Lunedì 11 novembre a Roma alla Nuvola di Fuksas all’EUR si conosceranno gli esiti delle votazioni che assegneranno i Pizza Awards 2019, cioè gli Oscar della Pizza.

Il panel di giurati è composto da circa 200 dei più autorevoli giornalisti gastronomici italiani (curatori delle principali guide, direttori e redattori delle testate di settore e responsabili delle pagine dei quotidiani che trattano di enogastronomia) con particolari competenze per il mondo della pizza, e dai più importanti esperti di pizza in Italia.

“Come già avvenuto per i Restaurant Awards, Pizza Awards Italia è l’unico riconoscimento della stampa nazionale che premia un’eccellenza tutta italiana. – precisa Fabio Carnevali, creatore dell’evento, organizzato quest’anno insieme a Vincenzo PaganoDunque il premio di tutta la stampa specializzata e non di una singola testata”.

La Migliore Pizza d’Italia è il massimo riconoscimento degli Oscar. La stella brillerà anche su Miglior Pizza Contemporanea, Miglior Nuova Apertura, Miglior Pizza Regionale (una per ognuna delle 20 regioni).

Due i premi assegnati ai migliori pizzaioli d’Italia: Miglior Pizza Chef Uomo, Miglior Pizza Chef Donna.

Saranno assegnati inoltre dei premi speciali: Miglior Pizza Napoletana, Miglior Pizza Romana, Miglior Pizza Canotto, Miglior Pizza Fritta, Miglior Pizza Bio, Miglior Pizza Senza Glutine, Miglior Design, Miglior Comunicazione Digitale e Miglior Carta Vini e Birre.

Protagonista del premio sarà la pizza come prodotto alimentare e sarà giudicata su parametri “classici” come materie prime, impasti, condimenti e digeribilità, ma anche su fattori come tradizione, creatività, innovazione e attenzione verso diete particolari e intolleranze. Altri elementi di giudizio saranno l’ambiente, il servizio di sala (cortesia, accoglienza, preparazione e pulizia), la carta delle birre o dei vini, che saranno premiati con i riconoscimenti speciali assegnati dalla giuria tecnica, dai media partner e dagli sponsor.

Tutti i vincitori saranno svelati nel corso della serata di premiazione, presentata da Sara De Bellis, direttrice di MangiaeBevi, e Chiara Giannotti di Vino.tv.

Ai ristoratori e pizzaioli premiati, che saranno ovviamente invitati a prender parte alla cerimonia, sarà comunicata la consegna di un premio, ma non quale o, tantomeno, la posizione in classifica che verrà pubblicata online al termine dell’evento sul sito ufficiale www.pizzaawards.it e sui canali dei media partner: Agrodolce, MangiaeBevi, Scatti di Gusto, Today, Gusto Sano e Bio Magazine.

Nati sull’esperienza del “Premio MangiaeBevi”, tenutosi a Roma e a Napoli nel 2017 e divenuto Restaurant Awards nel 2018, i Pizza Awards Italia vogliono contribuire ad accendere i riflettori sulle eccellenze della pizza italiana e sui suoi più valenti rappresentanti, offrendo un giusto riconoscimento a quelle attività e quegli operatori del settore che si sono distinti durante gli ultimi 12 mesi.

Ed ora ecco Le 100 pizzerie che saranno votate in questi giorni e concorrono al titolo di “Miglior pizza d’Italia” .

Appuntamento a Roma alle 15. Puntuali.

Le 100 migliori pizzerie d’Italia

Abruzzo (2)

Giangi Pizzeria Gourmet – Arielli (CH)

La Sorgente – Guardiagrele (CH)

Basilicata (2)

Da Zero – Matera

Fandango – Filiano (PZ)

Calabria (1)

La Mimosa – Corigliano Calabro (CS)

Campania (23)

10 Diego Vitagliano – Napoli

50 Kalò – Napoli

Antica Osteria Pepe – Caiazzo (CE)

Casa Vitiello – Caserta (CE)

Concettina ai Tre Santi – Napoli

Da Attilio – Napoli

Da Zero – Vallo della Lucania (SA)

Pizzeria Elite – Alvignano (CE)

Fratelli Salvo – San Giorgio a Cremano (NA)

I Masanielli Francesco Martucci – Caserta (CE)

I Masanielli Sasà Martucci – Caserta (CE)

L’Antica Pizzeria Da Michele – Napoli

La Notizia Gourmet 94 – Napoli

Le Figlie di Iorio – Napoli

Le Parùle – Ercolano (NA)

Palazzo Petrucci Pizzeria – Napoli

Pepe in Grani – Caiazzo (CE)

Pignalosa – Salerno

Salvatore Lioniello – Succivo (CE)

Sammarco – Aversa (CE)

Sorbillo – Napoli

Tre Voglie – Battipaglia (SA)

Vincenzo Capuano – Napoli

Emilia Romagna (5)

Berberè – Castel Maggiore (BO)

La Bufala – Maranello (MO)

O Fiore Mio – Faenza (RA)

Piccola Piedigrotta – Reggio Emilia

Pummà – Bologna

Friuli Venezia Giulia (1)

Al Civicosei – Trieste

Lazio (14)

180 gr – Roma

Angelo Pezzella – Roma

In Fucina – Roma

La Gatta Mangiona – Roma

Lievito Madre Sorbillo – Roma

Madre – Roma

Osteria Birra del Borgo – Roma

Proloco Dol – Roma

Proloco Pinciano – Roma

Pupillo – Frosinone

Sbanco – Roma

Seu Illuminati – Roma

Sforno – Roma

Tonda – Roma

Liguria (2)

Officine del Cibo – Sarzana (SP)

Savô – Genova

Lombardia (15)

Cocciuto – Milano

Crosta – Milano

Da Michele – Milano

Da Zero – Milano

Dry – Milano

Enosteria Lipen – Triuggio (MB)

Giolina – Milano 

Lievità – Milano

Montenegrina Tric Trac – Legnano (MI)

Olio a Crudo Sorbillo – Milano

Pizzium – Milano

Pizzottella – Milano

Rossopomodoro Sabotino – Milano

Salvatore Mugnano – Milano

Sirani – Bagnolo Mella (BS)

Marche (2)

Mamma Rosa – Ortezzano (FM)

Mezzometro – Senigallia (AN)

Molise (1)

Miseria & Nobiltà – Campobasso

Piemonte (4)

Bricks – Torino

Gusto Divino – Saluzzo (CN)

Patrick Ricci – San Mauro Torinese (TO)

Vola Bontà per Tutti – Castino (CN)

Puglia (3)

400 Gradi – Lecce

Canneto Beach 2 – Margherita di Savoia (BT)

Pomodoro e Basilico – Martina Franca (TA)

Sardegna (2)

Framento – Cagliari

Pizzeria Bosco – Tempio Pausania (OT)

Sicilia (5)

Da Clara – Venetico Superiore (ME)

Fud – Catania (CT)

La Braciera – Palermo

Orso – Messina

Piano B – Siracusa

Toscana (8)

Apogeo – Pietrasanta (LU) 

Battil’oro – Querceta (LU)

Duje – Firenze

Giotto – Firenze

Il Vecchio e il Mare – Firenze

La Pergola di Radicondoli – Radicondoli (SI)

La Ventola – Rosignano Marittimo (LI)

Le Follie di Romualdo – Firenze

Trentino-Alto Adige (1)

Korallo – Trento

Umbria (1)

Officine Bartolini – Perugia

Valle d’Aosta (1)

Du Tunnel – Courmayeur (AO)

Veneto (7)

Da Ezio – Alano di Piave (BL)

Gigi Pipa – Este (PD)

Grigoris – Mestre (VE)

Guglielmo Vuolo – Verona

I Tigli – San Bonifacio (VR)

Ottocento Bio – Bassano del Grappa (VI)

Renato Bosco – San Martino Buon Albergo (VR)

8 Commenti

  1. Si può sapere di più su come siano state scelte le 100 pizzerie in finale? Il pool di esperti ha provato tutte le migliaia di pizzerie in Italia? Oppure i locali in questione si sono auto-offerti per partecipare alla gara? Oppure si scelgono i soliti noti/quelli più discussi/quelli più social? O altro? Credo sia importante chiarire questo aspetto.

    • “Il panel di giurati è composto da circa 200 dei più autorevoli giornalisti gastronomici italiani (curatori delle principali guide, direttori e redattori delle testate di settore e responsabili delle pagine dei quotidiani che trattano di enogastronomia) con particolari competenze per il mondo della pizza, e dai più importanti esperti di pizza in Italia.”
      Come sempre, speriamo che i nostri paleocommentatori leggano gli articoli prima di commentare. Dopo di che, ci sono più di 75.000 esercizi commerciali che trattano la pizza: nessuno dei giurati li ha probabilmente assaggiati tutti (così come nessuno dei votanti per il Nobel ha letto tutti gli autori del mondo), ma certamente quelle segnalate sono le migliori sulla piazza. Anche la 101esima, la 103esima ecc sono buonissime – la 75.000esima no. Le scelte dei giurati tengono conto di una serie di fattori, comprese le notizie, le voci: se vengono a sapere di una pizzeria buonissima, e sconosciuta, fuori dal giro dei soliti noti, vuoi che non vadano subito ad assaggiarla, per scriverne, e quindi farla conoscere, eccetera?
      A proposito, ancora con “i soliti noti” usato come denigratorio? ma qual è lo scopo di un’impresa, se non quello di essere nota? Sarebbe come se non pubblicassimo più i tuoi commenti, visto che sei un solitonoto anche tu

    • Buonasera, il tuo commento è quasi inutile come quasi inutile è la risposta che ti è stata data, evidentemente sai benissimo come funziona. Bisogna prendere il tutto come un gioco, ormai tutti fanno classifiche delle miglior pizzerie. Ovvio tra le vincitrici ci saranno quelle che usano ” un determinato forno” ed una ” determinata farina”. Ovvio anche che i vincitori saranno scelti tra ” i soliti noti” semplicemente perché fanno in effetti quasi tutti un ottimo prodotto. È anche vero che ci sono tante ottime pizzerie che non vengono recensite perché non hanno “potere”. Io sono un semplice amante della pizza, ne mangio circa tre a settimana, visito varie pizzerie sopratutto Milano e dintorni e ne parlo con un ristretto gruppo di amici che mi accompagnano durante le mie visite. Non scrivo sui blog e non faccio classifiche..certo però vedere in classifica “olio a crudo” che fa una pizza al massimo discreta e non vedere “lievito madre” ci da conferma a tutti di come funziona il tutto e cioè che bisogna portare avanti la pizzeria di Sorbillo dei navigli in quanto l’altra funziona benissimo senza ulteriore pubblicità. Saluti.

  2. Quindi in Lombardia praticamente solo a Milano fanno pizze buone, e nel Lazio solo a Roma? Pare strano, ma voglio provare a crederci.

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