Sushi su, Sushi giù, Massimiliano Alajmo attacca Simone Rugiati: “raccapricciante”

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Massimiliano Alajmo, chef tre stelle Michelin delle Calandre di Rubano vicino Padova, attacca a testa bassa Simone Rugiati, autore di una video recensione al vetriolo del ristorante Sushi su di Padova.

“Lo trovo un modo raccapricciante di esprimere disappunto. Penso a concetti come etica, rispetto, dignità e mi chiedo dove siano finiti. Solidarietà e stima per “Sushi su”, dove non vedo l’ora di tornare a mangiare”, è il messaggio che lo chef ha lanciato dalle colonne del Mattino di Padova.

“Raccapricciante” in risposta al “Qui ti intossicano” dello chef televisivo e un’apertura di credito illimitata per il collega di Padova che quasi non ammette repliche.

I fatti sono noti: Simone Rugiati va a cena da Sushi Su e davanti a un roll di astice chiede se per caso ci sia granchio perché lui è leggermente allergico. Non c’è granchio, gli assicurano, ma lui lo sente e non lo mangia. E poi, all’uscita dal locale ci ripensa e gira un video: “Non ho mai fatto una cosa del genere ma stavolta lo faccio. Sono leggermente intollerante al liquido di conservazione del granchio in scatola, ho ordinato dell’astice e ho chiesto se ci fosse il granchio perché lo sentivo, mi hanno detto di no. L’ho sentito e non l’ho mangiato altrimenti sarei andato al pronto soccorso”

Ma Massimiliano Alajmo non ci sta e rilascia l’intervista al Mattino di Padova che sottolinea il peso del super chef che ha conquistato giovanissimo le tre stelle Michelin.

Lassù, nell’Olimpo della cucina italiana, la visuale è più nitida e questo aiuta a mettere in fila pensieri ordinati. Massimiliano Alajmo, il più giovane chef della storia ad avere ottenuto le tre stelle sulla Guida Michelin, responsabile dei ristoranti Le Calandre, Il Calandrino, La Montecchia e Gran Caffè Quadri (Venezia), ha le idee chiare sul polverone scatenato dal collega Simone Rugiati. La vicenda è quella del video postato su Facebook con cui stronca il ristorante “Stecca” di via Giordano Bruno, colpevole a suo dire di avergli servito pesce in scatola spacciandolo per fresco.

“Conosco il livello qualitativo di Massimiliano (Liggieri, il titolare di “Sushi su” che ha promesso un’azione legale contro Rugiati) e la scelta del pescato e non ho dubbi. Ma non voglio entrare nello specifico. Dico solo che un po’ di eleganza non guasterebbe”.

Eleganza che Massimiliano Alajmo spiega citando Veronelli: “Gino Veronelli, grande personaggio del mondo gastronomico, non scriveva mai male di nessuno. Nel momento in cui non lo citava era la sua scelta per esprimere disappunto. Questa è la raffinatezza che oggi manca”.

Una scelta adottata anche da giornalisti e blogger, ma che altri giornalisti e blogger contestano perché la critica negativa deve essere resa pubblica e non limitarsi alla recensione pastetta delle aperture, degli educational o, peggio, di pranzi e cene non pagate.

Giusto, sbagliato?

Alajmo punta l’indice sull’informazione che può mettere in difficoltà un ristorante con interventi del genere.

“Io confido sempre nel setaccio della conoscenza, che spinge le persone a distinguere tra ciò che è vero e ciò che è falso. Ognuno di noi ha i suoi filtri».

Quindi, non scrivere se si mangia male perché “L’ospite può avere la giornata storta, così anche chi sta in cucina” e il confronto deve essere diretto, con un dialogo reale e non bypassato dai social. Ci si lamenta con migliaia di persone ma non si parla con il diretto interessato. È giunto il momento di riappropriarci dei rapporti umani veri”.

Se la stroncatura arriva da un personaggio del mondo dello spettacolo può seriamente nuocere? chiede il giornalista del Mattino.

«A volte chi si sente forte e potente parla male con grande facilità. Ma le informazioni che girano in rete sono tantissime e in definitiva resta molto poco. È lo sfogo di un momento che si dissolve con altrettanta facilità».

Ma nessun problema per Sushi su: “Per chi conosce la ristorazione la serietà di “Sushi su” è evidente e pertanto non in discussione. Per assurdo una cosa del genere potrebbe anche diventare una fortuna per loro. Credo sia palese che si tratta solo di uno sfogo malgestito”, chiude Alajmo.

E allora, secondo voi le critiche negative devono restare nel cassetto oppure giornalisti, critici e blogger hanno il dovere di scrivere e riporre nell’armadio il vestito elegante?

E gli chef possono attaccare i colleghi?