La classifica di tutti i vincitori al Premio MangiaeBevi Campania 2017

Può mai un presidente di una giuria di un premio chiedersi perché un concorrente ha conquistato un titolo o qualcun altro abbia fatto incetta di targhe?

Può, può se il sistema di votazione è del tipo scatole cinesi (definizione per conquistare qualche click in giro per l’etere reticolare). Non si dovrebbe chiamare così. Piuttosto, sistema di votazione a comparti stagni. Perché, come ho avuto modo di spiegare alla presentazione della prima edizione del premio MangiaeBevi 2017 – Le Eccellenze Campane al Grand Hotel Parker’s di Napoli, il sistema di votazione si è affidato alla non conoscenza.

Non quella di ristoranti, pizzerie, pizzaioli, chef, pasticceri e distributori di alcool, ma quella dei giurati. Che non avevano conoscenza di chi era stato chiamato a votare e hanno scoperto i loro colleghi di tavolo solo a giochi fatti quando avevano votato il migliore di ogni categoria in una cinquina stabilita, appunto, con un sistema di scatole cinesi.

In un momento in cui si inneggia all’anonimato, ai critici, rectius, al critico mascherato, agli scontrini esibiti come rara prova di integerrima neutralità, l’idea di Fabio Carnevali della non conoscenza dei partecipanti alla stanza dei bottoni mi ha divertito. Non poco.

Per chi è fuori dalle cose partenopee, bisogna sottolineare l’estrema volubilità di critici, giornalisti, blogger, influencer, instagrammer e feisbucchisti perché a Napoli il settore del food è dominato da movimenti di panza. Il che sarebbe normale considerato l’argomento di cui trattasi, ma che finisce a volte con l’obnubilare il corretto inquadramento di una pizzeria o di uno chef per via del sacro fuoco che porta tutti alla ricerca di novità con l’astioso abbandono di chi è sulla cresta dell’onda, quella un po’ più in basso al di sotto degli Intoccabili. Un fatto abbastanza singolare perché tendenzialmente dovresti indicare dove si mangia (e beve) bene a prescindere dalla maggiore o minore longevità dell’esercizio commerciale (che tale è un somministratore di cibi e bevande).

Sono gli effetti collaterali del celodurismo gastronomico che porta gli attori protagonisti della “comunicazione” a diventare padrini di perle nascoste tipo la Bugatti scoperta nel pagliaio della fattoria abbandonata da un secolo. Con effetti spesso divertenti.

Tutto questo pippone di premessa perché, oltre a voler evitare “nella splendida cornice” che non è quella delle targhe, bisogna registrare che siamo in piena stagione premiaiola e guidarola. Ci sono i funghi e le castagne e ci sono i premi e le guide, frutti dell’equinozio d’autunno, e incombe la data di presentazione della guida che tutti venerano: la francese Michelin.

Voler stabilire un migliore di un settore per quanto in un territorio abbastanza ristretto come quello di una regione al cospetto dell’intera Italia (e di tutto il web di lingua italica) è affare improbo. Riscuotere l’attenzione dei lettori, unica merce interessante per un sito, è cosa difficile per via di classifiche che vanno dall’intero orbe alla mappatura del marciapiedi lato destro del quartiere della zia. Gioco a cui, sia chiaro, non sfugge nemmeno Scatti di Gusto che, anzi, in un impeto di quel celodurismo gastronomico invoca la primogenitura di derivazione BuzzFeed del nostro Alta Fedeltà, cioè i 5 migliori di un territorio, di un prodotto, di una categoria.

Sentir suonare la campana della cinquina (che avevo già conosciuto per aver votato al MangiaeBevi romano) ha risvegliato l’interesse.

Che, mi rendo conto, poco interessa i nostri lettori. E anche i premiati che hanno già visto condividere dappertutto la magnifica lista.

Perciò, oltre a condividere qualche riflessione sui risultati che sono la somma delle preferenze espresse dai giurati (al netto del premio per la migliore comunicazione digitale che ho assegnato consultandomi con me stesso) vi dò un po’ di ciccia.

Perché Fabio Carnevali, incautamente, mi ha sventolato sotto il naso la lista con le preferenze espresse per cui sono in grado di dirvi le posizioni dei magnifici 5 in ogni categoria. Probabilmente non sarò più presidente di giuria al MangiaeBevi, ma come sapete la notizia fa il giornalista.

Quindi preparatevi a leggere quello che finora non avete mai letto: la classifica del premio (e lo scrivo con malcelato celodurismo gastronomico).

Miglior Novità dell’Anno

  1. Femmena e Fritta di Teresa Iorio c/o Rossopomodoro Lab – Napoli
  2. Braceria Bifulco – Ottaviano (Napoli)
  3. Hackert Restaurant & Patisserie – Caserta
  4. I Masanielli – Caserta
  5. Danì Maison – Ischia (Napoli)

Miglior Format Innovativo

  1. O Sfizio d’a Notizia – Napoli
  2. Seafront Pasta Bar Di Martino – Napoli
  3. Capatoast – Napoli
  4. Giri di Pasta – Napoli
  5. Tandem Ragù – Napoli

Miglior Cibo di Strada

  1. La Masardona – Napoli
  2. Antica Tripperia O’Russ – Napoli (ex aequo)
  3. Friggitoria Vomero – Napoli (ex aequo)
  4. Puok Burger Store – Napoli (ex aequo)
  5. Antica Pizza Fritta da Zia Esterina Sorbillo – Napoli

Miglior Pizzeria in pala/al taglio/in teglia

  1. Pizza a metro | L’università della Pizza – Vico Equense (Napoli)
  2. Pizzeria Elite Rossi – Alvignano (Caserta)
  3. La Focaccia – Napoli
  4. Fermo Pizza – Napoli
  5. Elettroforno – Napoli

Miglior Gelateria

  1. Crivella Gelati e Dessert – Sapri (Salerno)
  2. Cremeria Gabriele – Vico Equense (Napoli)
  3. Casa Infante – Napoli
  4. Gelateria Di Matteo – Sant’Antuono di Torchiara (Salerno)
  5. Mennella – Napoli

Miglior Pasticceria

  1. Pasticceria Capparelli – Napoli
  2. Sabatino Sirica – San Giorgio a Cremano (Napoli)
  3. Sal De Riso – Minori (Salerno)
  4. Pepe Mastro Dolciere – S.Egidio del Monte Albino (Salerno)
  5. Pietro Macellaro – Piaggine (Salerno)

Miglior Caffetteria

  1. Caffè Mexico – Napoli
  2. Gran Caffè La Caffettiera – Napoli
  3. Caffè Gambrinus – Napoli
  4. Bar Calise – Ischia (Napoli)
  5. Café do Brasil – Napoli

Miglior Cocktail Bar

  1. L’Antiquario – Napoli
  2. MajBlue Bar c/o Majestic Palace Hotel – Sant’Agnello di Sorrento (Napoli)
  3. Archivio Storico – Napoli
  4. Speakeasy – Pomigliano d’Arco (Napoli)
  5. Happening – Napoli

Miglior Birreria

  1. Babette – Napoli
  2. Ottavonano – Atripalda (Avellino)
  3. Il Birraiuolo – Napoli
  4. Frank Malone Pub – Napoli
  5. Historia Birreria – Puglianello (Benevento)

Miglior Enoteca

  1. Enoteca Belledonne – Napoli
  2. Enoteca San Pietro – Salerno
  3. Enoteca Partenopea – Napoli
  4. L’Ebbrezza di Noè – Napoli
  5. Vinarium – Napoli

Miglior Trattoria

  1. Dalle figlie di Iorio – Napoli
  2. ‘e Curti – Sant’Anastasia (Napoli)
  3. Osteria della Mattonella – Napoli
  4. Abraxas Osteria – Pozzuoli (Napoli)
  5. Osteria Rispoli – Pogerola di Amalfi (Salerno)

Miglior Pizzeria

  1. Gino Sorbillo – Napoli
  2. 50 Kalò – Napoli
  3. 10 Diego Vitagliano – Pozzuoli (Napoli)
  4. Pizzeria Lioniello – Orta di Atella (Caserta)
  5. Gaetano Genovesi – Napoli

Miglior Ristorante di Pesce

  1. Terrazza Calabritto – Napoli
  2. Cru…do Rè – Napoli
  3. L’altro Coco Loco – Napoli
  4. Pescheria – Salerno (ex aequo)
  5. Suscettibile – Pioppi (Salerno) (ex aequo)

Miglior Ristorante della Tradizione

  1. Mimì alla Ferrovia – Napoli
  2. Antica Osteria Nonna Rosa – Vico Equense (Napoli)
  3. Lo Stuzzichino – Sant’Agata sui due Golfi (Napoli)
  4. Europeo Mattozzi – Napoli
  5. La Casa di Ninetta – Napoli

Miglior Ristorante Gourmet

  1. Torre del Saracino – Loc. Marina d’Aequa, Vico Equense (Napoli)
  2. Danì Maison – Ischia (Napoli) (ex aequo)
  3. Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui due Golfi (Napoli) (ex aequo)
  4. Palazzo Petrucci – Napoli
  5. Veritas – Napoli

Miglior Barman

  1. Alex Frezza | L’Antiquario – Napoli
  2. Mattia Anatrella | Sancta Sanctorum – Napoli
  3. Daniele Chirico | Bar La Pergola c/o Hotel Tragara – Capri (Napoli)
  4. Francesco Conte | Shaker Club – Aversa (Caserta)
  5. Sossio Del Prete | Festina – Aversa (Caserta)

Miglior Sommelier

  1. Iris Romano | Danì Maison – Ischia (Napoli)
  2. Giovanni Piezzo | La Torre del Saracino – Vico Equense (Napoli)
  3. Emanuele Izzo | Piazzetta Milù – Castellammare di Stabia (Napoli)
  4. Maurizio Cerio | Don Alfonso – S.Agata dei Due Golfi (Napoli)
  5. Alfredo Buonanno | Kresios – Telese (Benevento)

Miglior Maître

  1. Ciro De Gennaro | La Torre del Saracino – Vico Equense (Napoli)
  2. Lucio D’Orsi | Don Geppi Restaurant – Sorrento (Napoli)
  3. Mario Sposito | Taverna Estia – Brusciano (Napoli)
  4. Massimo Porzio | (Ristorante Zass c/o Hotel Il San Pietro – Positano (Salerno)
  5. Ciro Sannino | Caracol – Bacoli (Napoli)

Miglior Restaurant Manager

  1. Mario Iaccarino | Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui Due Golfi (Napoli)
  2. Edoardo Trotta | Palazzo Petrucci – Napoli
  3. Antonino Acampora | Relais Blu – Massalubrense (Napoli)
  4. Fabio Raucci | Capri Palace – Capri (Napoli)
  5. Giorgio Scarselli | Bikini – Vico Equense (Napoli)

Miglior Pastry Chef

  1. Rosanna Marziale | Le Colonne Marziale – Caserta
  2. Francesco Guida | Osteria Nonna Rosa – Vico Equense (Napoli)
  3. Carmine Di Donna | La Torre del Saracino – Vico Equense (Napoli)
  4. Tommaso Foglia | Ristorante I Portici – Bologna
  5. Marco Merola | Hackert – Caserta

Miglior Pizzaiolo Under 30

  1. Ciro Oliva | Concettina ai Tre Santi – Napoli
  2. Carlo Sammarco | Carlo Sammarco – Aversa (Caserta)
  3. Isabella De Cham | ex Napoli 1947 Pizza Fritta – Napoli
  4. Francesco “Ciccio” Vitiello | Casa Vitiello – Tuoro (Salerno)
  5. Valentino Tafuri | 3Voglie – Battipaglia (Salerno)

Miglior Chef Under 30

  1. Luigi Salomone | Piazzetta Milù – Castellammare di Stabia (Napoli)
  2. Faby Scarica | Villa Chiara Orto & Cucina – Vico Equense (Napoli)
  3. Fabio Pesticcio | Il Papavero – Eboli (Salerno)
  4. Valentino Buonincontri | Quattro Passi – Nerano (Napoli)
  5. Stefano Parrella | Osteria la Lanterna | Mugnano del Cardinale (Napoli)

Miglior Pizzaiolo

  1. Gino Sorbillo | Sorbillo – Napoli
  2. Enzo Coccia | Pizzaria La Notizia – Napoli
  3. Franco Pepe | Pepe in Grani – Caiazzo (Caserta)
  4. Francesco Martucci | I Masanielli – Caserta
  5. Ciro Salvo | 50 Kalò – Napoli

Miglior Chef

  1. Gennaro Esposito | Torre del Saracino – Vico Equense (Napoli)
  2. Mario Affinita | Don Geppi – Sant’Agnello di Sorrento (Napoli) (ex aequo)
  3. Nino Di Costanzo | Danì Maison – Ischia (Napoli) (ex aequo)
  4. Lino Scarallo | Palazzo Petrucci – Napoli (ex aequo)
  5. Francesco Sposito | Taverna Estia – Brusciano (Napoli)

I premi

Se siete arrivati fin qui, come vi dicevo Scatti di Gusto ha assegnato due premi e per farlo mi sono consultato con me stesso.

Il primo premio per la Migliore comunicazione digitale l’ho assegnato a Gino Sorbillo, vero one man show della pizza capace di mietere like e condivisioni come se non ci fosse un domani e soprattutto di creare conversioni. Cioè facendo arrivare clienti nelle sue pizzerie. Che sia un istintivo e perforante comunicatore lo vedete anche dal gesto al momento del ritiro del premio della migliore pizzeria: spalle al pubblico ha scattato un selfie rompendo lo schema, adottato da tutti, di mettersi in posa. Risultato della foto: il suo premio è stato assegnato da una folla. Pop.

Il confronto è stato giocato con un altro guru della comunicazione digitale, cioè Egidio Cerrone aka Puok e Med. Un vero artista dei social che ha interpretato nella maniera perfetta il ruolo di comunicatore che parla a una piazza, quella animata dai suoi follower, che è in grado di dirottare sui locali che segue come comunicatore e in primis sul suo Puok Burger Store in grado di produrre file bibliche al Vomero.

La differenza è proprio nelle posizioni di partenza dei due: da pizzaiolo a (anche) comunicatore e da comunicatore a (anche) ristoratore. Sorbillo è un po’ più MangiaeBevi di Cerrone.

Il confronto tra i due suggerisce un paio di riflessioni.

Inutile discettare di pizza, panini e piatti molto buoni se non c’è una comunicazione che sostiene l’azienda. Fino a qualche anno fa sarebbe stato anti-economico per una pizzeria dotarsi di un responsabile comunicazione o di un ufficio stampa. Oggi non si va da nessuna parte se non si ha un Social Media Manager in grado di ottimizzare le risorse economiche a disposizione e di far passare il messaggio giusto. Che colpisce anche i giornalisti e quindi i membri di una giuria.

Chi dice il contrario affermando che i giornalisti sono del mestiere e quindi al di sopra degli schemi della pubblicità non ricorda che davanti a uno scaffale di un supermercato la tensione di chi compra è verso il prodotto pubblicizzato che ha visto scorrere nelle time line o in televisione (ancora il più potente mezzo di convincimento). E questo vale sia se parliamo di un big spender del food sia se citiamo un piccolo produttore coccolato dall’insieme dei New Media.

Quindi, se state aprendo un locale, pensate da subito a quanto dovete destinare in termini di tempo e di risorse alle attività di comunicazione.

I modelli vincenti sono diversi. La capacità di diventare personaggio come Gino Sorbillo, di organizzare un evento riconosciuto come Festa a Vico, di incarnare la popolana come Teresa Iorio, di diventare un bad boy come Francesco Martucci, di isolarsi come gli asceti Franco Pepe o Nino Di Costanzo, di proporre una rivisitazione di prodotto come la pizza canotto di Carlo Sammarco e di Diego Vitagliano, di dichiararsi fuori dagli schemi come Salvatore Lioniello (o lo stesso Sorbillo che ha in carta la pizza MargheriTTa), di affermare la primogenitura della pizza fritta come ha fatto La Masardona (in termini mediatici), di esaltare il pionierismo alla Enzo Coccia sono alcuni esempi. Ovviamente con una base di arrosto e non di fumo come testimoniano l’ascesa di Luciano Bifulco, Luigi Salomone, Mario Affinita, Lino Scarallo, delle 5 gelaterie artigianali, di Alex Frezza, di Mario Iaccarino che continua una tradizione.

La seconda considerazione è che i due piani dell’informazione e del consenso sono distinti, ma il consenso si può ottenere con una corretta informazione. Essere trasparenti al tempo del web 2.0 è condizione irrinunciabile. Un influencer è tale se dice cose che pensa veramente e costruisce consenso duraturo. Il like è una spia del successo, ma sono le conversioni a rappresentare il vero metro del raggiungimento degli obiettivi.

L’altro premio l’ho assegnato al migliore giornalista gastronomico, cioè a tutta la giuria del MangiaeBevi 2017 della Campania per aver partecipato al sistema di scatole cinesi. Un ringraziamento ai giurati per aver accettato la procedura al buio.

Chiudo altrimenti mi fucilate con gli altri due premi speciali di Chef&Maitre, comunità virtuale di Facebook, che ha assegnato il premio allo chef per la migliore immagine social a Gennaro Esposito e quello al maître a Ciro Sannino.

Mi resta solo una domanda: chi sarà il presidente della giuria del MangiaeBevi 2018 in Campania?




- mercoledì, 11 ottobre 2017 | ore 11:17

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