Napoli. Cos’è T’imballo Pasta Food Porn, il nuovo format che apre al Vomero

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Si chiama T’imballo il locale al Vomero dedicato interamente alla pasta, regina della tavola insieme alla pizza a Napoli, ma declinata in una nuova e originale versione.

Andrea Porro e Carlo Cuomo, cofondatore insieme a Fabio Pannaccione di Napoli Food Porn, il popolare food blog da circa 2 milioni di followers tra Facebook e Instagram, sono in dirittura d’arrivo.

A via Cilea, T’imballo apre lunedì 12 febbraio al termine dei lavori di ristrutturazione e della messa a punto delle “formelle” di pasta riccamente condita e avvolta nella croccante pasta fillo.

Come vi avevamo anticipato, fatale a Carlo Cuomo era stato il mio passaggio davanti al locale in piena ristrutturazione e in cambio del silenzio su alcuni particolari del format (ragazzi nelle aperture non lasciate in giro rendering e piantine che per noi del cibo sono come le tracce del Dna per CSI) ho assaggiato in anteprima i primi T’imballi.

Mi raccomando NON chiamatele frittatine – l’olio non lo vedono visto che sono cotti nel forno – che hanno beneficiato di alcuni significativi aggiustamenti e logiche messe a punto.

Trattasi di un vero e totale foodporn che vi lascerà soddisfatti e non solo per quantità. Il format street food prevede il taglio a metà della formella che segue la scenografica uscita (tenete presente che parliamo sempre di ragazzi che hanno a cuore l’effetto sorpresa) e probabilmente sarà immortalata in milioni di scatti social.

Sul fronte gastronomico, la messa a punto delle ricette e il layout di produzione fanno ben sperare sulla qualità della pasta che finirà sotto i vostri affamati denti di novità.

Intelligente l’idea di centralizzare la produzione delle formelle anche per reggere la possibile ondata di fan in delirio stile Puok Burger Store che è sempre a via Cilea poco più avanti e sulla stessa mano (Google Maps già accende il rosso fuoco…) e soprattutto limitare l’orario di apertura per garantire e sostenere la qualità del prodotto.

E, come dicono i migliori social comunicatori, seguiteci per conoscere gli ulteriori dettagli (e può darsi che ci scappa anche un regalo) e assaggiare una fagioli e cozze o una crema di pesto alla genovese, pecorino sardo dolce e provola o uno degli altri 6 gusti a disposizione.

3 Commenti

    • purtroppo sembra l’unico modo relativamente facile e relativamente economico per procurarsi un lavoro.
      Va’ per Via San Biagio dei librai o per la parallela Via Tribunali, Via Mezzocannone, e limitrofe, ci sono negozi da asporto (“take away”, non vorrei qualcuno si offendesse) uno vicino all’altro. Ma tutti hanno clienti.

      • Personalmente non mi trovo d’accordo con tutto quello che leggo nel tuo commento , seppur rispetto l’opinione di tutti! Ogni grande città del mondo ha un quartiere , una strada, dove ci sono centinaia di attività culinarie rinominate nel nuovo corso “street food” perché permettono di degustare i prodotti passeggiando per città o negozi senza dover perdere tempo sedendosi per forza ad un tavolo. Se stanno andando così tanto di moda è semplicemente perché sposano le necessità del utente nel mondo di oggi. Non è facile come dici perché creare un prodotto nuovo su una base già esistente necessità di tanto lavoro, prove che richiedono anche mesi per raggiungere il risultato sperato… e lo so perché vivo a Londra e questo è ormai da anni il mio settore, al di là del prodotto lo studio di un format non è X nnt facile , ne economico!

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