Cosa c’è di meglio per mangiare pesce in un ristorante al mare di un trabocco?

C’è un tratto della costa abruzzese che va da Ortona giù fino a San Salvo, poco dopo Vasto, noto come “costa dei trabocchi, le tipiche stazioni di pesca nate circa due secoli fa per permettere ai contadini e ai pastori di rimediare alla scarsità di cibo con il pesce.

Anche Gabriele D’Annunzio rimase rapito dal fascino dei trabocchi: capolavori di ingegneria completamente in legno, ancorati a speroni di roccia e protesi sull’acqua, che funzionano con complessi sistemi di leve e tiranti.

I trabocchi hanno sofferto molti anni di abbandono, finché qualche imprenditore non ne ha capito il potenziale turistico e ha investito per ristrutturarli.

Oggi sono ristoranti che propongono cucina marinara regionale con il pescato del giorno e ricette semplici e gustose.

Per arrivarci bisogna resistere alla tentazione di prendere l’A14: è solo lungo la Statale Adriatica, la famigerata SS16, che si possono notare gruppi di auto parcheggiate sul ciglio della strada, proprio a ridosso della macchia mediterranea.

Rallentando e osservando con attenzione, si notano delle aperture nei cespugli, sentieri in terra battuta, segnalati poco e male da cartelli piccoli e spesso scritti a mano che riportano: “Trabocco” con relativa freccia in direzione del mare.

E’ così che siamo arrivati al trabocco Cungarelle, una visione alla fine di un lungo sentiero, tra fichi d’india, rovi, cespugli di alloro e oleandri: letteralmente sull’acqua e con l’orizzonte a fare da sfondo.

Percorriamo una lunga passerella, e man mano che ci allontaniamo dalla riva, l’aria satura di salsedine ci rinfresca e ci mette (se è possibile) ancor più appetito.

Ad attenderci, profumi inconfondibili di pesce azzurro e intingoli a base di pomodoro fresco ed erbe mediterranee ma anche una sala piuttosto gremita: per nostra fortuna sono oltre le due, l’orario di punta è già passato, e per poterci sedere dobbiamo aspettare poco più di una decina di minuti.

Capita la lezione: prenotare sempre.

Durante l’attesa, però, la signora Erminia (la moglie di uno dei gestori) ci spiega come funziona il tutto.

Il menu è fisso, con qualche variante. Esistono due versioni: Completa, che costa 50 € a persona, e comprende antipasti misti (caldi e freddi), un primo e un secondo (su richiesta possono essere sostituiti dal Brodetto alla Vastese), frutta, dessert, acqua, vino della casa, amaro e caffè; e Ridotta: come il precedente, ma senza il secondo, a 35 € a persona.

I bambini possono avere un menu con primo, secondo, frutta e acqua per 25 €.

Il bello del menu fisso è che i tempi d’attesa si riducono drasticamente. E infatti, appena accomodati, ecco arrivare le prime portate.

Un vassoio con un misto mare freddo, che comprende alici marinate, un’insalata di polpo con patate, e gamberetti con pinzimonio; ma soprattutto la fiamminga con una meravigliosa frittura di paranza come se ne trovano poche, di quelle con le spine: totanetti, alici, trigliette, soglioline e merluzzi, di cui si scarta ben poco, caldi caldi e dal profumo di mare. Lo scampo ci sta sempre bene, ma obbiettivamente non è fondamentale.

Come primo, tra gli spaghetti allo scoglio e le mezze maniche con il ragu di pannocchie abbiamo optato per le seconde: non ce ne siamo pentiti nemmeno un attimo. Succose, carnose, abbondanti le pannocchie, ben condita e al dente la pasta.

Non generosissime le porzioni: quella nella foto è per due persone, ma obbiettivamente abbiamo mangiato a sazietà.

Avendo optato per il menu ridotto, a questo punto ci spetta il dessert. Del sorbetto di limone, servito in cialde, con una tagliata di frutta fresca estiva: melone, ananas e cocomero.

Una scelta intelligente per pulire e rinfrescare la bocca dopo un pasto a base di pesce.

Non ci si può alzare da tavola senza aver assaggiato la specialità abruzzese in fatto di liquori: l’amaro di Genziana, dal profumo intenso e servito freddo.

Digestivo e dissetante è solo l’ultimo tra i tanti piacevoli ricordi di una splendida giornata, fatta di paesaggi sorprendenti, mare cristallino, buon cibo, e tanta, tanta voglia di tornare.

Trabocco Cungarelle, Loc. Casarsa, S.S. 16  – Km.516+500. Vasto (Chieti). Tel. +39 340 86 29 815