La trattoria La Gatta da Gerardo a Bologna la ricordavo da quando, una decina di anni fa, abitavo nel quartiere Savena e mi fermavo sempre a guardare la cartina posta all’esterno, che riproduceva la mappa del Cilento: era un momento in cui la mia terra e i miei sapori mi sembravano meno lontani.

Poi con il tempo la cartina del Cilento è sparita e io ho cambiato quartiere, ma oggi ho conosciuto davvero questo pezzo di Cilento a Bologna.

E’ il classico posto dove puoi permetterti di scegliere liberamente dal menu senza lasciarti condizionare dai prezzi che – diciamolo – altrove a volte sono eccessivamente gonfiati dal glamour dell’ambiente e dalla location.

I piatti vanno dai 11 ai 16 € e la carta permette una scelta ampia fra verdure, primi e secondi di mare e terra; inoltre i titolari propongono due percorsi di degustazione, che vengono aggiornati mensilmente, al prezzo di 27 €.

È un luogo dove star bene e in relax, dove vivere una convivialità disimpegnata e allegra. Reduce dai giorni trascorsi sulla Costa del Cilento, scelgo di affidarmi alla mano della chef, che interpreta per noi alcune preparazioni tradizionali rendendole contemporanee.

Dalla cantina, assortita come mai penseresti, scegliamo un vino francese “naturale” Chenin Blanc 2015 La Lune proveniente dai vigneti della Loira che ha un bouquet complesso di frutta, miele e minerali.

Il benvenuto è una pizzella fritta o montanara con il sughetto semplice di pomodoro che sarà il fil rouge di ogni portata di questo pranzo.

Il pomodoro come simbolo della terra d’origine dei titolari omaggiata anche in piatti che guardano lontano ma sempre alla ricerca di una corrispondenza con le proprie origini.

L’antipasto infatti è un gazpacho tradizionale arricchito da una ciotolina con filetti di melanzane grigliate e tocchetti di pane abbrustolito che suggeriscono di essere aggiunti al pomodoro: il risultato è ottimo e la trovata della cuoca arricchisce e imprime più sostanza ad uno dei piatti della tradizione spagnola che facilmente passa dalla leggerezza all’ inconsistenza.

Ecco la classica frittata cilentana di patate e cipolle con un’insalatina di pomodoro che aiuta a pulire la bocca.

E i fiori di zucca farciti con acciughe e mozzarella di bufala di Paestum che smorza la sapidità del pesce.

Arriva il momento della pasta: Occhi di lupo Vicidomini (ziti spezzati a mano) al ragù cilentano che strizza l’occhio alla “genovese” per un largo uso della cipolla: molto buoni.

Passiamo alle polpettine di ricotta e verdure adagiate su uno specchio di sugo e accompagnate da fiocchetti di robiola: stuzzicanti alla vista e deliziosi al palato.

Terminiamo il pasto con un piacevole assaggio di dolci tradizionali: pan di Spagna con crema allo Strega, panna cotta con composta di albicocche, zeppolina di San Giuseppe con l’amarena e una fonduta di cioccolato con pezzetti di torta al cacao.

Noi siamo stati molto bene trovando una cucina di qualità a prezzi popolari che abbinata all’ambiente informale e sorridente ci ha colpiti positivamente.

E voi, vi siete incuriositi?

Trattoria La gatta da Gerardo. Via Bellaria 18. Bologna. Tel. +39 051.545151

[Immagini: Manuela Di, Lisa Foletti]

1 commento

  1. Il contenuto e lo stile.
    Non è frequequente trovarli insieme e convincenti.
    C’è molta fuffa nei food blog e i toni enfatici abbondano per giustificare prezzi indecenti.
    .
    Qui il connubio è riuscito,
    Il Cilento è sopravvalutato nei food blog napoletani: è comprensibile, è umano. Ma c’è cilento e cilento e questa proposta mi sembra seria.
    Complimenti a M. D.

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