terremoto Amatrice pizza locandina

È iniziato tutto con la bella idea di Paolo Campana: rendere l’amatriciana, il piatto per cui Amatrice è famosa nel mondo, mezzo per la raccolta dei fondi a favore delle popolazioni del terremoto.

Un’idea semplice e geniale che ha fatto il giro del web e sta coinvolgendo tantissimi ristoratori.

Da Amatriciana a #AMAtriciana a significare il supporto che tutti possono dare coinvolgendo anche il mondo del food e della ristorazione.

C’è la pagina Facebook che guida e diventerà il punto di riferimento per tutti i ristoranti che vogliono partecipare. Ad oggi sono oltre 600 e potranno segnalare la loro adesione proprio sulla pagina.

Ho chiesto a Paolo Campana di fare la stessa cosa con le pizzerie. Pasqualino Rossi della Pizzeria Elite di Alvignano e Francesco Martucci de I Masanielli di Caserta hanno fatto il primo passo e mi hanno spinto a chiedere se fosse possibile ampliare al mondo della pizza.

La risposta è in questa locandina che potete scaricare e mettere, così come hanno fatto molti ristoranti, nelle vostre pizzerie.

Per ora utilizzeremo la pagina Facebook creata da Paolo Campana. Poi si vedrà.

L’importante è partire ed aiutare senza distinguo. Utilizzate tutti i mezzi a disposizione, sommateli e chiedete a tutti di partecipare.

Clienti e pizzaioli, non vi formalizzate: indicate anche un’altra pizza. Va bene una che abbia il pomodoro o una che scegliete voi. L’importante è farlo.

Per tutte le info o per comunicare l’adesione avete a disposizione la pagina Facebook e anche il nostro indirizzo [info@scattidigusto.it] e i commenti.

Buona, ma veramente buona pizza a tutti.

9 Commenti

  1. Con 1000 modi per aiutare i terremotati devo utilizzare questa che fa arricchire i ristoratori? Ma per piacere……
    Speculazione grave sulle disgrazie altrui.
    Complimenti!

    • Utilizzi quella che più le piace, ma non utilizzi toni inutilmente denigratori. Non siamo soliti bannare i commenti, ma lei ci sta mettendo a dura prova.

      • Mi scusi ma cosa ho scritto di così terribile? E’ un pensiero che condividiamo in molti. Mi banni pure, se l’alternativa è quella di poter commentare senza esprimere il mio pensiero.

          • Si offenda pure, Vincenzo, ma è un dato di fatto che di speculazione si tratti. Come la definirebbe altrimenti il subordinare la donazione all’andare in precisi ristoranti per mangiare precisi piatti?

            Frank è stato educato. Se poi le dà fastidio il suo pensiero, minacciare di bannarlo non le fa onore.

  2. Alcune considerazioni:
    1 E’ vero, secondo me, che su Scatti di Gusto la LIBERTA’ di ESPRESSIONE è al più alto livello tra i food blog, Lo dico per esperienza diretta.
    Infatti, nel primo post sul terremoto, ci sono tre o quattro commenti(compreso il mio) che, in sostanza, dicono la stessa cosa di Frank e non sono stati censurati o redarguiti.
    2
    In questo caso ha dato fastidio una frase ma, attenzione, mi sembra che si tratti più di una questione di forma che di sostanza.
    Tralasciando, ora, il fatto che pure nel primo post forse avevamo oltrepassato i limiti formali, si pone il problema di COME ESPRIMERE OPINIONI SCOMODE in un pubblico dibattito. Ripeto: Frank, nella sostanza ed anche nella forma, ha espresso un’opinione simile a quelle del primo post(e condivisa, secondo me, anche da altri italiani, non da tutti)
    Ma è comprensibile anche lo sfogo di Vincenzo Pagano…che poteva essere fatto anche ieri.
    Lo so non ho trovato una soluzione, ma non è facile.
    3
    I commentatori(ed i commenti) sono stati analizzati in diversi saggi importanti degli ultimi anni sul WEB 2.0: un libro di Geert Lovkin è “Zero Comments”. Si parla anche di libertà di espressione ma fermiamoci qui( su questa parte importante scaturita dal dibattito).
    .
    Sul tema specifico invece aggiungo qualcosa:
    Io, come Frank, preferisco altre forme di solidarietà già diffuse dai media.
    Non riesco ad abbinare un fatto piacevole, farsi una pizza, ad una tragedia.
    .
    Sulle intenzioni dei pizzaioli nessuno può entrare nell’animo di chi aderisce e ci sarà anche chi sarà mosso da sincera solidarietà.
    Ma conoscendo da anni il mondo della ristorazione(compreso in questo caso pizzaioli) ho sviluppato un forte scetticismo e lo esprimo. Tutto qui.
    Ritornando al discorso di prima bisogna sforzarsi…molto… per non esprimerlo duramente.

  3. Francesco fai il paio con brogli, detto questo, sei un pizzaiolo?sei un ristoratore?se si organizza aiuti di sostanza invece di stare qui a sputare bile, se non lo sei fatti i cavoletti tuoi.una intera categoria si organizza, così come decide, e la sua scelta funziona e da ottimi e straordinari risultati.io mi metterei “scuorno” di fare demagogia e moralismo sulle vittime del terremoto e sullo spontaneità di una intera categoria.

    • Francesco chi?
      E poi, mi spiace, ma non ho capito il senso del tuo commento. Colpa mia, sicuramente. Puoi / vuoi farmi capire?
      Grazie.

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