Pizza superstar. 6 risultati eccezionali per festeggiare la giornata mondiale

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La pizza che dura 36 mesi e altri 5 record per celebrare la Giornata Mondiale della Pizza il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate.

Una ricorrenza molto amata soprattutto negli Usa, dove per l’occasione vengono organizzati centinaia di eventi.

Assolatte si unisce ai festeggiamenti per celebrarla perché esalta il più noto, amato e consumato dei formaggi freschi della tradizione italiana: il fiordilatte (o mozzarella fiordilatte per indicare il latticino da latte di mucca) e la mozzarella (di latte di bufala) che esaltano le caratteristiche di freschezza e gusto del buon latte.

I record di pizza e fiordilatte

Proprio grazie al successo mondiale della pizza, fiordilatte e mozzarella da Napoli, Caserta e Salerno sono arrivati a farsi conoscere in tutto il pianeta diventando i formaggi italiani più esportati in assoluto. Con un trend positivo e muscolare, tanto che nel 2018, anticipano le stime di Assolatte, l’Italia ha battuto un nuovo record: il fiordilatte ha superato la barriera delle 100mila tonnellate di export mondiale.

Che festeggia il record con 6 risultati eccezionali conseguiti dalla pizza.

Eccoli.

1. La pizza ama il delivery

La pizza è il cibo più ordinato per la consegna a domicilio in Italia. Tra giugno 2017 e giugno 2018 le pizze ordinate dagli italiani per il food delivery, se allineate coprirebbero circa 2000 km di lunghezza, ossia la distanza tra Napoli e Copenhagen (fonte Mappa del cibo a domicilio in Italia).

2. La pizza che resta fragrante 36 mesi

La pizza versione “highlander” fa parte della nuova “razione K” dell’esercito americano. Quella fornita ai militari statunitensi è una pizza speciale, che ha richiesto oltre molti anni di studi: il risultato è che rimane fragrante per almeno 36 mesi, resiste al caldo africano e alle temperature polari, e resta intatta anche se viene paracadutata da un aereo. Inoltre è autoriscaldante e inattaccabile dagli insetti. Questa straordinaria pizza fa parte della nuova M.R.E 23 (meals ready to eat), distribuita da pochi mesi, e viene anche venduta online ai civili. Chi l’ha provata, l’ha recensita con entusiasmo sui social.

3. La pizza è bilanciata

La pizza italiana è un piatto bilanciato ed healthy. A differenza di quella “american style”, la pizza italiana ha un profilo nutrizionale bilanciato: il frumento apporta carboidrati, la mozzarella (ma anche le acciughe) fornisce le proteine, l’olio d’oliva dà il giusto quantitativo di grassi mono e polinsaturi, mentre il pomodoro è un’ottima fonte di licopeni, carotenoidi dalle proprietà antiossidanti. Questa combinazione di nutrienti fanno della pizza italiana un alimento protettivo, capace di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumori dell’apparato digestivo, come quello del colon.

4. Il primo museo immersivo della pizza

New York ha dedicato un museo alla pizza. Quello che è stato presentato come “the world’s first and only immersive art experience celebrating pizza” è rimasto aperto per un mese, dal 13 ottobre al 18 novembre 2018, a New York City. Il museo pop-up #MoPi ha raccontato la pizza e il suo ruolo nella cultura pop attraverso installazioni immersive e opere d’arte in uno spazio dove crogiolarsi nella gioia multi-sensoriale della pizza.

5. Tante pizze surgelate al super

Al supermercato ci sono in media ben 45 tipi di pizze surgelate. Tra rotonde e alla pala, farcite o margherite, extralarge o al trancio, biologiche e integrali, gluten free e senza lattosio, nei freezer della distribuzione moderna ci sono ben 45,9 referenze di pizze surgelate (fonte Iri). Non c’è quindi da stupirsi se gli italiani ne comprano sempre di più: tra luglio 2017 e luglio 2018 ne hanno acquistate quasi 48 milioni di kg spendendo quasi 300 milioni di euro, il 2,7% in più rispetto all’anno precedente. Anche al super la pizza si conferma un alimento sfizioso e poco costoso: il prezzo di vendita medio nel 2018 è stato di 6,89 euro al kg, pari a circa 2,30 euro a pizza.

6. La pizza salvavita si chiama Pascalina

Esiste la pizza “salvavita”. Si chiama Pascalina e viene preparata secondo la ricetta “validata” dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli. Grazie ai suoi ingredienti benefici (come la farina ricca di fibre, i friarielli, i pomodori San Marzano, le noci e l’olio extravergine d’oliva del Cilento), la pizza Pascalina fornisce un corretto quantitativo di elementi nutritivi e rappresenta un pranzo completo e ricco di nutrienti che aiutano a stare in forma e in salute. C’è poi un secondo motivo per cui la Pizza Pascalina fa bene: per ogni pizza ordinata viene devoluto un euro alla ricerca sui tumori (qui la ricetta).

[Link: Assolate]

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