Non c’è ancora l’ufficialità, ma Giancarlo Perrotta sembra essere ormai l’ex direttore della Guida Ristoranti del Gambero Rosso.

Lo strappo con il presidente Paolo Cuccia si è consumato a due anni dalla rimozione dal vertice di Clara Barra che è comunque rimasta nel gruppo editoriale.

Assestamenti partiti da più lontano e cui hanno fatto seguito il cambio di sede con l’abbandono della Città del Gusto.

Secondo Luciano Pignataro che ha diffuso la notizia, la vera vincitrice della sfida tutta interna al palazzo è Laura Mantovano – direttore editoriale del Gambero Rosso – che assume la direzione di tutte le guide con l’aiuto di Sara Bonamini, Pina Sozio e Valentina Marino. Un quartetto che ha potuto rodare affiatamento e intese sulla gestione già dall’uscita di Clara Barra e di Stefano Polacchi dalla rivista.

Le scelte conservatrici del notaio non sembravano più al passo con i tempi, soprattutto del web 2.0, fa notare il giornalista che è responsabile per la Campania della guida dell’Espresso che proprio nell’edizione di quest’anno ha mandato in soffitta la valutazione in ventesimi per affidarsi alla simbologia dei cappelli, da 1 a 5, innescando una serie di polemiche esplose nel giorno della presentazione alla Leopolda con il gesto plateale dei cappelli lanciati sul palco da un ristoratore tre stelle Michelin inferocito.

Di Giancarlo Perrotta qualcuno potrà ricordare l’intervista rilasciata a Uno Mattina per cercare di difendere la guida dei ristoranti dall’attacco dei pizzaioli napoletani arrabbiati perché per Perrotta la migliore pizza si faceva nel Veneto. Da quella polemica sarebbe poi nata la guida del Gambero Rosso alle pizzerie che assegna i tre spicchi. Una strategia che ha pagato e ha permesso a Laura Mantovano di imporre il proprio nome alla direzione di una guida.

Ma c’è dell’altro. Report sta preparando una puntata sul mondo del cibo, dai food blogger agli chef passando per le guide. E tra gli intervistati – si mormora nell’ambiente – c’è anche Giancarlo Perrotta. Che le sue dichiarazioni non siano piaciute a Paolo Cuccia anche se sembra poco probabile che il direttore della guida non abbia avvisato l’editore di un’intervista di Bernardo Iovene che due anni fa ha sconquassato il mondo della pizza?

3 Commenti

  1. Dopo bonilli non è mai più stata la stessa guida, immobile, se non per togliere le tre forchette( prontamente restituite l’anno dopo) ad uno chef che non lo meritava assolutamente.

  2. Caro Vincenzo, grazie per avermi fatto fuori dalla rivista! Mi hai dato una notizia che la direzione non mi ha ancora comunicato! Tra l’altro, la collega Clara Barra è tutt’ora in forza al mensile Gambero Rosso di cui ancora faccio il caporedattore. Sai, io non amo proprio per nulla criticare la superficialità del web e di molti dei suoi frequentatori. Ma avrei immaginato che prima di scrivere unan otizia del genere mi avessi quantomeno contattato!! Almeno Luciano Pignataro, dopo aver scritto lo strafalcione, lo ha cancellato. Un abbraccio, e spero a presto!

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