Pozzuoli. Nuvole, la nuova pizzeria di Diego Vitagliano che lascia 18 Archi

Tempo di lettura: 1 minuto

pizze nuvole Diego Vitagliano

Le sue pizze sono nuvole, leggere, con un cornicione arioso che prende forma a Pozzuoli alla pizzeria 18 Archi.

Diego VitaglianoDiego Vitagliano Vincenzo Capuano

Sì, perché Diego Vitagliano, tra i golden boys della nuova pizza contemporanea, gioca la partita dell’innovazione con un occhio alla tradizione come fanno anche i gemelli Carmine e Peppe Sivo, Vincenzo Capuano in quel di Milano, Carlo Sammarco che ha aperto la sua nuova pizzeria ad Aversa.

pizzaioli da Ciro Salvo

Ho detto nuova pizzeria e non ho messo Napoli sulla stessa riga?

pizza Ciro Coccia

Ebbene sì, Caserta rulez. Ma anche Pozzuoli illuminata dal fascio di luce delle creazioni di Ciro Coccia punta di diamante del litorale flegreo quanto a impasti e pizze che fanno venire l’acquolina solo a guardarle.

E poi c’è appunto Diego Vitagliano che sta alla pizzeria 18 Archi. Anzi, stava. Perché ora la lascia e come gli altri giovani scalpitanti apre la sua di pizzeria.

Resta a Pozzuoli perché il mare una volta che ti ha preso non ti lascia più.

pizza 18 Archi

Mare blu e cielo leggermente nuvoloso. Ma di nuvole belle, come quelle che disegniamo nei nostri sogni.

La sua nuova pizzeria si chiamerà Nuvole. O forse Nuvole Ribelli. Lui promette di fare ancora meglio di quanto ha fatto ai 18 Archi che da risto-pizzeria poco frequentata in capo ad un anno è diventata pizzeria e basta. Anzi, pizzeria sold-out.

È un po’ spaccone come tutta la nostra generazione.

Basta che lo ascoltiate nel video mentre smentisce di lasciare 18 Archi.

Ma lo noi perdoniamo – per il momento -perché vogliamo assaggiare quanto prima le nuove pizze nella nuova pizzeria.

Non siete d’accordo?

[Immagini: Facebook, Scuola Cammarota, Scatti di Gusto]

5 Commenti

  1. Per gli appassionati di pizza segnalo questo link per capire meglio, dal punto di vista tecnico, questo pizzaiolo.
    Il post è del 16 febbraio 20016 quindi non sappiamo se ci sono stati cambiamenti.
    Utilizza diversi tipi farina anche quella che si è diffusa al Nord(crusca + macina a pietra)
    Ma fa anche la tradizionale pizza napoletana: nell’intervista si parla di Vera Napoli, 63% idro e 36 ore TA.
    C’è la descrizione di questa farina sul sito ed è una 00 rinforzata: dovrebbe essere simile a quella di Sammarco di Aversa, che usa invece Caputo.(Siamo comunque nel disciplinare in entrambi i casi)
    Non è la classica 00 tradizionale(la blu Caputo) di media forza ma una 00 con una W più alta.
    Per me valgono le considerazioni fatte con il post di Sammarco.
    E cioè che queste farine rinforzate, ma sempre 00, aiutano il pizzaiolo a superare le maggiori difficoltà della tradizionale 00 con W media.
    .
    Ci vogliono maggior capacità tecniche per fare un’ottima pizza con la W tradizionale media.
    .
    Ma, assolutamente è da respingere ………..
    la denigrazione…esplicita…o implicita(più diffusa)… che la 00 tradizionale Wmedia non possa dare un’ottima pizza napoletana verace.
    Denigrazione(implicita) diffusa, ormai, nel racconto che i food blog napoletani ed “esperti”(? più o meno qualificati o più o meno interessati(?)
    fanno della pizza napoletana.

  2. Napoli…dieci anni dopo…………………..
    .
    Corrado e Sandra sono una coppia di una località del Nord che, dopo 10 anni, stanno scendendo verso Napoli per qualche giorno di vacanza con i loro due ragazzi, Ennio e Rita.
    Hanno scelto Napoli anche perché sono appassionati di PIZZA alla NAPOLETANA: al Nord imperversa la Pizza Gourmet e la Pizza con …più(2) o meno(1)
    CRUSCA. Sono un po’ stanchi della litania sulla macinatura a pietra e poi sono stanchi di spendere molto per farsi una pizzata.
    Anche se sono passati dieci anni ricordano bene la pizza napoletana che si piegava senza rompersi e che aveva un prezzo accessibile essendo, per definizione, uno street food POPOLARE.
    .
    Ennio: Papà siamo arrivati ed ho fame, facciamoci una pizza.
    Corrado: Sto andando proprio in un’ottima pizzeria che conoscemmo 10 anni fa. Eccola, parcheggiamo.
    Al tavolo arriva il cameriere con il menù.
    Ennio: Papà ma è molto simile al menù della pizzeria dove mi portate con mamma.
    Sandra: E’ vero. Ennio sei sicuro di essere a Napoli. Io leggo gli stessi termini: crusca, macinatura a pietra…gourmet…
    Corrado: Anche i prezzi sono cambiati…
    .
    Un po’ delusi e confusi dai paroloni del menù chiamano il cameriere e chiedono:
    .
    ” Ma una semplice margherita e marinara che si piega e libretto e senza crusca…la fate ancora”

  3. Sono cambiate molte cose ..
    In quell intervista stavo sperimentando le farine del molino von cui lavoro…
    Oggi uso tipo 0 con germe e semola rimacinata.

  4. Le FARINE di alcuni pizzaioli famosi…sempre che non abbiano cambiato.
    .
    Nel post si fa cenno ad un altro bravo pizzaiolo che lavora a Pozzuoli come Diego Vitagliano. E’ Ciro Coccia: in un articolo si legge:
    “L’impasto di Ciro Coccia è preparato con farina 00 qualità Rossa Caputo e lasciato lievitare in maniera controllata fuori dal frigo dalle 18 alle 24 ore”
    .
    In un altro articolo del 2014 ” LA VERA PIZZA NAPOLETANA? 6 SEGRETI SVELATI DAI GRANDI PIZZAIOLI ITALIANI” 14 MARZO, 2014 si legge:
    “VERA PIZZA NAPOLETANA | LE FARINE

    “La farina perfetta? In genere utilizziamo farine proteiche (livello 11,5%) e quasi esclusivamente farina di tipo ‘0’ e a grano tenero”, spiegano Francesco e Salvatore Salvo. Sull’indice proteico è d’accordo anche Gino Sorbillo, che però predilige farine di tipo ’00’. Ciro Oliva parla, invece, di un impasto molto morbido e non elastico, ad altissima digeribilità: a questo scopo, spiega, la farina migliore è quella di tipo ‘0’. Un consiglio prezioso a chi si voglia cimentare in questa artica arte arriva invece da Franco Pepe: “Comprate la farina dal fornaio, dove potete trovare farine più complete, piuttosto che al supermercato. Scegliendo buone farine si parte già con il piede giusto.”

    VERA PIZZA NAPOLETANA | L’IMPASTO

    L’impasto per la vera pizza napoletana è fondamentale, quindi come sceglierlo? Impasti tenaci oppure morbidi? E quanta acqua serve? I fratelli Salvo usano molta acqua nell’impasto per mantenere la morbidezza dell’impasto, come anche Ciro Salvo. “Equilibrare lieviti e farine è molto difficile. Un trucco indispensabile è quello di partire dall’acqua e solo allora mettere la farina”, commenta Franco Pepe, che aggiunge anche che i quantitivi sono a discrezione di chi fa la pizza, e bisogna acquisire la sensibilità giusta. Ciro Oliva per un impasto dà le quantità esatte “1 litro d’acqua, 1,4 kg di farina, 50 g di sale durante il periodo invernale e 2/3 g di lievito; nel periodo estivo si può aumentare di 6 g il sale, per dare più forza all’impasto, che ovviamente deve essere fatto riposare al naturale, e mai in frigo” (dal post).
    .
    Come potete leggere ci sono delle piccole variabili ma siamo nell’alveo della TRADIZIONE con farine 00(Sorbillo, Ciro Coccia) o al massimo 0(Salvo)
    .
    Il problema è:
    a distanza di pochissimo tempo questi pizzaioli hanno CAMBIATO lo schema tecnico?
    .
    PS
    Comunque, anche se non le ho mangiate, le pizze di Diego Vitagliano mi sembrano molto ben fatte.
    Nel post si accenna al mare di Pozzuoli: è un posto bellissimo per aprire una pizzeria.
    Anche perché c’è un paesaggio suggestivo e il mare, forse, è più vicino che a Napoli.

  5. Dopo due giorni di vacanza…la sera in albergo.
    .
    Sandra: Corrado, hai visto cpm’è cambiata Napoli…dopo 10 anni.
    Corrado: Si, è più GOURMET…ma un po’ meno…VERACE…di prima.
    Sandra: Anche le TRATTORIE sono come le nostre del Nord:
    porzioni dimezzate…e prezzi più alti.
    Ennio, il figlio: voi non seguite i food blog e gli stellati: per stare in forma bisogna mangiare poco e mangiare crusca.
    Corrado: vabbuò, ma i prezzi sono più alti.
    Arriva Rita, la figlia: Papà io ho ancora fame posso scendere a prendermi un altro gelato alla gelateria attaccata all’albergo,
    quella del KM 0, dei presid…
    Corrado: OK. Basta, lo so a memoria: è lo stesso ritornello che ci raccontano nelle gelaterie del Nord…e stessi prezzi.
    Sandra: Ma ci sarà …da qualche parte…la Napoli che conoscemmo…10 anni fa. Domani ci informiamo diversamente:
    niente tablet e smartphone, niente classifiche di food blog…domani chiederemo a un napoletano o una napoletana veraci.
    Corrado: e se ci capita una fuffblogger?

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