Siamo al mare, in Liguria, a Rapallo: la scelta di cosa mangiare non manca. Si mangia pesce, in trattoria o addirittura al porto. Si esplora la città, alla ricerca di mete gustose (trovate qui i nostri consigli), trovando magari un posticino nuovo, come abbiamo fatto l’anno scorso con La Trattoria, o addirittura l’intero Levante (e anche in questo caso vi abbiamo dato qualche consiglio). Anche se Rapallo non è una meta particolarmente gourmet, ovvero frequentata dalle guide nazionali: speriamo nelle aperture più recenti (La Trattoria appunto).

Si può optare per una cucina ligure “di terra” e abbiamo scelto I Piaceri della Vita, nome forse un po’ pomposo per una trattoria in un vicolo fra la piazzetta del mercato (piazza Venezia) e l’Oratorio dei Neri. Qualche tavolino all’aperto, una ventina di posti, un paio di sale, quella con il bar e l’ingresso della cucina con l’aria proprio da trattoria di una volta. Diciamo che l’aria mi ha convinto a sedermi ancora una volta.

Il menu racconta tutti o quasi gli essenziali della cucina ligure. A partire dagli antipasti, che vanno dalla farinata (6 €) al cappon magro (13 €), a classici come vitello tonnato e cozze alla marinara (10 €).

Ero molto tentato dal cappon magro, poi ho pensato alla cucina di terra, e ho preso un Misto terra tipico genovese (10 €), ovvero farinata, salame Sant’Olcese (prodotto nel Genovese da due salumifici, carni parte bovine parte suine, tagliate a mano, a breve stagionatura), torte salate, un crostino con del paté d’olive, e una specie di ratatouille di verdurine stufate. Molto buona, come la farinata, e il salame; discrete le torte salate, e il paté d’olive non mi entusiasma di suo. Il tutto accompagnato da una focaccia un po’ troppo “panosa” (e con poco olio) per i miei gusti.

Primo piatto: visto che c’era il minestrone alla genovese (10 €), non ho considerato né i pansoti in salsa di noci, i ravioli di magro al tuccu (ragù di carne), o le lasagnette verdi (10 €), né i primi di pesce (13 €: gnocchi, taglierini, plin). L’ho trovato un po’ deludente, caldo (siamo d’estate, fa caldo, me lo sarei aspettato freddo o appena tiepido), e poco “profumato” di pesto.

Anche il secondo, la cima alla genovese (10 €), non mi ha entusiasmato. La cima è una “tasca” di pancia di vitello ripiena di un sacco di ingredienti (carni, verdure, formaggio, uova, pan grattato…) e bollita; viene servita a fette sottili sottili, non so se per convenzione ristorativa (le fettine “riempiono” di più il piatto?) o proprio per tradizione. Ma così mi sembrava di gustare meno il boccone, e il ripieno si sfaldava. E mancava un po’ di gusto, forse proprio per le fettine sottili.

Peccato, anche perché ero già stato qui altre volte, anni fa, e non mi ero trovato male.

In conclusione – dovrò cercarmi un altro posto per la cucina di terra…

I Piaceri della Vita. Vico della Rosa, 8. Rapallo. Tel. +39 018558419.

1 commento

  1. Mio padre genovese diceva che se il cucchiaio nn rimaneva piantato dritto nel piatto, nn era un minestrone genovese fatto ad arte.

    Per quanto riguarda la cima, lo spessore Delle fette nn sono da bistecca ma neanche da ostia consacrata!!

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