Napoli. 180 minuti di totale Pasta Food Porn con il nuovo T’imballo

Siete pronti al conto alla rovescia? Al Vomero, quartiere di Napoli sempre più votato al Food Porn, lunedì apre T’imballo, sottotitolo Pasta Food Porn, appunto, da un’idea di street food che mette il piatto più amato dai partenopei, e non solo in una mattonella.

Ma il conto alla rovescia vi servirà anche per assicurarvi una delle mattonelle o formelle che dir si voglia (le chiamo così perché altrimenti vi potrebbe venire in mente di definirle – orrore, si fa per dire – frittatine) poiché il gruppo di amici che lancia il nuovo format capitanato dal Carlo di Napoli Food Porn e Andrea Porro ha scelto un’apertura limitata a soli 180 minuti, dalle 20 alle 23.

Un contingentamento nato dal desiderio di assicurare la massima godibilità di questo incrocio tra una frittatina non fritta e la pasta al forno di mammà.

Minuti che sembrano un’eternità ma sono solo 3 ore al giorno in cui la giostra del T’imballo che esce dal forno Rational si lancia lungo lo scivolo dentro una pentolina in rame (siamo sempre a livello Porn non dimenticatelo) per essere tagliato in due e messo nel contenitore personalizzato pronto per essere mangiato.

Pasta da passeggio che ha beneficiato di vari approfondimenti per stabilirsi nella fascia pornografica buona (e ok, tocca citarlo il Puok Burger Store di Egidio Cerrone che sta sullo stesso asse viario, cioè via Cilea). Il che ha comportato una selezione dei prodotti di farcitura, cito le cozze, e una riduzione delle dimensioni monstre iniziali.

Più qualità, meno quantità per uno street food che solleticherà soprattutto i più giovani, clienti ideali per un consumo easy tonificato dalle birre di Birra del Borgo oltre che dalle bibite.

Li ho assaggiati questi timballi “incartati” di pasta fillo per consentire una cottura in forno anziché una frittura in modo da creare una linea facilmente replicabile e che, soprattutto, non ha bisogno di grandi spazi per la vendita (infatti il T’imballo vomerese è il classico buchetto ben arredato) come hanno insegnato recenti aperture a tema panini, toast e hamburger.

I più grandi di età apprezzeranno la pasta, fagioli e cozze, i più giovani si fionderanno sulla “panna e pancetta”, tutto il resto del mondo voterà per la pesto che è sicuramente la più equilibrata del lotto.

I gusti saranno sei con prezzi compresi tra 5,50 e 7 €. Ci sarà anche una zucca resa pepatella dalla nduja.

Ve li elenco per bene, orsù.

  1. Siciliana. Ragù al basilico, melanzane nostrane e provola dei Monti Lattari
  2. Cenerentola. Vellutata di zucca, nduja calabrese e cacioricotta affumicato del Cilento
  3. Esperanto. Crema di pesto alla genovese, pecorino sardo dolce Dop, provola dei Monti Lattari e gherigli di noce
  4. Hooney Moon. Miele, pancetta tesa e crema di pecorino Grottanera dei Colli Romagnoli
  5. Fagioli e cozze. Fagioli cannellini campani, cozze e katsuobushi
  6. Patagourmet. Patate, mortadella di Bologna, provola dei Monti Lattari e granella di Pistacchio

L’indirizzo è inutile che ve lo dò: al posto di combattimento all’altezza del ponte di via Cilea troverete armato di casseruola Andrea Porro e Carlo Cuomo, il beniamino delle folle masticanti.

Regolate gli orologi: si parte alle 20 e non ce ne sarà per i ritardatari. Dopo 180 minuti suonerà la campanella e, come a scuola, tutti a casa.


- venerdì, 9 febbraio 2018 | ore 18:36

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.