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L’edizione 2017 della guida alle Osterie d’Italia di Slow Food ha cercato di mettere fine alle polemiche sul prezzo dei ristoranti segnalati introducendo la novità delle fasce di prezzo.

La prima fascia è rappresentata dalle osterie che propongono un menu con una spesa inferiore ai 25 €. Il paradiso degli appassionati di cibo e delle famiglie che possono contare su una tavola interessantissima.

Il prezzo, spiega la guida, entra nella fascia che viene calcolata sommando il costo medio di antipasto, primo e secondo o come costo unitario di un menu di degustazione (probabilmente l’indicazione migliore perché “garantita” dall’oste). Nel caso il prezzo faccia riferimento a un menu fisso, compare la dizione “menu fisso”. Quando non compare la dizione “vini esclusi” il prezzo è comprensivo del vino della casa.

Un’ottima fotografia dello stato dell’arte che ha permesso di inserire in guida le osterie che fatalmente superavano la soglia dei 35 € per includere tavole che fanno uso di ingredienti pregiati.

I puristi hanno gridato allo snaturamento della guida, ma basta scorrere l’indice finale raggruppato in fasce di prezzo per capire che si può pescare a piene mani dal low cost.

Così, la seconda fascia è quella delle osterie con un prezzo medio compreso tra 25 e 30 €. Siamo ancora in zona risparmiosa.

Poi si passa alla fascia 31 – 38 € che avrà richiesto un’attenta analisi sul rapporto qualità – prezzo. Siamo a livello di “ristorante” se associamo alla definizione il locale di impegno economico maggiore.

Infine il segmento De Luxe con le osterie oltre i 38 €.

E noi di Scatti di Gusto, curiosi come al solito, abbiamo testato un indirizzo della fascia più critica, quella tra i 31 e i 38 €, andando a sederci alla tavola della Botte Piena, osteria di Montefollonico che i curatori della guida delle osterie, Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, hanno inserito nuovamente in guida come già fatto l’anno scorso superando il problema degli oltre 35 €. E assegnando anche il massimo riconoscimento, cioè la chiocciola.

Si sale lentamente per i vicoli di Montefollonico, frazione di Torrita di Siena, e succede sempre così, quando l’appetito è galoppante, una salita ti divide dal tanto agognato ristorante.

La strada si allarga e troviamo la piazza che ospita il tavolini esterni dell’osteria La Botte Piena, una dolce visione per l’affamato ipoglicemico.

In questa (sorprendentemente) poco frequentata domenica – di solito è consigliata la prenotazione – la quota di clienti stranieri supera di gran lunga quella composta da appassionati italici.

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Ci ospiterà la prima sala che si trova entrando, con il suo stile bistrot, e che risulta fresca, giovane, luminosa. Sulle pareti un numero imprecisato di bottiglie divise per denominazione, con tutti i più interessanti interpreti del territorio che ci accoglie.

La conferma avverrà aprendo la carta dei vini, degna di un ristorante stella Michelin, con circa 800 etichette e buona profondità di annate.

Da questa estrapoliamo un Brunello di Montalcino 2010 Baricci. Immediatamente espressivo con un mix di spezie dolci, fiori e frutto, regala qualche sprazzo alcolico con il contatto con l’ossigeno per poi rientrare nei ranghi e donarsi totalmente con il secondo piatto e la meditazione pre dolce.

Il menu non si limita a piatti della tradizione ma cerca di soddisfare una più ampia schiera di palati. Gli antipasti e primi vengono proposti tra gli 8,50 € e i 13 €, i secondi tra gli 11,50 € e i 22 €, il menu degustazione è proposto a 38 € e prevede due antipasti, due primi, un secondo ed il dolce.

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Ricotta, tonno e funghi. Sfizioso, una di quelle creme che richiamano a gran forza del buon pane.

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Caserecce con ragù finto di anatra e manzo (10 €). La delicatezza delle carni in bianco alleggerito ed ingentilito, come vuole parte del gusto moderno, ed arricchite dalla fragranza del timo raggiungono un ottimo equilibrio, buona la pasta secca cotta al dente. Per mio gusto e prove casalinghe il ragù in bianco chiama la pasta fresca all’uovo ma sono fisime mie.

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Guancia al vino rosso con patate (17 €). Senza se e senza ma vale il viaggio. Scioglievoli le carni dalla millimetrica speziatura con nota di cannella, ottimo il ristretto, piatto di sostanza che sa solleticare il palato, avvolgerlo e, dopo un veloce corteggiamento, conquistarlo.

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Il nostro tiramisù (7 €). Il protagonista è il mascarpone con tutti i suoi profumi, gli altri elementi sono ben dosati e completano un ottimo dolce al cucchiaio però il nome fuorvia un pochino.

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Cheesecake ai frutti di bosco e cioccolato (7 €). Scomposizione di un classico, forse avrei lasciato nature la parte casearia per sentire maggiormente le note di formaggio in contrasto con quelle aromatiche di cioccolato e biscotto.

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Vinsanto Avignonesi 2000. Un’esperienza mistica, liquido denso, bastano poche gocce per superare l’ostacolo della soddisfazione. Il naso è inizialmente etereo, sembra di aprire un vecchio cassetto in legno contenente medicine, poi vira sulla resina, sul miele, sul caramello, lungo, lunghissimo, eterno in bocca, non è bevanda, è una medicina per lo spirito.

Assaggiamo anche due prodotti di amatori, acquistati da Simone e venduti con il marchio La Botte Piena. Il primo è secco e connotato da note erbacee, finale amaro decisamente gradevole, maschio; il secondo ha maggior residuo zuccherino, è piacevole nel complesso grazie ad una decisa vena sapida, allettante e femminile.

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Un locale che secondo noi merita tutta la sua chiocciola Slow Food pur nella fascia over 35 € che era diventata la gabbia di una guida che ha recepito con intelligenza le critiche mosse dai lettori. Non siete d’accordo?

Osteria La Botte Piena. Piazza Dionisia Cinughi, 12. Montefollonico di Torrita di Siena (Siena). Tel. +39 0577 669481

2 Commenti

  1. Grazie per l’ottimo riscontro. Direi che, però, c’è un equivoco di fondo sulla nuova guida. Non abbiamo inserito delle nuove fasce di prezzo: abbiamo fatto degli indici a fine volume che permettono una lettura per fasce di prezzo, che è un po’ diverso.
    Perché lo abbiamo fatto? Perché in effetti c’è da parte dei lettori una forte richiesta di segnalazione di locali dal prezzo contenuto e dunque volevamo valorizzare questo aspetto. Senza però dover togliere quei locali, come la Botte Piena, che in qualche modo rispecchiano in pieno i nostri criteri ma costano un po’ di più. Ma la richiesta ai collaboratori è stata chiara: segnalatene il meno possibile, solo quelli che davvero meritano, mentre è importante concentrarsi sui locali più economici. E in guida, indici a parte, l’impaginazione non divide per categorie ma si limita a segnalare i locali più cari con un avviso, proprio perché li riteniamo delle eccezioni che confermano la regola (e li dobbiamo ridurre ancora).

    Detto questo, se il messaggio non è passato chiaro, di sicuro la colpa è solo nostra 🙂

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