Quattro ragazzi provenienti da 4 regioni diverse si sono incontrati a Bologna e hanno deciso di lasciare le rispettive carriere per aprire insieme un forno e fare “il pane buono, quello di una volta.. il pane vero”.

Brisa è il progetto diventato realtà nel centro di Bologna di Giovanni Boari (da Bari), Esmeralda Spitaleri (da Catania), Davide Sarti (da Bologna) e Pasquale Polito (dall’Abruzzo ma bolognese di adozione) che si sono conosciuti frequentando rispettivamente i corsi di Alto Apprendistato per Mastro Birraio e Panettiere-Pizzaiolo di Slow Food in quel di Pollenzo.

pizza a taglio Bologna Brisa

Dopo il corso, tanto studio e gli stage in laboratori di panificazione di qualità come quello di Gabriele Bonci seguito da Pasquale, i 4 amici hanno deciso di aprire un forno specializzato nella produzione di pane utilizzando una selezione di farine di grani antichi, come il siciliano tumminia.

pane non comune Brisa

Ogni giorno è possibile trovare dai 4 ai 6 tipi di pane non comune, così chiamato per sottolineare la ricerca di miscele di farine bio-naturali necessarie per produrlo.

I prezzi, in conseguenza, sono diversi e vanno dai 6 ai 12 € al Kg.

BRISA PANETTONE

Oltre al pane, ci sono pizze a taglio (molto buone), biscotti, crostate e in questo periodo natalizio anche i panettoni artigianali: a me è piaciuto moltissimo quello con  marron glacé e fave di cacao (prezzi, a seconda del peso dai 15 ai 26 €).

Con gli stessi cereali impiegati per i prodotti da forno, Esmeralda e Giovanni realizzano anche due birre artigianali dal nome simbolico: “Soccia” e “Sorbole” , due tipiche espressioni giovanili bolognesi, pensate dai due birrai del gruppo e prodotte in un birrificio agricolo nel mantovano.

Nel nome del locale e di alcuni prodotti è evidente il marchio di fabbrica giovanile. Il forno, infatti, si propone anche come punto di incontro per un aperitivo diverso o per una pausa pranzo più consistente e salutare.

Un forno che vuole soprattutto comunicare il bisogno di tornare alle tradizioni di una volta affiancate alla tecnologia attuale ma con una scelta di ingredienti mirata: un vero e proprio invito al cliente a mettersi in gioco in tal senso.

Nell’esposizione all’interno del forno sono in vendita le farine, i semi, le conserve, le confetture, i mieli e gli oli utilizzati nel laboratorio perché i Breaders – come si sono definiti in società i 4 amici – conoscono personalmente tutte le aziende biologiche da cui si riforniscono per le materie prima e con le quali c’è una grande collaborazione.

crostate

Nel pomeriggio, al forno ci sono già tanti clienti che chiedono con curiosità l’utilizzo degli ingredienti e trovano i gestori disponibili a raccontare il loro modo di lavorare, orientato verso una scelta più consapevole che trova d’accordo ed entusiasma gli avventori.

colazione pane e marmellata

Che ne dite di questa formula? Potreste iniziare ad assaggiarla domani a colazione con i pani di Tumminia, Segale, Uvetta e fave di Cacao accompagnati dalle creme e confetture di Marco Colzani.

5 Commenti

  1. Perdona Manuela, ma gli articoli di questo tipo non finiscono, non hanno in calce l’indirizzo e/o coordinate del locale?
    Giusto perché magari a qualcuno viene la curiosità e la voglia di metterlo in agenda l prossima volta che si vanno a comperare le scarpe in Piazzola…
    🙂

      • Giuseppe: anche io ho letto l’etichetta, nella foto. Volevo sottolineare la sorpresa per quella che, a prescindere dal servizio fotografico, mi pare una mancanza editoriale.
        Non ho trovato altri esempi di presentazione/recensione di un locale privo di riferimenti, o geolocalizzazione (come diciamo noi bimbi della provincia profonda).
        A meno che non sia la nuova tendenza della blogsfera 3.0, del tipo ‘io lo so dove sta il locale gastrofighetto ma te lo dirò solo in cambio della figurina di Balotelli e di un selfie con Scabin che piange’
        🙂

  2. Complimenti per i prezzi popolari. Farine bio, naturali, biodinamiche, lievitazioni lunghe, temperature controllate, selezione dei ceppi di lieviti, tutto ciò è lodevole. Ma chi ci pensa alle persone che hanno uno stipendio normale. Slow food not for poor. Riscopriamo il piacere di mangiare bene facendo in modo che questo sia facilmente accessibile. Inventate il pane popolare. Il popolo è rimasto slow mentre i prezzi corrono sempre più.

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