Il 142 Restaurant, il nuovo ristorante di Sandra Ciciriello, che sta mettendo a punto gli ultimi dettagli del locale – che so, gli ultimi nomi sulla carta dei vini, il tappeto all’ingresso, cose così, da rodaggio. Aggiornamento: mi comunicano che il rodaggio è finito, e che adesso 142 è aperto anche a cena.

Ma intanto ci si può andare a fare colazione, a pranzo,per l’aperitivo serale, e quindi anche per la cena. E noi siamo andati a provarlo

Siamo in corso Cristoforo Colombo, come vi avevamo anticipato, nei locali occupati fino a qualche mese fa da SempliceMente, pizzeria e ristorante di non grande durata, che ha traslocato a pochi passi di distanza, con il nome di Semplicemente Pizza & Delizie, in via Vigevano.

Bello il lavoro di risistemazione dell’ambiente, sui toni del grigio, tavoli neri con gocce e trame di colore à la Pollock ma più astratte e discrete, colorate anche le sedie. Tutto (ehm… molto) fatto a mano da Sandra coi suoi “complici” in cucina, Nello Barbieri, Alessandro Montanari e Chiara Orrù.

Un bellissimo bancone bar, ricoperto da capsule di bottiglie che compongono la scritta “142”, accoglie i visitatori; una saletta di fronte, la sala principale a destra.

La cucina, a vista, è sul fondo della sala principale, e un’altra saletta si dirama sulla sinistra. Sui social abbiamo potuto seguire diversi momenti della ristrutturazione, con Sandra e i suoi “complici” a dipingere, segare, martellare. Il risultato è gradevole, elegante ma non serioso, accogliente, luminoso.

Il menu del pranzo di mezzogiorno è semplice, una decina di portate fra cui scegliere, e un prezzo fisso di 28 € che comprende antipasto (“Per incominciare”), piatto principale (“Per continuare”), dessert (“Per finire”), acqua e un bicchiere di vino o bibita.

Ho lasciato a Sandra e ai suoi ragazzi la scelta di cosa farmi mangiare, e sono arrivate un po’ di cose buone. Mentre aspettavo, melanzane alla piastra, sottili sottili, condite, con una salsa tajine, e con due panelline: buone le melanzane, buonissime le panelle. 8,50 €.

I calamari scottati con crema di patate e salsa verde (12 €) mi sono piaciuti moltissimo, anche per la – perfetta – cottura, che li ha lasciati morbidissimi.

La tartare di fassona, stracciatella, nocciole (18 €), immancabile ma ben interpretata, magari senza guizzi, ma ottimi ingredienti.

Cuoca sarda, piatto sardo: i malloreddus alla campidanese con salse al pecorino e al finocchietto (15 €) sono ottimi da tutti i punti di vista, brava Giulia (però secondo me la salsa al finocchietto si sentiva poco).

La pasta viene fatta in casa – questo era un assaggio “fuori carta”, che spero di ritrovare in carta.

Il pescato del giorno (Ciciriello nasce come commerciante di pesce, per cui si va sul sicuro) vine proposto con un guazzetto di pomodoro e olive e una salsa al prezzemolo – ed è ottimo. 15 €.

Ma Sandra oltre che intenditrice di pesce è anche un’esperta sommelier – quindi, mi sono fatto consigliare anche sul vino, e questo Franciacorta Dosaggio Zero Uno di Andrea Arici è andato (molto) bene per tutto il pranzo.

Il dolce: fichi crema al mascarpone e aceto balsamico con una base di riso soffiato. 8 €. Buonissimo: avrei preferito fosse fatto coi fichi fioroni giganti, in un mastello di crema, innaffiato di balsamico e riso soffiato.

L’assaggio di profiteroles (8,50 €) era, rispetto ai fichi, un po’ sottotono: lo zabaglione nei dolci mi piace poco.

E quindi? Diciamo che l’intero pranzo è stato molto più che soddisfacente, e considerando tutto il contorno (al di là di Sandra Ciciriello, che conosco da diversi anni, e che ho trovato stanca-ma-raggiante), l’ambiente, le ragazze ai tavoli, tutto quanto (persino la bimba piccolissima e bravissima che, al tavolo di fronte, ha spiegato alla mamma che non le piaceva il colore bianco del colore sui tavoli) – potrei dire che è stato un pranzo felice. Non vedo l’ora di andare a cena.

142 Restaurant. Corso Colombo, 6. 20144 Milano. Tel. +39 0247758490

[Immagini: iPhone Emanuele Bonati]

2 Commenti

  1. Non mi capacito: sintassi, grammatica, punteggiatura e contenuti dell’articolo sono da terza media. Perchè ospitare il grado zero della competenza che pretende anche di giudicare?

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