Apertura annunciata, e avvenuta, quella di Marì, la nuova pizzeria di Ciccio Filippelli, già pizzaiolo di Marghe (vice e poi successore di Matteo Mevio), lasciata per una rapida incursione salernitana, Re di Denari. Il forno (a legna) si è acceso come promesso il 30 marzo, in via Settala, nei locali che erano di Orobianco, mozzarellificio con ristorante, rimasto in loco come socio (un altro locale, Street Mozzarella by Orobianco, si trova in Paolo Sarpi). Siamo tra corso Buenos Aires e via Vittor Pisani, tra Porta Venezia e la Stazione Centrale – e, per la cronaca, a poche centinaia di metri da un’altra apertura recente, anzi, recentissimaBerberè.

Ci sono andato il giorno dell’apertura (ma sono arrivato solo quarto…). Ciccio Filippelli era già al forno, e ad aiutarlo un altro pizzaiolo, napoletano, Raffaele Marigliano.

Il menu

Il menu vede le pizze numerate da 1 a 9 (che può essere più comodo, da un certo punto di vista, ma anche meno poetico: cos’hai mangiato? una 3, una 7, e ho assaggiato una fetta di 6…), qualche antipasto (parmigiana, polpette, tagliere, mozzarella in carrozza, verdure, da 7 a 12 €). I prezzi delle pizze vanno da 6 a 10 €.

Le pizze

Siamo sul classico, per quello che riguarda la scelta degli ingredienti (la scritta “bio” ricorre spesso) e degli abbinamenti, ma con la mozzarella di Orobianco, e – unica relativa “stranezza” – il salame Felino. Niente avocado, o ananas, insomma.

Una pizza è Vegana, e cambia mensilmente: l’ho assaggiata, e non era male. Hummus di ceci, cipolla caramellata al vino rosso, olive nere, tarallo sbriciolato, basilico, olio extravergine. Non era male: solo, l’hummus mi è sembrato che la appesantisse un po’ – non so se l’avrei mangiata tutta. Forse, basterebbe metterne un poco di meno.

La pizza Marì, che prende il nome dal locale, mi è piaciuta molto. Pomodoro giallo della valle del Vesuvio, fior di latte, nduja di Spilinga (già, dimenticavo quasi: Filippelli è un pizzaiolo calabrese), caciocavallo Orobianco, origano di collina, basilico, Parmigiano Reggiano 24 mesi, olio extravergine bio, 12 €. Ben dosata, saporita, mi è piaciuto l’impasto, e la cottura era giusta (ai tempi di Marghe, capitava a volte che le pizze uscissero leggermente crude).

Il locale

Bello grande, tanto per cominciare – a un calcolo approssimativo, una settantina di posti (un poco troppo vicini, forse).

Forno all’ingresso, comunicante con la sala attraverso due ingressi.

Una serie di oggetti di modernariato, dal juke-box alle vecchie insegne, pagine di riviste incorniciate, vecchie valigie, pareti grezze, mattoni, una griglia sospesa al soffitto che sorregge pagine di giornale, libri appesi a una parete, sulla parete di fondo un proclama-programma di Marì, un po’ troppe parole, direi, ma ci stanno.

Accogliente, “famigliare” – la prima sera, gente del quartiere, famiglie con bambini – e piacevole, personale gentile.

Marì. Via Lodovico Settala, 16. 20124 Milano. Tel. +39 0249450206.

1 commento

  1. io sono rimasta strabiliata dalla qualità del pomodoro.
    Per me Marghe è sempre stata al primo posto su Milano, questa arriva al pari merito 🙂

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