Lunedì 27 marzo inizia la nuova stagione di Report con il cambio di testimone alla conduzione che dalla tosta Milena Gabanelli passa al tosto Sigfrido Ranucci.

E, come da tradizione, apre la nuova serie, segnata dall’hashtag #atuttocèunperché, con un servizio del tosto (direte voi, ma in questa squadra c’è uno morbido? Risposta, no) Bernardo Iovene.

Il giornalista che ha scoperchiato pentole meleodoranti punta i riflettori sul dorato mondo del cibo con una puntata dal titolo Sotto le stelle.

Ecco il teaser lanciato su twitter.

Un titolo che fa chiaro riferimento agli chef stellati, rectius, ai ristoranti stellati ma propone subito una chiave di lettura da sotto il cielo, cioè dalla parte dei telespettatori che non per forza devono essere iniziati della gastronomia ultraterrena.

Sono i milioni di spettatori che Report raccoglie davanti agli schermi di RaiTre (si parte alle 21:30) e che hanno assistito al montare impetuoso delle onde di cibo e ristorazione in ogni trasmissione televisiva.

Il riferimento per comprendere il tipo di inchiesta proposto da Bernardo Iovene è la famosa puntata dedicata alla pizza che tra la prima messa in onda e le repliche (l’ultima, questa estate) ha totalizzato circa 8 milioni di telespettatori.

Un primo accenno di quello che conterrà la puntata abbiamo provato a ricostruirlo dai post pubblicati su Facebook culminati con l’intervista di Enrico Camelio sullo sfruttamento dei giovani in due articoli (qui e qui) che hanno riscosso l’interesse dei lettori e dei ragazzi impegnati nei ristoranti che hanno scritto a Report e a Scatti di Gusto mail in cui descrivono le loro condizioni di lavoro.

Materiale già di per sé sufficiente per una puntata infuocata.

Le continue segnalazioni su Bernardo Iovene in azione dal nord al sud dell’Italia, però, lasciano intendere che di carne al fuoco ce ne sarà di più.

Alcune indicazioni ci arrivano dalla diretta della conferenza stampa di presentazione della nuova stagione pubblicata sulla fanpage della trasmissione.

Eccola.

Si inizia quindi con gli chef (cuochi per Milena Gabanelli) stellati e tutto quello che gira intorno a loro.

“Partiamo da queste star televisive che hanno creato un indotto e che in pratica si intrecciano con chi giudica e gli sponsor (…) chi li giudica non dovrebbe conoscerli e invece sono star sia gli chef che chi li giudica (…) e quindi c’è questo intreccio strano che porta a …”, anticipa in qualche battuta Bernardo Iovene.

La stella è un miraggio, gli fa eco Sigfrido Ranucci, e la prima permette al ristorante un aumento di fatturato del 53% “che non è particolare trascurabile”.

Crea sogni e tutti i cuochi cercano di conquistarla lavorando 15-20 ore al giorno, rintuzza Iovene.

“Stiamo parlando di un fenomeno sociale perché la figura del cuoco è molto cambiata”, osserva Ranucci. Il cuoco stellato è una star, fa opinione, frequenta i salotti, è invitato a Sanremo e si stima che l’indotto di un cuoco stellato fuori dal ristorante sia di 600 mila euro l’anno.

E così nascono le scuole per chi vuole diventare cuoco. Scuola pubblica e scuola privata. Le scuole private sono un migliaio secondo i conti di Iovene, alcune molto professionali altre approssimative che sfruttano la visita dello chef famoso per far pagare tanto a chi vuole imparare ma non danno grandi insegnamenti. E poi c’è la scuola pubblica che non ha grandi mezzi per studiare e fare le prove.

Non è che cucini l’aragosta per provare. Devi imparare a cucinare il filetto piuttosto che la pancia di maiale, ma se il filetto costa 30 e la pancia 10, secondo te cosa cucini?”, sintetizza Bernardo Iovene.

Il maiale, risponde Milena Gabanelli che in apertura di conferenza ha rassicurato i suoi fan che la Rai non l’ha cacciata.

E poi c’è il sistema di scelta di un ristorante preferito dagli utenti: guida o TripAdvisor?

Passaparola per Bernardo Iovene.

E la sua parola, lunedì sera, peserà moltissimo sul dorato mondo della ristorazione italiana.

Non ne siete convinti?

PS. Martedì ci sarà un Live di Bernardo Iovene su Facebook in cui potrete rivolgergli le domande sulla puntata.

Preparate i pop-corn.

1 commento

  1. Ho contattato una nota rivista di cucina proponendo la mia collaborazione. Mi è stato risposto con una serie di richieste e la chiusura finale “che non è previsto un rimborso spese”. E dunque? Dov’è l’obiettività? Chiaro che se devo pagare per poter provare e quindi scrivere su di un tale ristorante il rischio di mettersi d’accordo con il ristoratore e dare un giudizio commisurato allo sconto o al fatto di non aver pagato è altissimo. Quasi inevitabile.

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