Pizza Unesco. Geniale l’arte immateriale che diventa materiale e si mangia: parola di Vittorio Sgarbi da Sorbillo e Coccia

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Ormai lo abbiamo imparato.

L’iscrizione dell’Unesco a Patrimonio Immateriale dell’Umanità riguarda l’arte del pizzaiolo napoletano e non la pizza.

Gino Sorbillo è diventato di fatto l’ambasciatore di questa arte.

I 4 pizzaioli che sono finiti sotto il fuoco di fila delle televisioni, dei canali social, dei giornali e del resto del mondo sono Gino Sorbillo – appunto – Enzo Coccia, Antonio Starita e Ciro Oliva.

Hanno anche tenuto a battesimo una Pizza che Unisce e che vi abbiamo raccontato ai Quattro Tavoli dove è nata e alla pizzeria Concettina ai Tre Santi.

Nel fiume di precisazioni, di distinguo, di celebrazioni, di preveggenze su quello che accadrà, ha la meglio Vittorio Sgarbi che nel giorno della esegesi al Museo di Capodimonte, ha dato la sua interpretazione da critico d’arte.

L’arte del pizzaiolo è immateriale, la pizza è materiale; un colpo di genio, in sintesi (ma ascoltate il video).

L’arte immateriale produce un’arte materiale. Non lo potremo mai dire.

Per fortuna che lo ha detto Vittorio Sgarbi che se n’è andato alla pizzeria di Sorbillo ai Tribunali a cercare conferma della sua teoria.

E sembra l’abbia trovata con una pizza margherita insieme a Antimo Caputo, Alfonso Pecoraro Scanio e Claudio Sebillo.

La caccia alle nuove interpretazioni è aperta.

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