Roma. La Galleria di Sopra illumina i Castelli con una tavola ben oltre la media delle fraschette

Per tutti i romani (e vicini) la classica gita fuori porta ai Castelli è sempre stata sinonimo di grandi abbuffate. Vuoi per cultura e tradizioni o semplicemente per sana ignoranza.

Questo ha inevitabilmente portato i vari ristoratori ad adattarsi a quella che era ed è, ahimè, tutt’oggi la domanda: quantità a buon prezzo.

A pagarne le conseguenze, inesorabilmente, la qualità.

Ad attirare i “turisti“, più che i due laghi o la storia millenaria di queste zone, sono le fraschette e le varie sagre che si alternano durante l’anno tra porchetta, funghi porcini, uva e vino.

Considerando la popolazione (quasi 300 mila persone) e la vicinanza a Roma, sono davvero poche le realtà che cercano di contrastare questa tendenza che sembra non avere rivali da ormai troppi anni.

Ad Albano Laziale, a pochi metri da quello che nel 2008 è stato il primo ristorante di Alessandro Pipero con in cucina Roy Caceres (prima) e Luciano Monosilio (poi), La Galleria di Sopra è una di queste.

Aperto nel 2003 da Andrea Carfagna, il locale si trova all’interno di quelle che intorno al 1600 erano le mura del granaio del convento delle Clarisse.

In cucina (dove ha lavorato anche Alessandro Miocchi di Retrobottega) l’autodidatta Claudio, fratello di Andrea, propone piatti fuori dalla tradizione, sia di carne che di pesce (prevalentemente di Anzio), con accostamenti bilanciati e non troppo azzardati. Sala e cantina sono invece sotto il controllo di Andrea che nel corso degli anni è riuscito a raggiungere standard importanti.

All’ingresso un piccolo ambiente con pochi posti a sedere ha sul lato opposto alla strada una stretta scala grazie alla quale si arriva, intravedendo la cucina, alla sala principale (25-30 posti) con un soffitto molto alto arricchito da un bellissimo lampadario dorato. L’arredamento sobrio ed elegante e le tonalità calde aiutano gli ospiti a sentirsi a proprio agio.

Una volta accomodati Andrea prontamente ci porta il menu.

Ecco quindi come è andata.

Sfiziosi gli amuse bouche: al centrifugato di arancia, carota e zenzero con rimming di sale e pepe sono accostati un fusillo croccante con salsa di pomodoro e pil pil di marmora e una purea di broccolo con pepe lungo e cotenna soffiata (al quale manca un granello di sale); “pizza e scarola” invece con un migliorabile calice di Best di Falesco.

Gustoso ed apprezzabile per cottura il petto d’anatra, ramoracce e crema di foie gras (15 €). Forse troppo sostanzioso come antipasto.

Fresca la Tartare di gamberi rossi con gelato all’olio evo, basilico e limone (17 €). La spiccata acidità dell’agrume è ben attenuata dalle note amare dell’erba aromatica e piccanti dei germogli di ravanello, dalla dolcezza del crostaceo e dalla spugna alla curcuma che dona al piatto un’ulteriore interessante consistenza.

Notevoli i ravioli di castrato, carciofi, mentuccia e cipolla rossa (15 €) per il contrasto tra la crema vegetale e la ricca grassezza animale del ripieno. Da rivedere le proporzioni delle varie componenti.

Confortevoli gli spaghettoni “Mancini” gamberi rossi, borragine, zenzero e nocciola tostata (15 €). Una quantità maggiore di zenzero avrebbe senza dubbio contrastato più nettamente la dolcezza del condimento.

Da non amante della cacciagione ho molto apprezzato la pernice rossa cacciata, broccoli siciliani e kimchi (25 €). Cottura da manuale, gusto selvatico non invadente e buoni gli abbinamenti soprattutto con il gusto acido e piccante della verza fermentata.

Dalle sembianze classiche ma da non sottovalutare il solo fondente alla vaniglia con gelato alla nocciola (8 €). Un tortino al cioccolato dei fratelli Papa (Abruzzo) senza burro né farina che colpisce per cottura ed equilibrio dei sapori nonostante la forte nota amara del fondente.

Interessanti e numerose le proposte della cantina (se potete a fine servizio chiedete di visitarla) con ricarichi nella media. Buona anche la selezione di bottiglie straniere.

Per il nostro pranzo la scelta è ricaduta su due etichette non troppo impegnative ma di assoluto valore:

Il conto finale, circa 60 € a persona vini esclusi, è ben oltre la media dei ristoranti in zona. Lo sono però anche la qualità degli ingredienti, dei piatti e del servizio in sala il che giustifica più che abbondantemente quanto pagato.

E voi siete ancora convinti che valga la pena intasare l’Appia la domenica mattina per pranzare in Fraschetta?

La Galleria di Sopra. Via Leonardo Murialdo 9, Albano Laziale (Roma). Tel. 06-9322791 . Cell. +39-333-6083076

[Testo e foto: Matteo Bizzari]




- giovedì, 9 marzo 2017 | ore 11:05

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