Menu e prezzi di Latta che apre a Roma con grandi fermentazioni

Questa è la storia di una grande “trasformazione”, o meglio, di una grande “fermentazione”, che poi sarebbe la stessa cosa.

E’ l’avventura di chi ha deciso di sfruttare con intelligenza le conoscenze acquisite nel proprio personalissimo percorso di vita per inventarsi un posto che è quasi un effetto sonoro: Latta.

Un luogo che suona le note del cambiamento, dell’intraprendere una nuova strada per creare qualcosa di straordinario, dell’amicizia e dell’esperienza, tutte insieme nel suggestivo complesso industriale degli ex Mulini Biondi, con i suoi spazi recuperati al quartiere Ostiense.

E così, Leonardo Di Vincenzo, Paolo Bertani e quelli del Jerry Thomas Project l’hanno pensata proprio bella. Un progetto di 250 mq, un luogo moderno ispirato ai soda bar americani degli anni ’50, che proporrà fermentati, miscele, sidri, birra e vini naturali, tutto alla spina. A breve i fermentati saranno messi in lattina, sul posto, così i clienti potranno decidere di consumarli anche a casa.

Della più antica tecnica utilizzata per la produzione di bevande alcoliche, la fermentazione, si parla tanto ma tutto è ancora in divenire e i miscelati vengono sperimentati dietro le quinte da barman e chef incuriositi dal processo. Latta lavorerà sulla fermentazione in un piccolo laboratorio dedicato che consentirà di studiarla e approfondirla controllando la qualità. L’evoluzione sarà continua e farà “risuonare” nelle latte storie di miscelati, di birra e anche di vino, nuova avventura di Leonardo nella tenuta pugliese “Masseria La Cattiva”, in quel di Sammichele di Bari.

“Ci ha subito affascinati l’idea di creare uno spazio nuovo e fruibile in cui far ritrovare le persone, tra gli spazi ristrutturati di un mulino industriale. Poi abbiamo cercato la sostenibilità e ci è venuta in mente la lattina. Latta richiama il contenitore in cui i fermentati saranno prodotti.” Alessandro Procoli e Paolo Bertani hanno spiegato così l’idea da cui nasce il locale.

A Leonardo Di Vincenzo, Roberto Artusio e Michele Garofalo è chiaro cosa succederà nel laboratorio che sta prendendo forma tra gli arredi in metallo e le architetture industriali custodi del nuovo tempio dei fermentati. “Ci siamo entusiasmati all’idea di fare il giro del mondo con bevande fermentate diverse da birra e vino e di ricreare il flavor dei cocktail classici attraverso le fermentazioni. Sei saranno le materie prime utilizzate per ottenere una fonte zuccherina: zucchero di canna, riso, sciroppo d’agave, mele o frutta, miele e malto di cereali. La combinazione di queste materie prime tra loro o la selezione di una soltanto sarà la base sulla quale costruire la nostra bevanda. Le ispirazioni vanno dall’idromele al sidro, dal makgeolli coreano al pulque o tepache messicani. Mentre le aromatizzazioni saranno ispirate al mondo dei cocktail, ai profumi evocativi di un gin sour, un aviation oppure un paloma e così via. Per ottenere le aromatizzazioni utilizzeremo infatti erbe e spezie che si ritrovano nel gin, nei bitter, nei vermut o comunque utilizzate nella miscelazione. L’obiettivo è ottenere delle bevande intriganti, affascinanti, ma allo stesso tempo equilibrate e facili da bere. Poi ci saranno i fermentati non alcolici, su quelli regna la kombucha, ci divertiremo a creare la “mojito kombucha”, a base di menta e zucchero di canna, per chi desidera un mojito senza alcol.”

Gli spazi interni, progettati dallo studio di architettura B15A, definiscono il carattere deciso e minimale del locale. Arredi ed elementi in vetro e metallo, tavoli in alluminio e contenitori geometrici per erbe, aromi, spezie, profumi e miscele, ispirati alle opere dell’artista statunitense Donald Judd. Muri in tufo, volte in mattoni e quattro ampie arcate che ospiteranno la cucina, la sala, il bar con bancone e spine e la sala.

Da latta bisogna sporcarsi le mani per assaggiare proposte golose e internazionali, (si fa il giro del mondo passando per Roma), veloci, facili da consumare e pensate anche in accompagnamento ai drink, alcune da condividere, servite su materiale compostabile. Anche in cucina, per far esplodere la festa, si utilizzeranno i fermentati, qui preparati da Marco Moroni. In carta tredici proposte tra cui hot-dog di wurstel artigianali serviti con salse fatte in casa, pastrami club sandwich, saccottino di coda alla vaccinara, tacos porchetta e puntarelle, bun alla lingua tonnata.

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