Milano è la nuova città della pizza, seconda soltanto a Napoli per densità di proposte. Una escalation che ci fa ritornare sulla classifica delle migliori pizzerie milanesi a circa un anno di distanza per inquadrare le nuove aperture che si succedono a ritmo serrato.

Ve le proponiamo in ordine crescente e selezionate in un numero di 30, praticamente una al giorno per un mese. Perché da settembre si ripartirà con nuove aperture e c’è da scommettere che ne vedremo delle belle (e delle buone).

Prendete appunti.

30. I Capatosta

L’ultimo posto va a I Capatosta di viale Umbria (ci sono diversi locali con questo nome): pizza tradizionale, non “cattiva”, altrimenti non sarebbe menzionata in questa classifica, ma abbastanza anonima rispetto alle più quotate, sia come impasto che come ingredienti utilizzati.

I Capatosta. Via Perugino, 32, 20135 Milano. Tel. +39 0289762377.

29. Cenerè

Dopo la partenza di Michele Franco, Cenerè si è messa alla ricerca – che non è stata semplice – di un nuovo pizzaiolo. Ora sembra aver trovato l’uomo giusto, e che abbia imboccato una buona strada.

Cenerè Milano. Piazza Virgilio, 3, angolo Via Boccaccio. Milano. Tel. +39 024690288

28. Capperi, che Pizza!

Qualche polemica all’apertura, ma Capperi, che Pizza! ha proseguito il suo cammino “gourmet” che alza molto le attese quando ci si siede al tavolo. E non tutte vengono premiate.

Capperi che Pizza! Piazza Santa Maria del Suffragio, 3. Milano. Tel. +39 0287073392.

27. Starita

Sempre affollata, la pizzeria di Antonio Starita – anche per via del mito che vorrebbe la sede di Materdei a Napoli set dell’episodio dell’Oro di Napoli con Sofia Loren. La pizza è assolutamente di matrice classica come si richiede a Napoli.

Starita Milano. Via Giovanni Gherardini, 1. Milano. Tel. +39 0233602532.

26. PIE Pizza Italiana Espressa

Una “catena” che ha fatto la sua prima apparizione nel Centro Commerciale di Arese, per poi arrivare a Citylife. Un’espansione veloce, quella di PIE PizzaItaliana Espressa, che vede la sua tappa più recente in via Agnello, in pieno centro cittadino. L’idea della pizza “componibile”, che viene preparata sotto i tuoi occhi, sembra funzionare, anche se ormai lo spettacolo della cucina cucinata in diretta ha perso un po’ del suo fascino. Le pizze sono buone, ben fatte.

PIE Pizza Italiana Espressa.

25. Pizza AM

Pasquale Pometto ha aperto diverse pizzerie in città ma il suo indirizzo originario, Pizza AM in Porta Romana, resta un punto di riferimento per gli appassionati del disco di pasta interpretato alla sua maniera.

Pizza AM. Corso di Porta Romana, 83. Milano. Tel. +39 025510579.

24. Lievità

Il percorso di Lievità procede con decisione – almeno nella sede di via Sottocorno. Giorgio Caruso rinnova costantemente gli abbinamenti delle sue pizze, che riescono sempre piacevoli e leggere.

Lievità Pizzeria Gourmet. Via P. Sottocorno, 17. Milano. Tel. +39 0276317142.

23. Ambaradan

Ambaradàn, con la sua idea di chiedervi quanto volete pagare a seconda della maggiore o minore soddisfazione fa sicuramente simpatia. Ma se la pizza, in stile napoletano, non fosse anche buona, non basterebbe. A impastare le pizze, Antonio Bausilio; a dirigere il tutto, Paolo Polli. 

Ambaradan. Via Castelvetro, 20. Milano. Te. +39 023451701.

22. Marghe

Nella scorsa classifica avevamo avanzato qualche dubbio – ci siamo tornati, da Marghe, e abbiamo notato un leggero miglioramento. Sette pizze, da 9 a 11 €, che cambiano periodicamente, più un paio di proposte del giorno; prodotti di qualità (Gustarosso, Casa Barone, olio Guglielmi).

Marghe. Via Cadore, 26. Milano. Tel. +39 0254118711.

21. Capuano’s

Anche Luigi Capuano prosegue il buon lavoro iniziato un anno e mezzo fa con Capuano’s 7.0, la sua pizzeria in via Londonio, recentemente arricchita da un dehors. 7.0 nel senso di 7 pizze, 7 vini, 7 birre, 7 dolci.

Capuano’s. Via Francesco Londonio, 22. Milano. Tel. +39 0284146228

20. Nàpiz’

Nuova nuova, Nàpiz’, la nuova pizzeria di Pasquale Pometto, pizzaiolo calabrese di successo (la sua pizzeria Piz era al primo posto fra le pizzerie su TripAdvisor: ve lo abbiamo raccontato qui), in viale Vittorio Veneto, a due passi da Dry. Nessuna concorrenza, però: pizze diverse, e ben fatte.

Nàpiz’. Viale Vittorio Veneto, 30. Milano. Tel. +39 023943 5143.

19. Cocciuto

Ecco un altro locale di recente apertura, che alla sede centrale di via Bergognone ha già affiancato un secondo locale in corso Lodi – e un terzo è in dirittura d’arrivo. Le pizze di Cocciuto hanno un bel cornicione, e sono buone.

Cocciuto. Via Bergognone, 24. Milano. Tel. +39 0236528327.

18. Assaje

Non ce lo aspettavamo che Assaje potesse fare un capitombolo dalle posizioni di vetta che occupava nella passata edizione di questa classifica. Un momento di fuori forma prolungato che speriamo passerà presto. La costante è comunque la piccola folla in attesa fuori.

Pizzeria Assaje. Piazzale Segrino. Milano. Tel. +39 02606456.

17. Olio a Crudo

Incontreremo ancora Gino Sorbillo in questa classifica. Olio a Crudo, zona Tortona in via Savona/Montevideo, è perennemente affollata e non soltanto perché è un locale alla moda.

Gino Sorbillo Olio a Crudo. Via Montevideo 2 angolo via Savona. Milano. Tel. +39 0258104789.

16. Salvatore Mugnano Pizza e Passione

Una bella novità, quella di Salvatore Mugnano, che in pochi mesi ha aperto due pizzerie, entrambe a due passi da Citylife. La seconda, in via Procaccini, è specializzata in pizza “nel ruoto”; la prima, che porta il suo nome, e il suo motto, Pizza e Passione, propone una pizza napoletana classica e ben fatta. Mugnano viene da Rossopomodoro, dove è stato a lungo formatore.

Salvatore Mugnano. Pizza e Passione. Viale Cassiodoro, 12. Milano. Tel. +39 0297807685.

15. Rossopomodoro Come un giorno a Napoli Sabotino

Il “nuovo corso” di Rossopomodoro è partito proprio da qui, dalla pizzeria di viale Sabotino, la prima a passare da pizzeria napoletana a “esperienza” napoletana tout court. Una napoletanità che non è di facciata, ma che impregna di sé il reparto pizza, il pizzaiolo Alessandro Squillante, la cucina (l’executive chef del gruppo, Antonio Sorrentino, ha dato una bella impronta ai piatti) e i prodotti.

Rossopomodoro. Viale Sabotino, 19. Milano. Tel. +39 0258328501.

14. Lievito Madre al Duomo

Avevamo un po’ trascurato Lievito Madre al Duomo, la prima pizzeria di Gino Sorbillo a Milano, a due passi dal Duomo. Ma abbiamo ritrovato la pizza che ci è sempre piaciuta, e la mano del pizzaiolo, Gennaro Rapido, resta una garanzia. Sarà il nome di Gino Sorbillo, che di tanto in tanto spunta in pizzeria durante uno dei suoi continui spostamenti fra Napoli Milano e gli studi RAI – ma la pizzeria è sempre piena, e la coda fuori è una costante.

Lievito Madre al Duomo. Largo Corsia dei Servi, 11. Tel. +39 0245375930.

13. Pizza Triennale

Lasciamo in classifica questa Pizzeria Triennale, anche se è stata chiusa.
Ci consoliamo pensando che potremo mangiare le pizze di Cristian Marasco a Merate e nelle sue altre pizzerie sparse per la Brianza.

12. Pummà

Beniamino Bilali è uno dei maestri dell’impasto e della lievitazione, e conosce a menadito i segreti della maturazione dalla biga all’autolisi. Le pizze “milanesi” (Beniamino è attivo su vari fronti) di Pummà si confermano come una sicurezza affidabile e costante.

Pummà. Via Caminadella, 7. Milano. Tel. +39 0291326055.

11. Berberè

Il più recente locale milanese dei fratelli Aloe è Berberè in via Cappellini, zona Stazione Centrale, ed è, di tutti, il più grande. Le pizze invece sono grandi – e buone – come Berberè ci ha abituato a trovare negli altri locali.  

Berberè

10. Marì  

Ciccio Filippelli è tornato a Milano. Dopo aver lasciato Marghe, e aver passato qualche mese in Campania da Re di Denari, è tornato con un suo nuovo locale, Marì (nella ex sede di Orobianco, mozzarellificio urbano) in Porta Venezia. Ed è tornato con una buona pizza, dalla cottura corretta (il difetto delle sue pizze era che a volte risultavano leggermente crude), e con ingredienti gustosi e ben abbinati.

Marì. Via Lodovico Settala, 16. Milano. Tel. +39 0249450206.

9. Briscola 

Nel giro di un anno e mezzo dall’ultima classifica, Briscola è passata da due a cinque locali, Fogazzaro-Pier della Francesca-Duomo-Aaalto-Garibaldi. L’idea delle pizzine da condividere resta vincente – e poi, le pizze sono buone, quindi…

Briscola Pizza Society

8. Dry Milano

Abbiamo ri-provato entrambi i Dry, il vecchio in via Solferino e quello più nuovo in viale Vittorio Veneto. Il dopo-Lombardi, all’insegna di Lorenzo Sirabella (Solferino) e di Timur Isayev (Vittorio veneto), non smentisce le premesse, e il livello rimane alto. 

Dry Milano.

7. Da Zero Scala

Il nuovo locale di Da Zero in via dell’Orso, dietro la Scala, aperto da pochi mesi, non poteva non salire velocemente i gradini della classifica, proponendo come Da Zero di via Luini un menu, di pizze e in cucina, a base strettamente cilentana. C’è da sistemare l’organizzazione della sala e il rapporto con il bancone per vederlo ancora più in alto.

Da Zero Scala. Via dell’Orso, 4. Milano. Tel. +39 0283419934

6.  Sorbillo Gourmand

Il menu di pizze regionali ideato da Gino Sorbillo per la sua pizzeria dietro la Galleria, Sorbillo Gourmand, si segnala per l’attenzione agli ingredienti, rigorosamente ricercati e selezionati proprio per rendere l’essenza delle varie regioni. Sulla bontà dell’impasto della cottura dell’insieme ci siamo già pronunciati.

Sorbillo Gourmand. Via Ugo Foscolo, 1. Milano. Tel. +39 0280502300.

5. Pizzium

Il concept che vede al comando Nanni Arbellini in società con Ilaria Puddu e Stefano Saturnino, funziona a meraviglia e si espande: lo dicevamo già l’anno scorso, e non possiamo che confermare. Hanno da poco aperto i nuovi Pizzium di via Vigevano e di via Andrea Doria, ma mi sa che ne sta per aprire un altro. Oltre a tutti quelli sparsi per l’Italia. Le pizze sono buone, sempre – da segnalare il ritorno al menu regionale, abbandonato qualche mese fa a favore di una serie di pizze dedicate ai quartieri di Napoli e ripristinato a furor di popolo.
 
Pizzium

4. Giolina

Una classifica che vede molte nuove entrate, ovvero recenti aperture, ai piani alti. Come appunto Giolina, parto recentissimo del gruppo Ilaria Brisbane Puddu – Stefano Saturnino. Che non sbagliano un colpo: ogni apertura, a partire da Marghe e da Pizzium, anch’esse in questa classifica, è un successo – anche nei format diversi, vedi Gelsomina e Locanda Carmelina.

Giolina. Via Filippo Bellotti, 6. Milano. Tel. +39 0276006379. 

3. Da Michele

O lo si odia o lo si ama. La pizza iper storica di Michele a Forcella è arrivata a Milano sulle ceneri del locale modaiolo Ricci di Belen Rodriguez e Joe Bastianich. Ed è stato subito successo di pubblico con le ruote di carro messe a punto da Antonio Falco il braccio destro di Alessandro Condurro nelle nuove aperture con il marchio Da Michele in The World. La sua margherita resta un benchmark di riferimento e pazienza se usa l’olio del meccanico della porta accanto (trattasi in realtà di olio di semi). Rispetto all’originale pizzeria di via Sersale, qui avete la scelta tra più tipologie.

L’Antica Pizzeria da Michele a Milano. Piazza della Repubblica, 27. Milano. Tel. +39 0266711538.

2. Crosta 

È tornato Simone Lombardi, ex-Dry, e con la ferma intenzione di restare – soprattutto ai piani alti di questa classifica. La società con Giovanni Mineo, ottimo panificatore, ha prodotto un format interessante, Crosta, delle pizze alla pala di ottima confezione, e delle pizze gourmet contemporanee tonde notevolissime, a partire da quella con ananas coriandolo e ventricina.

Crosta. Via Felice Bellotti, 17. Milano. Tel. +39 0238248570.

1. Da Zero Luini 

Al primo posto si conferma Da Zero di via Luini. Il menu di pizze classiche e pizze cilentane si è arricchito di qualche piatto sempre della tradizione del Cilento, creando nel cliente una serie di dilemmi su cosa sia meglio ordinare – ma almeno una pizza deve essere mangiata. Perché, nonostante la concorrenza sempre più agguerrita, Da Zero, anche grazie alle eccellenze del Cilento utilizzate (avrete notato che anche l’altra pizzeria Da Zero è in classifica: è secondo noi il giusto riconoscimento alla qualità), e al lavoro del trio che ne regge le sorti, Giuseppe Boccia, Paolo De Simone e Carmine Mainenti – resta la migliore. Potete esserne certi.

Da Zero. Via Bernardino Luini, 9. Milano. Tel. +39 0283529189. 

Le classifiche delle pizzerie città per città

13 Commenti

    • Posso dirti che si tratta di un ristorante-pizzeria, e quindi usciva dai criteri che hanno guidato Scatti di Gusto nella compilazione di questa classifica.

  1. Ce ne sono tante a Milano, ma si si inizia con una “….pizza tradizionale, non “cattiva”, altrimenti non sarebbe menzionata in questa classifica, ma abbastanza anonima rispetto alle più quotate”. Tante si ma non abbastanza da poterne citare una buona e non anonima….

  2. AHAHAHAH: “Lasciamo in classifica questa Pizzeria Triennale, anche se è stata chiusa.”
    5, tanti sono i mondiali vinti dalla’ Italia, con l’ ultimo nel 2018, anche se non ha giocato.
    37 gli scudetti vinti dalla Juve, anche se 2 le sono stati tolti dalla giustizia.
    Manzoni è il miglior scrittore vivente, anche se è morto.

  3. Che dispiacere: l’ unica che mi attirava era l Triennale….ma ha chiuso ! E non mi dite di andare a fare una gita fuoriporta….queste sono le pizzerie e la classifica di Milano….

  4. Posso dire che la precedente classifica era di gran lunga migliore? Praticamente solo pizza napoletana in questa.

    Sarà anche seconda solo a Napoli come proposta , ma è Milano appunto non Napoli. Tornate a ricordarvelo quando aggiornerete di nuovo la classifica.

  5. Sorbillo gourmand al sesto posto non si può leggere . Ma se lo stesso Gennaro Rapido (capo dei pizzaioli di Gino e formatore degli stessi) ha ammesso che hanno dei problemi con questi forni ed è loro intendimento
    cambiarli….

  6. L’ Autore di questo articolo sarà sicuramente l’egregio sig. Emanuele B. Sbaglio? Non mi abbasserò a dire di quale pizzeria faccio parte ma una cosa la vorrei precisare. Lei è venuto ad assaggiare la nostra pizza (infatti è Lei l’autore della foto pubblicata sotto il nome del nostro locale) un paio di volte, e parlo di un anno e più fa, e se avesse potuto avrebbe mangiato anche il piatto. Ci ha incontrati ad una mostra, ha mangiato tutti i nostri prodotti e ci ha riempiti di complimenti. Però FA COMODO SCRIVERE CHE NOI NON RIPAGHIAMO LE ASPETTATIVE APPENA CI SI SIEDE VERO? Ma vuole sapere la realtà? Voi siete giornalisti, non esperti gastronomi, e dovreste limitarvi a fare i giornalisti. Cosa significa fare le classifiche secondo il vostro gusto?! Purtroppo per due soldi in più, si fa questo ed altro. Di cibo non ve ne intende per nulla, ma cosa ancora più grave è che avete un pubblico di ingenui che prendono quello che scrivete per oro colato. Ritengo gravissimo altresì che un locale debba essere giudicato dalla massa in base a questi articolucci di infimo livello. Cordialmente

    • L’autore (scritto con la minuscola, e senza spazio dopo l’apostrofo), come chiaramente indicato, non è “Emanuele B:” – perché non scrivere il cognome? ci tengo, è BONATI, visto che ci ho sempre messo la faccia sulle (sotto le) cose che scrivo, cara semianonima Carmen-della-pizzeria-di-cui-non-ti-abbassi-a-fare-il-nome ma che ti premuri di rendere riconoscibile citando il relativo testo.
      La classifica è firmata SCATTI DI GUSTO, il che dovrebbe rappresentare che è stata fatta da più persone, io, ovviamente, ma anche gli altri redattori, autori, collaboratori, e amici e conoscenti di Scatti. Il fatto che la foto della vostra pizza possa essere mia non vuol dire nulla – se usiamo una foto presa dal sito di una pizzeria vuol forse dire che la posizione è stata auto-attribuita dalla pizzeria stessa? Scegliamo sempre foto del nostro archivio – e su Milano molte foto sono mie (i nostri amici collaboratori non sempre fanno foto di quello che mangiano per i fatti loro, specie dopo che io ho fotografato la pizza di Cracco).
      Non ricordo quando sono venuto da voi l’ultima volta: sul mio iPhone ci sono foto di tre occasioni nel 2017, e non ho sottomano il mio archivio, devo averle tolte, se c’erano, dal 2018. Avrò anche detto che le pizze erano buone (non credo di aver mangiato il piatto, anche se non escludo di aver raccolto in qualche modo un po’ di condimento caduto dalla pizza) – se fossero state che so, cattive, con l’interno crudo (ci sono pizzaioli ai quali l’ho detto) o con i pomodori acidi, l’avrei detto. Mentre sì, ho trovato i vostri prodotti, assaggiati peraltro in piedi a una manifestazione, molto buoni (bravi!), ma ovviamente non c’entra.
      Dopo di che, tutte le pizzerie di questa classifica per me sono “buone”: confrontando i vari pareri, Scatti ha ritenuto giusta questa posizione (e “Emanuele B:” è sostanzialmente d’accordo, ovvio). Essere nelle prime 30 pizzerie secondo Scatti non è il male assoluto: teoricamente, siete nella Top30 su oltre 1000 pizzerie presenti su TripAdvisor (che cito qui solo come fornitore del dato, non so quale posizione abbiate in quella classifica, mentre so che, ad esempio, non siete presenti nei primi 150 posti della 50TopPizza).
      Due ultime osservazioni: “per due soldi in più” spero si riferisca agli eventuali guadagni derivanti dall’eventuale aumento del numero dei lettori; se si riferisse a qualcosa di illecito, la invito a farmi una donazione personale, e potrà vedere la sua posizione in classifica cambiare molto velocemente (no, il denaro non le verrà restituito).
      E – “avete un pubblico di ingenui che prendono quello che scrivete per oro colato”: ma come si permette di insultare i nostri lettori? Si tratta di gente che ci legge, e se ritiene quello che scriviamo abbastanza interessante o stimolante, va a verificare di persona nei locali che segnaliamo, e a volte ci dà il proprio parere (anche negativo, anche trattandoci da incompetenti, ma più spesso ringraziandoci, e ringraziandomi personalmente in particolare: ovvio che c’è più soddisfazione e criticare e a insultare sui post e sui social, che fare complimenti). Io non ritengo che i vostri – numerosi – clienti siano degli ingenui e mangino la vostra (buona) pizza per ignoranza. E mi aspetto che vi scusiate con i nostri lettori.

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