Su via di Casal Bertone a Roma si sono accese le vetrate di Off, dinner club esclusivo con cucina gourmet d’ispirazione orientale e proposta mixology in pairing, aperto dall’aperitivo fino a notte inoltrata.

E’ stato fatto tutto in gran segreto, con pesanti tendaggi neri che celavano da sguardi indiscreti gli interni dalle lontane suggestioni romane, con forme che richiamano gli acquedotti e il soffitto intonacato con materiali che ricordano la pozzolana.

Colori terrosi e tenui, resine sui pavimenti rivelano la voglia dei proprietari, Matteo di Persio e Francesco Curcio, di un locale contemporaneo e capace di incuriosire un pubblico esigente ma di fascia ampia. Per questo l’architetto prescelto per garantire l’impatto visual moderno e nello stesso tempo che trascenda il tempo lineare è Antonino Cardillo (sua la foto in alto), che nel suo portfolio ha già sperimentato con successo stilemi e suggestioni del passato per dare un nuovo senso alla contemporaneità dei luoghi.

L’illuminazione è volutamente bassa, e al piano terra si beve, si ascolta musica, si chiacchiera. In un angolo la console del dj, nell’altro una sorta di privé con tavolo e sedie, al centro un’area per mouversi liberamente.

Di fronte all’ingresso, dall’impatto quasi sacrale, il bancone del bar, regno di Patrizio Boschetto che arriva a Off direttamente da Achilli al Dom dove l’avevamo lasciato appena qualche settimana fa.

Per questa nuova avventura, Patrizio ha elaborato insieme al suo secondo Luca Moroni, una drink list importante e concettuale, che ritrova l’ispirazione asiatica della cucina e la propone in 10 signature cocktail e 2 drink analcolici, in cui il classico (come il Bloody Mary, il Bombardier, il Fizz) si combina con distillati, vermouth, infusi e aromi di provenienza giapponese per creare qualcosa di nuovo e interessante. Uno su tutti: 11,130, e cioè la distanza che separa Città del Messico da Tokyo, che prevede una miscelazione di mezcàl, yuzu, agave, zafferano e alghe, in un concerto di aromaticità, sapidità e freschezza.

I cocktail costano in media 15 € e comprendono un’entrée da stuzzicare, mentre la carta dei distillati e dei drink più semplici si aggira sugli 11 – 12 €. 

Per la sala ristorante vera e propria bisogna scendere le scale. L’atmosfera intima (ma per l’apertura ci saranno delle lampade particolari sui tavoli) e i tavoli ben distanziati tra loro invitano al relax, e i suoni dal piano superiore giungono attutiti.

E qui ci aspetta un’altra piacevole sorpresa, perché il progetto gastronomico è affidato a Adriano Magnoli, precedentemente sous chef di Riccardo di Giacinto ad All’Oro (1 stella Michelin), e Antonella Mascolo già pastry chef nel medesimo ristorante, coppia ai fornelli ma anche nella vita.

Era nell’aria da qualche tempo – mi spiega Adriano Magnoli – sono stato con Riccardo Di Giacinto per molti anni, ho imparato da un grande, ma sapeva che avevo bisogno di iniziare a camminare con le mie gambe“.

Questa è l’occasione per gestire una cucina in toto, con una brigata scelta appositamente, e sperimentare in autonomia “traendo ispirazione da quello che ci piace – gli fa eco Antonella Mascolo – perché qui ricerchiamo la possibilità di interazioni tra ingredienti e sapori. Pensiamo a una cucina con suggestioni orientali perché ha delle potenzialità, ma non per questo ‘fusion’. Quando vogliamo mangiare giapponese, andiamo al ristorante giapponese.

Poi però vedo il Nigiri (tonno, salmone e gambero rosso con le sue salse, a 16,00 €) e mi spiegano che per la parte aperitivi è previsto un piccolo menu giapponese, da servire in abbinamento ai cocktail, con uramaki, sashimi,  e crudi.

La carta definitiva non è ancora pronta, mancano pochi giorni all’apertura e possono mostrarmi solo alcuni piatti.

Queste capesante con la cipolla caramellata, pak choi e uvetta marinata al sakè (22,00 €) però rappresentano quello che gli chef mi spiegavano: sapori dolci e salati che si combinano, senza stravolgere ma con armonia. E pazienza se poi qualche ingrediente non è particolarmente ‘mediterraneo’.

Già con la pancia di maiale a bassa temperatura e poi arrostita, servita col sedano rapa croccante e mela confit zenzero e nocciole (20,00 ) siamo più da questa parte di mondo, ma cercare una connotazione geografica è didascalico, quando gusti, temperature e consistenze si armonizzano bene, com’è questo il caso.

Anche la pasticceria gioca e ammicca all’oriente, ma più che altro nelle forme: Antonella Mascolo si diverte e ama sorprendere con design e consistenze, ma budino di riso, cioccolato, croccantino e bisquit che sia il Sushimisu o lo Ying&Yang (entrambi 12,00 €) parlano decisamente la nostra lingua. Sono previsti due menu degustazione da cinque portate a 50 e da otto a 75 €, a scelta dello chef, mentre per una cena alla carta mediamente si spendono 40 – 50 

Off arriva con un format e un taglio abbastanza inusuale per il quartiere non proprio centrale, ma non nuovo a progetti di fascia medio alta, come è stata La Palma, nella vicina Portonaccio, l’unico spazio jazz e soul di zona per molti anni.

Off Via di Casal Bertone, 64. Roma. Tel. +39 333 247 7552

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