Il silenzio in sala è la nuova frontiera delle pizzerie contemporanee, quelle che pongono attenzione alla cura e al benessere dei clienti non solo con la pizza.

Dal piatto, cioè, siamo passati al contenitore che deve accogliere pizze e consumatori.

Il primo esempio di questa nuova ricerca della possibilità di parlare mentre si mangia una pizza lo abbiamo avuto con la pizzeria di Salvatore e Michele Lioniello a Succivo.

E di silenzio si parla anche con Guglielmo Vuolo, il pizzaiolo di lungo corso che nel gennaio 2017 ha aperto una pizzeria con il figlio ventiseienne Enrico.

E ora riapre con un nuovo vestito disegnato su misura dall’architetto campano Giosuè Coppola.

L’obiettivo era dare valore e nuova funzionalità alla sala carente quanto a climatizzazione e riverbero del suono.

Coppola ha impiegato un sistema frangisuono a Listoni per aumentare il confort e la fruibilità del locale.

Circa 50 griglie di legno, tra soffitto e pareti, ricordano le scuri  “napoletane” di balconi degli edifici del centro di Napoli e puntano a una ottimizzazione dell’acustica.

I lavori hanno portato nella sala da 80 posti al primo piano di Viale del Lavoro, in Zona Fiera di Verona, un respiro mediterraneo. L’azzurro Napoli, il giallo cedro e il rosso pompeiano si innestano in maniera lineare sulle installazioni pregresse.

Resta uguale la pizza che, da cinque generazioni, porta il nome dei Vuolo nel mondo della pizza, tra tradizione verace e innovazione.

1 commento

  1. Un po’ di silenzio ci vorrebbe si nelle pizzerie: domina il frastuono e la confusione, per cui si fa a gara a chi urla di più.

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