Il Prosecco che domina il Mercato dei Vignaioli Indipendenti e non solo Report

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Dopo 20 anni, Milena Gabanelli ha lasciato la conduzione di Report. Probabilmente non avrà sbocciato Prosecco al brindisi di saluto di cui ho visto immagini e video circolare in rete. Mica potevano festeggiare con un veleno a stare alle parole del servizio.

Al 6° Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza, in un capannone brutto che più brutto non si può, ma dove ogni anno succedono cose sempre più belle – a questo punto crediamo che l’organizzazione l’abbia scelto apposta – qualche giorno fa si festeggiava a Prosecco, e a molti altri vini, il Vignaiolo Indipendente dell’anno.

Un produttore di Prosecco ça va sans dire.

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Luigi Gregoletto è l’agricoltore silenzioso che porta con sé una storia di oltre 400 anni, quella di una famiglia che in Premaor di Miane è da sempre e visceralmente legata a questo vino così bistrattato.

Ha condotto un’unica vita, “essere custode, non padrone della sua terra, coltivandola con la cura di chi sa che la terra rimarrà anche in futuro e darà buoni frutti solo se rispettata”.

Così recita parte dello scritto letto durante la sua premiazione al Mercato FIVI.

E il premio non arriva da una guida (come Espresso o Gambero Rosso), ma da altri vignaioli, quest’anno più di 400, che guardano ancora qualcuno da cui prendere esempio.

Nel lavoro della vigna e probabilmente anche fuori dai filari.

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Tuttavia, lo vedi subito che qualcosa non va in questo Mercato – non va perché sono troppo amici tra di loro, si potrebbe dire.

Una verifica? Giri tra i banchetti e non è raro trovarli vuoti. Perché i produttori continuano a fare sortite a trovare gli altri, per scambiare due battute, per assaggiare una cosa insieme, per confrontarsi sul lavoro in campagna.

Questa due giorni è una fiera aperta al pubblico, ma è innanzitutto un weekend tra di loro. Prendere o lasciare. Da anni ormai lo vediamo con i nostri occhi. E non solo noi.

In questa edizione i vignaioli presenti erano molti di più dell’anno prima. Evidentemente il motto “Sopra la stessa zolla. Sotto la stessa goccia. Nello stesso letame”, citazione dal retro etichetta dei vini di Gregoletto, è qualcosa di sperimentabile e che conviene.

Cosa ne pensa l’appassionato di vino, il ristoratore o l’enotecaio qualunque? Se faceva parte di quei 9000 (+50% rispetto al 2015) che in due giorni hanno (ab)battuto la fiera di Piacenza, significa che ha apprezzato il ritornello e soprattutto che si è messo a ballare con questi vignaioli rivoluzionari, a tenere il loro ritmo, a narrare le loro storie.

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L’assalto è stato impetuoso. I carrelli usati come testuggini. Ma tutti erano contenti, anche quando i vignaioli, già la domenica prima di pranzo, ti dicevano che avevano finito le bottiglie in vendita.

A noi è capitato con Pantaleone. Abbiamo apprezzato il suo vellutato e sapido pecorino in magnum senza poterci portare a casa nessun ri-assaggio.

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Abbiamo incontrato anche il più discreto tra i matti. Produce in Franciacorta a Monticelli Brusati e si chiama Guido Rizzini. Ha solo 2 ettari di chardonnay e i suoi vini, tutti millesimati, escono solo dopo almeno 68 mesi sui lieviti. Il 2009 era il più rotondo dei tre, bolla fine, naso elegante di mandorla, circolare in bocca. Un brut vestito da satèn ce ne usciamo noi. Scopriamo infatti che la pressione in bottiglia era 1 atm in meno. Il 2008 è più nervoso e tagliente, ma non parco di eleganza. Il 2005 è ancora un ragazzino, l’ottima chiusura di una grande scoperta.

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Spostandoci in Emilia Romagna, davanti a madre e figlia di Cantina Marta Valpiani, risfidiamo i loro rossi. Ancora non ci convincono – gusto personale – per quell’essere così erbacei, ma poi l’epifania. Hanno un bianco, è un albana, lo assaggiamo. L’occhio si sgrana, il naso si sveglia, il palato sussulta. Non invadente, ti prende per mano dolcemente e ti scuote con un ritorno acido pieno di fascino.

Il nostro report termina qui, anche perché non potrà mai esaurire la sovrabbondanza dei vignaioli indipendenti. Almeno noi ne siamo coscienti.

[Martino Lapini. Immagini: FIVI, Martino Lapini]

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