Milano. Il mondo sorprendente della cucina cinese di Maoji sui Navigli

Ristoranti

Hunan è un termine conosciuto a Milano, da quando, ai margini di NoLo (la zona a Nord di piazzale Loreto), ha aperto Mao Hunan, fortunato locale di cucina regionale cinese che da via Porpora (dove ha conservato la precedente insegna Gelateria) si sta rapidamente espandendo: prima Maoji in piazza Aspromonte, ora Mini Maoji Navigli, sul Naviglio Pavese, a pochi passi dalla Darsena (per ora l’insegna non è particolarmente evidente, diciamo). 

Hunan è la regione della Cina da cui proveniva Mao Zedong. Già. Mi chiedo se sia il caso di fare una piccola digressione storica: Mao Zedong, o Tse-tung, /pronuncia/, rivoluzionario politico filosofo, nato a Shaoshan, appunto nello Hunan, Cina centro-meridionale; il nome vuol dire “a sud del lago”. Ma è meglio che mi fermi qui, mi sa.

Se Mao Hunan si è concentrato sulla cucina regionale dell’Hunan (“sorprendente”, per rubare una definizione al solitamente più imperturbabile Valerio Massimo Visintin), Maoji è più orientato sullo street food, e Maoji Navigli su bao, spiedini, ravioli e poco altro – sempre in dimensione street food.

I bao, panini cotti a vapore, aperti a metà e farciti, sono una decina: maiale sfilacciato,granella di nocciole, salsa agrodolce ed erba cipollina: è il Bao Maoji, 3,50 €, il loro piatto più richiesto; e poi manzo sfilacciato, baccalà mantecato, pollo fritto, anatra arrosto, polpette di gamberi, tofu, melanzane alla piastra, pancetta brasata.

Io mi sono lasciato convincere dal Bao Trippa, con trippa brasata e un fumetto di spezie: notevole, saporito, buonissimo. Costa 4 €; gli altri bao arrivano a 5,50 (anatra) / 6 (baccalà) euro.

Non ho assaggiato gli spiedini (di maiale, 1 €; agnello, 1,50 €; manzo, 1,50 €), né il pollo alle 8 spezie  (4 €), il tofu della casa. 4,50 €, le melanzane alla piastra, 2,50 €, o le patatine rustiche (4 €). Ma ho preso gli involtini di gamberi (anch’essi 4 €), che son sempre buoni.

E sono passato subito ai ravioli: ce ne sono di 4 tipi, i soliti – io ho preso i ravioli di anatra –, tutti a 4 €. Buoni, molto, pasta sottile, un buon ripieno.

Il format “Mao” è stato pensato da tre ragazzi, una cinese fiorentina, Angela, una cinese milanese dell’Hunan, Jenny, e un italiano meridionale milanese, Marco, che ha incontrato Jenny nello Hunan. A ribadire il momnento felice della ristorazione etnica, e segnatamente cinese, e ancor più marcatamente dell’imprenditoria ristorativa (specie giovanile) che vede un fiorire di locali originali, con una cucina interessante, attenta ai prodotti, alla tradizione ma anche alla contemporaneità, dalla Ravioleria Sarpi a Ya Hò, a BaoBing, a Bao House.

Da assaggiare tutti, e ripetutamente.

Mini Maoji Navigli. Alzaia Naviglio Pavese. 20143 Milano. Tel. +39  3334318157.

 




Di Emanuele Bonati

Di Emanuele Bonati

"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da oltre 40 anni. Legge compulsivamente da oltre 50 anni. Mangia da oltre 60 anni. Racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non, da una decina d'anni. Verrà ricordato per aver fatto la foto della pizza di Cracco.