Aprendo la porta della Locanda Perbellini Bistrot Milano, si sente un cigolio spaventoso. Ho resistito alla tentazione di scappare, come nella migliore tradizione dei film horror, e sono entrato. E l’effetto horror è subito scomparso: un ambiente accogliente, personale gentile, atmosfera piacevole. Interrotta solo dalle varie aperture e chiusure della porta, ma pazienza. All’ingresso, vista su una parte della cucina, immagino per l’allestimento degli antipasti; il resto è oltre un vano a destra. Vista relativa, i tavoli (direi una quarantina di posti) sono fuori visuale. Le tovaglie, bianche, sono ricoperte da un foglio di carta con il logo del locale delle stesse dimensioni del piano del tavolo.

Daniela Ferrando aveva anticipato qui l’imminente apertura di questa ennesima location della Locanda dello chef pluristellato Giancarlo Perbellini, e avevamo identificato esattamente l’indirizzo, in via della Moscova, di fronte alla Mediateca Santa Teresa, negli ex-spazi di un simpatico buon ristorantino, MOT – Maiale Oca Trota. Daniela concludeva il suo post esclamando “Siamo molto curiosi di leggere la carta!“. Bene, io ho fatto di più: l’ho letta per lei, e l’ho anche assaggiata.

Anche perché avevo letto sul blog di Vincenzo Chierchia sul sito del Sole 24Ore che Perbellini era pronto a sfidare Carlo Cracco con la sua versione del risotto al salto. E visto che sono un fan del riso al salto di Cracco, sono venuto subito a vedere. anzi, a mangiare. Peccato che in carta non ci sia traccia di riso non dico al salto, ma nemmeno al saltello. Invece Ristorazione Italiana Magazine parlava, sempre ieri, di risotto mantecato con burrata ed emulsione di pepe verde, riprendendo un comunicato stampa. Idem, comunque: non pervenuto in carta.

Ma andiamo con ordine. Il menu è tutto su due paginette, 5 antipasti (9-14 €), 5 primi (9,50-12 €), 5 secondi (15-19 €). Una dozzina di vini al bicchiere, da 3,50 (cifra questa poco usuale, mi sembra) a 6 €.

A parte, una bella carta dei vini. Mi sono preso un calice di Prosecco Biancavigna selezione Perbellini.

La mia idea era comunque quella di fare una cena “milanese”, visto che di milanesità in carta ce n’era, e Perbellini stesso (che ha affidato la cucina al giovane Michael Pozzi, che viene dal Tapasotto veronese) aveva esplicitato il suo desiderio di rendere omaggio alla città. Come antipasto, ho scelto il Vitello tonnato (anzi, t’onnato, a segnalarne la diversità), 10 €. Piatto lombardo, o meglio piemontese-lombardo, quant’altri mai. La proposta perbelliniana prevede delle “rose” di fettine di vitello, dei mucchietti di salsa, dei quarti (o forse ottavi) di uovo sodo con sopra dei frammenti d’acciuga, qualche cappero essiccato e della polvere di cappero, mi sembra. Aver tolto l’uovo dalla salsa tonnata ha secondo me indebolito la salsa stessa, il sapore si accendeva solo a tratti, in modo un po’ macchinoso. La presentazione s-composta, anche se già vista, è carina: ma mi piaceva anche quella classica.

L’ho già detto, che non c’è il risotto al salto allo zafferano? E che quindi il paragone con Cracco andrà fatto col risotto del ristorante: “Riso mantecato allo zafferano, midollo alla piastra, ragù di fegatini” (42 €), che ho assaggiato alla presentazione in una versione da buffet – piaciuto, molto, ma andrà mangiato per bene, a tavola. La Locanda invece propone un Risotto mantecato allo zafferano, olio di finocchio e arancia (9,50 €). Curiosa l’idea dell’olio di finocchio: unito all’arancia, dava una nota insolita al piatto. Magari, poteva essere un po’ più presente. Il riso era tenuto un filo lungo di cottura, per i miei gusti.

E come secondo, ovviamente, una cotoletta alla milanese, anzi, una Milanese alla farina di fagioli, pane croccante e maionese di pomodoro confit. 18 €. Anche qui, buona, ma. Ma la maionese non mi ha convinto: un buon sapore, delicato, forse troppo: non la sentivo abbastanza in bocca. Buona la cotoletta, la cottura; buona la panatura, che peraltro non rimaneva aderente alla carne.

Per quanto riguarda la cotoletta di Cracco, manca alle mie esperienze degustative, per cui rimando il confronto.

La scelta del dolce mi ha messo un po’ in difficoltà: chissà se sono riuscito a leggerli tutti. Bella comunque l’idea-origami per proporre la carta dei dolci. Che dovrebbero essere: Millefoglie Perbellini (8 €), Mascarpone e Caffè (6,50 €), Crostata di frutta fresca e crema pasticciera (8), Meringata e salsa ai lamponi (7), Cioccocrok (8). Cinque come le altre portate.

Non potevo non scegliere la Meringata e salsa ai lamponi: è una delle mie passioni. Qui viene presentata pallificata, su un letto di salsa ai lamponi, e due lamponi vivi ai lati. Le sfere di meringa contenevano all’interno la panna-gelato e dei frutti di bosco, più che gelati, proprio ancora congelati, purtroppo. L’insieme era abbastanza piacevole, tutto sommato.

Insomma, il primo approccio con la Locanda Perbellini è sufficiente, ma non mi basta. Bisognerà che torni a mangiare qualcos’altro. Ma per favore, fate qualcosa per quella porta. Sarà perché è nuova, sarà perché piove, ma il rumore quando si apre o chiude è atroce. E se vogliamo anche la suoneria del telefono è decisamente… beh…

Locanda Perbellini Bistrot Milano. Via Moscova, 25. 20121 Milano. Tel. +39 0236631450

[Immagini: iPhone Emanuele Bonati]