Milano. Chicchetteria, nome brutto ma buoni cicchetti in Duomo

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Ho scoperto i “lavori in corso” di questa misteriosa Chicchetteria Food & Drink contemporaneamente ai lavori di Jollibee, il fast food filippino che è lì a pochi metri. E mi sono detto “potrei andare finalmente ad assaggiare questo pollo fritto filippino” – ma la misteriosa Chicchetteria ha aperto, e allora…

Siamo in piazza Diaz, ai piedi del grattacielo della Terrazza Martini, a due passi dal Duomo. Una zona, la piazza e le viette attorno, che si sta riqualificando dal punto di vista gastronomico, dopo anni di relativo abbandono. Non tanto per Jollibee, quanto per, ad esempio, la pasticceria di Iginio Massari e la pizzeria Briscola.

Il nome Chicchetteria fa pensare immediatamente ai cicchetti veneziani, i piattini consumati cone spuntino monoporzione, con un bicchiere di vino, nei bàcari (osterie appunto veneziane: ve ne abbiamo raccontati un po’ qui con Silvana di Puorto) – parenti delle tapas iberiche, per intenderci, in seguito degenerati nelle apericene milanesi (e non solo). Ma la “h” sovrannumeraria mi dà l’idea di qualcosa in più, di un tocco di eleganza e raffinatezza gourmet, o forse semplicemente di modernità, visto l’ambiente. Me lo conferma il menu.

I chicchetti vanno in media dai 3 ai 6 €, per salire a 9/12 per quelli con le combinazioni o gli ingredienti più ricercati.

Ci sono quattro formule degustazione interessanti: da 15, 35, 55, 75 € per 5/15/35/75 chicchetti, a scelta dello chef. Ho scelto quello da 35 €, non tanto per sfiducia nelle mie capacità, quanto per non perdermi fra troppe cose (e aver modo di tornare senza sapere già cosa mi aspetta).

Bello il piatto di servizio, trasparente, con tante concavità a contenere i chicchetti, e altre, più piccole, con le varie salse e maionesi, che hanno anche uno scopo decorativo (le salse sono già nei chicchetti), ma che ne rendono un po’ fastidiosa la fruizione – come la prendo? col boccone, col pane? ok, facciamo col dito.

Bello anche l’effetto delle diverse portate tutte assieme (i piatti-vassoio vengono portati uno dopo l’altro, non contemporaneamente). L’aspetto è decisamente “contemporaneo”, i chicchetti sono ben fatti, ben impiattati, divertenti e decisamente buoni. Qualche esempio?

Polpo scottato su crema di patate e porri, 4 €. Un po’ scontato, ma fatto bene, e buono.

Diversi i chicchetti di pesce, carpacci e tartare, freschi e gustosi.

Polenta fritta, acciuga, marmellata di cipolla rossa: 3 €. Molto buona.

Ecco: il cubotto di vitello tonnato, 3 €, era un po’ duro.

Ottimo il baccalà mantecato.

Il timballo di riso (3 €) con guancetta di manzo, pistilli e scaglie di Parmigiano, era molto buono, malgrado il riso fosse un po’ scotto e un po’ troppo bagnato.

Buoni anche i dolci (1/2 €). Unico appunto, più di forma che altro, il mezzo dolce o il quarto di tortino mi fanno un po’ impressione, all’occhio dico, sembrano un avanzo. Sarà per questo che ho gradito di più la bavarese di mango. Ma anche il timballo di pere non era male.

Il locale – prima c’era una pizzeria, YouPizza, che non era male – è stato rinnovato e ora si presenta con specchi, acciai, grigi, e con una bella punta di blu alle pareti.

In mezzo alla sala, con alle spalle la cucina, c’è il bancone del bar. Anche qui c’è una bella carta dei cocktail, e me ne sono fatto preparare uno dal barista, Niccolò, un Heart Punch: Gin, Porto Ruby, lamponi, lime, zucchero, Rooibos Tea. Che direi non c’è stato male coi miei chicchetti.

Vogliamo dirla tutta? Ecco, forse il nome potevano sceglierlo meglio, sia per il locale che per i chicchetti.

Bene – devo solo decidere quando tornare. E soprattutto: proverò il menù da 45 chicchetti misti?

Chicchetteria Food&Drink. Piazza Armando Diaz, 7. 20123 Milano. Tel. +39 0297800538

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