“Strana” per la pizza, in questo caso a Milano, è un aggettivo qualificativo positivo: la “stranezza” è tutta e solo nella forma data alle pizze, attorcigliate squadrate infagottate appallottolate, e non nel gusto o nella fattura.

Già, perché Così fa Antonino Esposito oltre che nome del nuovo locale milanese di Antonino è anche proprio una dichiarazione d’intenti, la sua poetica della pizza. Le sue sono “Variazioni di pizza“, come dichiara anche il menu:

Infrangere la regola, stravolgendo la forma – perché tonda non è un diktat! Difendere la tradizione, rispettando gli ingredienti di base – perché ci sono storie che bisogna continuare a raccontare!
Dall’equilibrio di consuetudine e novità sono nate le variazioni di pizza di Antonino Esposito.
Il gusto di osare e l’esperienza che fa la differenza.

Cominciamo dal locale. Apertura annunciata qualche tempo fa come imminente su queste pagine, si è realizzata velocemente, e la pizzeria è in funzione. Via Solferino, un’altra via milanese in cui i locali gastronomici sono ormai in maggioranza rispetto agli altri, aggiunge così una nuova meta-pizza che unisce tradizione e innovazione (sì, sto pensando di fare un hashtag di questo binomio, che mi sa presto troveremo anche sui cartoni del latte); poche vetrine più avanti, c’è Dry.

Una quarantina di posti, direi, pareti bianche, rallegrate da tavole illustrate di pomodori, e da bellissimi piatti colorati (saranno anche in vendita) in bianco rosso e blu, con motivi geometrici, pomodori, peperoni. Geometrie e motivi botanici ripresi nei tavolini, in ceramica, nudi senza tovaglia (che continuo a non ritenere un difetto). Il tutto opera originale, appositamente per il locale, di Rosalinda Acampora, artista e designer sorrentina come Esposito.

Cosa mangiate da Così fa Antonino Esposito

Il menu, allora.

Che si apre con 3 Percorsi di degustazione da 30, 40, 50 € per rispettivamente 4, 5 e 6 portate a scelta dello chef. Ho scelto quello minimal, 4 portate, giusto per vedere l’effetto e le quantità (le varie portate peraltro sono in dimensioni ridotte rispetto a quelle della carta).

Per iniziare, assaggio di fiordilatte, filo d’olio, basilico. tarallo. Fior di latte e mozzarella, come la ricotta buonissima, vengono, tutti i giorni, da La Contadina di Battipaglia.

Si inizia subito con la pizza-icona di Antonino Esposito, la frusta, una specie di pizza bislunga, pizzicata nel mezzo a mo’ di farfalla. Versione classica, fior di latte dei Monti Lattari, pomodorini gialli e rossi del vesuvio, olio evo all’uscita. Ottime materie prime, temperatura proibitiva per noi voraci ma delicati: poco male, due foto ed era a posto. Costa 12 € in versione normale; le altre fruste vanno dai 14 ai 15 €, 16/18 € quelle fritte.

Poi, un assaggio dal menu Forme, con genovese (il fagotto a sinistra) e con ricotta di bufala, noci, limone (fagotto a destra: da mangiare in quest’ordine, come da istruzioni, anche se forse avrei invertito). Piaciute, molto, entrambi.

Questo ripieno, col diavoletto, un formaggio campano., è forse quello che mi è piaciuto di più.Fa parte del menu Ripieni – non ho assaggiato niente invece da quello Ovali.

Come dessert, un tris di Perle di pizza – che mi sono piaciute moltissimo. Un modo nuovo per uscire dal binomio pizza-Nutella, peraltro presente nel menu dessert, che spero abbia fatto il suo tempo: tre palline di pizza, fritte, zuccherate, e sopra gli ingredienti: limoni di Sorrento, ricotta cioccolato pistacchio arancio candito, ovvero un cannolo, e una composta di mela annurca, Tre bombe. Buonissime.

I prezzi di tutte le “variazioni di pizza” vanno dai 12 ai 16/18 €. Dessert, dai 6/8 € in su.

Il brutto? Che c’è un sacco di roba da provare, sia come forme che come gusti. Sappiatelo.

Così fa Antonino Esposito. Via Solferino, 27. Milano. Tel. +39 36587566. 

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