La prima notizia che registriamo è che Tano Simonato chiude Tano Passami l’Olio per riaprirlo da un’altra parte.

Nel vecchio locale, una nuova apertura food, importante, e per una volta al femminile: arriva Sara Preceruti.

Tano Simonato trasloca Tano Passami l’Olio

La notizia è di quelle importanti: un ristorante stellato milanese, anzi molto milanese, e storico (correva l’anno 1995), Tano Passami l’Olio, trasloca. Il suo patron e chef, Tano Simonato, ha deciso di spostare tutto dalla sede in zona Navigli, in via Villoresi, seconda sede dopo via Vigevano, a un locale più centrale, in via Petrarca 4, fra il Parco Sempione e corso Vercelli.

Le motivazioni, ha dichiarato in una conferenza stampa, sono legate all’esigenza di rinnovarsi, di ampliare la proposta del locale, aprendolo anche a iniziative diverse, ma anche alla sua scoperta del, e adesione al, Metateismo, una corrente filosofico-culturale, fondata dall’artista Davide Foschi, che segna il nuovo Rinascimento delle arti, della cucina, della cultura nella vita contemporanea.

Ma, a parte questo, ci saranno più posti a sedere, un tavolo conviviale in cantina, torneranno i colori sociali, oro e bordeaux, la sala fumatori, e soprattutto i piatti che hanno fatto la fortuna di Simonato e che gli hanno procurato la stella Michelin.

Appuntamento in via Petrarca alla fine di ottobre, circa. Anche perché il 31 ottobre (1995) è la data di apertura di Tano Passami l’Olio in via Vigevano: evidentemente, porta bene…

Sara Preceruti porta un’Acquada sul Naviglio

La domanda sorge spontanea, come suol dirsi: e al posto di Tano Passami l’Olio, cosa ci sarà? Ovviamente, un altro ristorante. Ma guidato da una donna, Sara Preceruti. E anche questo locale sarà un “trasloco”: si tratta di Acquada, il ristorante che Sara aveva aperto a Porlezza, sul lato italiano del Lago di Lugano.

Una donna, finalmente, che arriva a Milano ben intenzionata a rimanerci. E arriva con un “acquazzone” – questo significa acquada in lombardo – che vi abbiamo già raccontato.

Prima di Acquada aveva cucinato – e preso una stella Michelin – alla Locanda del Notaio, a Pellio Intelvi, nel Comasco (di recente affidato al giovane Marco Moretto). Passata poi al suo ristorante, con successo, lo ha chiuso qualche settimana fa, per trasferirsi, mestoli e padelle, sulle acque del Naviglio milanese. Si porterà dietro il grigio e l’azzurro del suo logo, e i colori dei suoi piatti.

[Immagine di copertina: Manuela Vanni]

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