La Ventola di Antonio Polzella, a Vada in Toscana lungo la Costa degli Etruschi, è conosciuta per la sua pizza, anzi, per le sue pizze poiché dei diversi impasti il pizzaiolo che è anche agricoltore e mugnaio ha fatto la sua bandiera.

E qui a Vada si terrà per tre giorni – 27, 28, 29 luglio – il Festival della Pizza organizzato da Scatti di Gusto con l’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e la Pro Loco.

Pizza Napoletana e Pizza di Vada a confronto che vi fa subito balzare in mente l’idea che voglia tessere l’elogio di Antonio Polzella tra i protagonisti della manifestazione.

E invece non vi voglio parlare dell’impasto classico, né dell’impasto per la pala o di quello gluten free né dell’idrolisi che caratterizza il quarto disponibile in pizzeria.

Perché La Ventola, oltre che confortevole residence – mi dice un ospite della struttura – dotato di piscina, è ristorante vero in ossequio a una formula combo che sta ritornando di moda pur nello scetticismo che una specializzazione riesca a offrire migliori risultati di un ibrido.

Il pane e la focaccia innaffiati dalle bollicine sembrerebbero stare lì a testimoniare che l’assunto teorico non ritrova riscontro nella pratica di questa tavola super affollata in questi giorni estivi con quote rilevanti di ospiti stranieri.

Il polpo e le seppie su crema di patate viola (14 €) è ottimamente eseguito con l’arrosto croccante e le patate a bilanciare gusto e consistenza.

L’insalatina calda di calamaretti con verdurine è fresca (12) e ha un sapore vagamente orientale. Pollice su.

Bene anche la pepata di cozze (12 €).

Più anonima la degustazione di mare (14 €) in cui spiccano le alici fritte, ma viene tirata giù dalla classifica dei migliori piatti per via del tonno stopposo.

Si risale con gli spaghettoni con vongole e pomodorino fresco (13 €) e si resta in quota con la frittura di calamari e gamberi (16 €).

Ancora da segnalare la grigliata con verdure al forno (20 €), buona e sostanziosa.

Ma il meglio deve ancora venire. Marta Orlando, la moglie di Antonio Polzella, è appassionata di dolci (tutti a 6 €). Non è pasticciera, ma riesce a centrare una sequenza di tre dolci uno migliore dell’altro. Uno score rilevante e non solo perché la signora si è applicata all’arte dolciara da appena due anni. Da non credere.

La meringata riscuote l’apprezzamento maggiore al tavolo seguita dalla torta allo yogurt e dal cannolo siciliano scomposto con ricotta di bufala.

E la pizza?

C’è, c’è. Vi faccio vedere solo la Napul’è (14 €) con impasto in maggioranza Tipo 1 seguito da integrale e una quota di segale.

Non è una pizza napoletana, è di Vada.

E Antonio Polzella è tutto contento. Ora ancora di più perché si è messo a coltivare grano e a fare il mugnaio con un piccolo mulino all’ingresso della sala. C’è da vedere come sarà la nuova pizza della Ventola. Appuntamento in autunno.

Anzi, in piazza Garibaldi a Vada in questi tre giorni di manifestazione per assaggiare le nuove frontiere della pizza napoletana che ha conquistato la Langa. Ma questo è un fatto normale.

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La Ventola. Via dei Cavalleggeri, 171. Vada (Livorno). Tel. +39 0586.770170