Street Food. Ecco la pizza a portafoglio che ha conquistato Londra

Silvestro Morlando pizzaiolo

La pizza a portafoglio, ovvero lo street food napoletano per eccellenza, ha conquistato Londra grazie all’intraprendenza di un giovane pizzaiolo di 26 anni, Silvestro Morlando.

Quattro anni fa è partito dall’Italia perché voleva di più dalla vita. A Londra è atterrato con un biglietto di sola andata ed ha iniziato a fare il lavapiatti “sfruttato e sottopagato” e poiha lavorato sempre nel settore della ristorazione.

pizze portafoglio

Ma ha dato una svolta alla propria vita quando ha pensato di occuparsi di pizza.

Ha messo insieme nella sua ricetta tutti gli ingredienti di successo, lo street food, la pizza e le materie prime italiane, montandole a bordo di un furgone vintage.

È un Citroen H-van azzurro intenso su cui ha collocato anche un vero forno a legna.

Il nome del van della pizza a portafoglio è Sud Italia, evocativo quanto basta perché anche la stampa lo seguisse con attenzione.

Rilancio mediatico e ingredienti di qualità hanno convinto i Londinesi a convertirsi alla pizza a portafoglio quella che Silvestro sforna ogni giorno all’Old Spitafields Market in piena City.

Cioè, “il mercato più cool e uno dei più antichi della città”, sottolinea in un’intervista raccolta dal quotidiano Il Centro che ha voluto raccontare la storia del pescarese.

Il segreto della sua pizza è anche nell’impasto che ha studiato leggerissimo con un’idratazione al 68% e un mix di farina con una percentuale del 20% di integrale e lievitazioni lunghe a temperatura ambiente fino a 36 – 40 ore.

pizza funghi pizza rucola pomodorini pizza a portafoglio piegata

Farciture tradizionali e spettacolari ingolosiscono anche chi alla pizza è abituato. Figuriamoci gli Italiani di stanza a Londra. E ovviamente gli Inglesi.

pizza diavola

Che non sono insensibili alle pizze piccanti come la Diavola.

pizza Sant'Antimo

O alla Sant’Antimo che sfoggia i friarielli o la mozzarella (di Salerno). Tutti ingredienti che arrivano dall’Italia come anche il Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi.

fornaio Savastano

L’immagine è di quelle che bucano lo schermo e arrivano a toccare direttamente la pancia anche grazie a Micaela Di Giulio, la fidanzata che lo ha seguito nell’avventura e che si occupa di social. E che non ha paura a giocare con il cognome del fornaio, Savastano, invitando tutti al furgone per farsi il selfie con uno dei protagonisti di Gomorra.

Una storia a lieto fine con anche la proposta arrivata sul banco del furgone di vendere tutto perché la pizza a portafoglio piace anche agli uomini della City in giacca e cravatta che probabilmente hanno meno paura di macchiarsi di sugo di quanto facciano i colleghi milanesi con la pizza fritta.

preparazione pizza Londra

Ma Silvestro non riposa sugli allori e sta aspettando un nuovo mezzo, un’Ape Piaggio sempre attrezzata con il forno a legna per raggiungere altri mercati, è il caso di dirlo.

E sta valutando anche la proposta di aprire un ristorante all’interno del mercato situato a cinque minuti da Liverpoool Street Station.

Il suo furgone, oltre a Londra, ha conquistato uno spazio anche nella nuova guida alla pizza nel mondo che tanto ha fatto discutere.

Chissà come la prenderebbero a Napoli se sapessero che uno dei totem del mangiare per strada è stato portato ai sudditi di sua Maestà addirittura da un pescarese che ha usato anche la farina integrale. Per fortuna che può vantare un nonno fornaio e per giunta napoletano.

9 Commenti

  1. Sempre regno delle DUE SICILIE,si tratta,poi l’importante è lo stile e la tradizione,le farine integrali,in percentuale,vengono ampiamente utilizzate anche a Napoli.

  2. Pizze completamente crude! A Napoli te le butterebbero appresso. Inoltre bianche, cioè oltre maturazione. Vabbe, tanto chi lo capisce?

  3. Stimolato da Romolo e Rasputin dico la mia. Le foto presentano pizze diverse, alcune bianche altre con una buona colorazione. Quelle bianche possono far sorgere dubbi sulla cottura interna, anche se presentano una evidente puntinatura. Romolo non specifica e non ha risposto alla domanda di Rasputin: lui collega il bianco del cornicione ad un impasto sovrammaturato. Ci può stare, ma poiché sono presenti pizze non bianche io ho formulato l’ipotesi che le pizze bianche dovevano cuocere meglio.
    Del cornicione, poi, abbiamo due sezioni molto diverse, una molto alveolata e l’altra poco ed ammassata. Ma questo non riguarda l’argomento cottura.
    E’ da notare, inoltre, che la maturazione è abbastanza lunga ed a temperatura ambiente ma non sappiamo nulla della w della farina, della temperatura dell’ambiente e della quantità di lievito. Altra osservazione è che è un autodidatta con pochi anni di sperimentazione: il risultato non è eccezionale ma neanche scadente e migliorabile nel tempo.
    Ci sono appasionati sui forum italiani che fanno di meglio e meglio anche di alcuni pizzaioli che troviamo nelle classifiche.
    Ciao

    • Ciao Alberto,
      presumo che si tratti di due impasti diversi o forse hai ragione tu, stesso impasto cotto in momenti diversi. Tuttavia le pizze mi paiono belle e appetitose e, considerando che vengono vendute a Londra, relativamente economiche. Come dici tu ci sono appassionati sui forum che fanno pizze più belle e migliori, i due prodotti non credo siano paragonabili però perché l’appassionato farà un numero di pizze risibile in confronto alle 60/70 pizze che un professionista o i professionisti nel caso della napoletana sfornano all’ora.

    • Se te lo permette la Regione. In Piemonte non si può preparare l’impasto sul posto ma sei obbligato a farlo fare ad un laboratorio e farlo cuocere prima di dartelo. Sono dei pazzi.. come sempre l’estero ci insegna che viviamo in un epoca passata..

  4. scusate ma un furgone cosi, dove lo posso trovare,lavoro quasi 20 anni in pizzeria e ho voglia di cambiare,siccome nella citta che mi trovo non c e ancora nessun italiano che vende pizza per le strade.Vorrei iniziare io

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui