudica il nostro nero sbiadito se non addirittura bianco. Benissimo, libero di pensarlo e rivolgersi altrove. Il panorama è molto vasto, sia nel versante a pagamento – scelta mi pare di intuire non di suo gradimento – sia in quello gratuito, del web 2.0. In bocca al lupo e detto da una pecorella…

    Con cordialità, Simone Cargiani (La Pecora Nera Editore)

    • Siete talmente liberi ed indipendenti che la guida viene presentata alla camera di commercio di Roma e non in una libreria…contento lei, conte ti tutti!

      • Ci ha messo con le spalle al muro!

        Abbiamo presentato la guida alla Camera di Commercio! Altro che indipendenti, siamo schiavi della CCIAA di Roma. Ci hanno dato mandato di mettere Heinz Beck primo in classifica perché stanno stringendo un accordo con la Camera di Commercio Italo Tedesca sull’uranio impoverito in cucina. Allo stesso modo ci hanno imposto di dare l’insufficienza a Contesto Urbano perché si sospetta che il lavapiatti sia vicino all’ISIS.

        E’ proprio vero, la mamma degli idioti è sempre incita!

  3. Una bella replica.
    Che non distorce il mio commento e la mia opinione sulle “guide”.
    Che, forse, erano il mio vero bersaglio.
    .
    Quando critico, e critico spesso,
    almeno in certi casi(come in questo post),
    avverto il fastidio di attaccare.
    In parte, oggi, è attenuato dal fatto che l’ho stimolata
    a ribadire delle cose importanti in cui lei crede
    e, se non sono stato abbastanza chiaro nel mio primo commento,
    in cui credo anch’io.
    .
    Buon lavoro
    .
    PS
    Lo stesso discorso vale per il post su Antonello Colonna.
    Dove nella critica alla cucina creativa può essere stata
    inclusa l’autrice del post.
    Posso solo dire che in altri articoli ho espresso simpatia sincera verso Giulia N.
    .
    Non è facile, spesso, esprimere le proprie opinioni e non rischiare di ferire la sensibilità degli Altri(redattori e commentatori).
    Chi mi conosce sa che cerco sempre il modo di riparare
    e di riprendere un dialogo.

  4. Metamorfosi al terzo posto e La Parolina al decimo mi lasciano alquanto dubbioso…a mio avviso non meriterebbero nemmeno di stare in questa classifica, mentre ex aequo metterei La Trota con La Pergola…

  5. Reintervengo perché mi sembra esagerata ed immeritata la sua replica nei confronti di Rasputini che,…”sicuramente”…, conosco meglio di lei.
    Io ho interpretato così il commento di Rasputin:
    Se, per dimostrare la vostra “indipendenza” e “diversità” dalle altre guide, adottate tutta una serie di accorgimenti:
    1 anonimato
    2 pagamento del conto(strettamente collegato al primo)
    3 ed altri
    la presentazione di un libro ” rivolto al pubblico” perché farla alla Camera di Commercio, che è un’istituzione di imprenditori?
    Ora, intendiamoci, non ci sarebbe niente di male.
    Ma, sinceramente, “stona” un po’ con le vostre dichiarazioni.
    Tutto qui.
    .
    Certo, il commento può dare fastidio, ma, mentre la sua replica al mio primo commento l’ho apprezzata, anche per il tono,
    questa a Rasputin, secondo me, è stata un po’ eccessiva.Io chiudo qui.
    La saluto cordialmente.
    PS
    Nei blog, difficilmente s’instaurano dei rapporti umani sinceri e non effimeri.
    Verso Rasputin ho stima e simpatia sincera.

    • Salve, ho visto solamente ora il suo commento. Il tono della risposta, concordo con lei, che è stato differente, ma non mi vorrà paragonare i due commenti? Il suo, sebbene in dei passaggi critico, argomentava in dettaglio quelle che erano le sue perplessità, l’altro mi è sembrato una sterile polemica, per altro del tutto campata in aria. Il rapporto che abbiamo con la Camera di Commercio è trasparente: abbiamo chiesto l’affitto della sala del consiglio in quanto centrale, capiente e a nostro avviso accogliente. Quando presentiamo un libro la nostra esigenza è di avere una location centrale per agevolare l’arrivo dei giornalisti e dei premiati, possibilmente spendendo una cifra congrua. Ad oggi non abbiamo trovato sede migliore per presentare la guida. In merito alla correlazione fra indipendenza e presentazione alla CCIAA continuo a non vederla. È un’istituzione a cui per legge tutte le imprese devono essere iscritte, quindi non rappresenta un gruppo di ristoratori, ma tutti, come rappresenta tutte le case editrici e via dicendo. In libreria ne abbiamo fatte di presentazioni, ma il seguito che per fortuna abbiamo raggiunto non rende più percorribile questa opzione.

      Quelli che a mio avviso fanno la differenza in una presentazione sono altri aspetti. Ne cito alcuni:

      – invitiamo i premiati ma non abbiamo mai chiesto loro di cucinare un piatto per non dover essere “grati” l’anno seguente

      – per lo stesso motivo non abbiamo mai scelto un ristorante come location

      – non partecipiamo noi come curatori e nemmeno i nostri ispettori. Ci sono le ragazze dell’ufficio stampa e il nostro portavoce a gestire il tutto, senza che noi dobbiamo apparire

      Questa in sostanza la risposta che avrei dato a Rasputin se si fosse posto in modo educato. Purtroppo anche con l’ultimo commento ha dimostrato che, almeno dietro alla tastiera, non lo è. Saluti

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