Domenico Iavarone chef Jose

Apre a marzo un nuovo ristorante, Josè, con ambizioni apertamente stellari. Per sostenerle, è stato chiamato in cucina Domenico Iavarone, lo chef che, nonostante la riconferma a novembre della stella Michelin al ristorante Maxi dell’hotel Capo La Gala a Vico Equense, non ha trovato le condizioni per continuare il suo percorso. Una decisione della proprietà che probabilmente vuole riposizionare il ristorante.

Tenuta Villa Guerra ristorante Jose Torre del Greco

Così, lo chef napoletano ha preso armi e bagagli e si è trasferito nella nuova struttura che nascerà all’interno della Tenuta Villa Guerra a Torre del Greco.

La villa fa parte del complesso di edifici vesuviani realizzati lungo il Miglio d’Oro, cioè quel tratto di strada sul mare che si snoda dal quarto miglio della Villa De Bisogno di Casaluce, vicino agli Scavi archeologici di Ercolano, fino a Palazzo Vallelonga a Torre del Greco e che nel tempo ha finito per ricomprendere l’asse viario che da San Giovanni a Teduccio arriva a Ercolano.

La villa è stata oggetto di restauro conservativo nel 2012 su progetto dell’architetto Giuseppe Accardo ed è stata destinata a location per banchetti e ricevimenti.

Domenico Iavarone Jose Confuorto

Fino all’oggi, almeno, quando la famiglia Confuorto ha deciso di puntare con decisione sulla ristorazione. Si chiamerà, come detto, Josè Restaurant perché prende a prestito il nome della moglie del proprietario della bella villa vesuviana.

piastrelle nuovo ristorante jose Iavarone

Come sarà il nuovo ristorante? Interni d’epoca sottolineati da boiserie e lampadari di Murano, grandi spazi e altrettanto alti soffitti, tavoli di noce scuro a contrastare il tratto moderno (e un po’ déjà-vu) delle sedute Ghost di Starck (ma i dettagli potrebbero cambiare in corso d’opera). Tratti del territorio come riggiole napoletane, banconi che mixano falegnameria e materiali tecnici, argento.

Una parte della progettazione è stata affidata all’architetto Marco Falconio, lo stesso che sta curando l’interior del nuovo Pescheria a Salerno (dovrebbe essere pronto in contemporanea), che ha progettato due bar, uno a latere della sala, l’altro all’esterno per sfruttare al meglio il grande parco a disposizione.

Domenico Iavarone, insomma, torna a guardare il Golfo di Napoli e si spera le stelle, anzi, la stella che in molti sono pronti a scommettere potrebbe brillare sulla nuova tavola.

Lo farà con la sua cucina che è piaciuta per legame al territorio e pulizia di sapori.

totani patate Domenico Iavaronetotani e patate

Ci saranno i classici come totani e patate in una versione più contemporanea per impiattamento ma ingredienti, consistenze e sapori uguali.

crudo Domenico Iavarone

E poi ci sarà il crudo.

Due i menu degustazione già pronti che scalpitano per le prove.

uovo in purgatorio Domenico Iavarone

Eccoli i due menu degustazione che saranno proposti con in evidenza l’uovo che ha riscosso successo a Kyoto, le candele spezzate alla genovese e le animelle che seguono una delle preferenze espresse proprio dal direttore della Guida Michelin, Sergio Lovrinovich.

candele alla genovese

Il primo menu, con 5 portate, ha un prezzo di 60 €, esclusi i vini.

  1. Uovo in Purgatorio con gamberi rossi
  2. Linguine scarole, calamari, olive e capperi fritti
  3. Candele spezzate alla Genovese
  4. Scorfano in zuppetta di vongole, bietole, aglio e olio
  5. Babà con confettura di albicocche pellecchiele e spuma di latte di mandorle

animelle Domenico Iavarone

Il secondo menu, 7 portate, costa 90 €, sempre vini esclusi.

  1. Tonno, ricotta, carciofi e caffè
  2. Scampi ed animelle con asparagi e sherry
  3. Pasta mista in guazzetto di totani, patate e pesto di olive e prezzemolo
  4. Tortelli di pollo speziato con carciofi e Cynar
  5. Triglia in patate fritte con lattuga romana e ravanelli
  6. Pancia di maiale con patate al macis, fave e cipolle marinate
  7. Soffice di carote, tè nero “early green” e gelato allo zenzero

Oliver Glowig e Domenico Iavarone

Domenico Iavarone ha una lunga esperienza stellata nella brigata di Gennaro Esposito alla Torre del Saracino e di Oliver Glowig fino alla riconferma tre anni fa della stella Michelin al Maxi di Vico Equense.

Enrico Moschella

Ad affiancarlo ci sarà il siciliano Enrico Moschella, già alla Locanda Locatelli e al Dorchester Park Lane di Londra, al ristorante stellato Capri di Zermatt in Svizzera mentre in Italia ha fatto tappa all’Olivo, 2 stelle Michelin del Capri Palace.

5 Commenti

  1. Vorrei precisare, in qualità di proprietario del Ristorante Maxi presso l’Hotel Capo La Gala di Vico Equense (Na), che la decisione dello chef Domenico Iavarone di lasciare il nostro locale è dipesa esclusivamente dalla sua volontà ed è stata assunta in totale autonomia.
    Anzi proprio in virtù del lavoro svolto e dei risultati conseguiti con la riconferma della stella michelin, siamo stati colti di sorpresa da questa decisione con la quale però non abbiamo interferito e che rispettiamo.
    Non per questo è cambiata la nostra strategia aziendale che, anzi, è ancora di più proiettata a ulteriormente affermare quell’eccellenza gastronomica che, sin dall’inizio, ha rappresentato il nostro obiettivo e che continueremo a perseguire con un giovane Chef, Graziano Caccioppoli, oggi alla testa della brigata del Maxi.
    A Graziano abbiamo dato la nostra fiducia consapevoli della sua professionalità, della straordinaria passione che lo aninma e della versatilità necessaria a conseguire prestigiosi obiettivi nel campo della ristorazione d’eccellenza. Grazie
    Vincenzo Acampora

    • lavorare in un locale stellato e confermare una stella michelin e facile vediamolo all’opera da solo e buona stella con affetto

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