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Palazzo Petrucci, il ristorante stella Michelin di Napoli (a via Posillipo di fronte a Palazzo Donn’Anna) ha chiuso.

Tranquilli, il piano spiaggia, cioè quello dove fino a questo momento erano accolti i commensali.

Ero passato per chiedere qualche informazione a Lino Scarallo sulle tapas presentate a MasterChef che avevano sbancato: le vedremo in qualche parte del menu era la domanda.

Prendo l’ascensore per arrivare al piano – 3 (o zero, cioè la spiaggia) e zac la sorpresa.

Lavori in corso con la cucina azzerata di brutto.

La gentile signora dell’accoglienza mi recupera non prima che abbia scattato qualche foto di rapina.

“Lino Scarallo è al piano – 2”, mi avverte. Sarebbe per me il piano 1, cioè la sala dedicata agli eventi e alle feste private. Palazzo Petrucci ormai lo è di nome e di fatto con un piano (ufficiale il – 1, per me il 2°) che ospita il Malandrino diventato parte integrante dell’offerta gastronomica (è lounge bar ma anche piano di accoglienza per gli ospiti del ristorante che sorseggiano il loro aperitivo e scelgono il menu degustazione o i piatti dalla carta prima di accomodarsi al tavolo) e la terrazza a piano 0 (ufficiale sulla pulsantiera dell’ascensore).

La numerazione ufficiale dei piani considera lo 0 a livello strada come avrete capito, ma non è una discesa agli inferi, tutt’altro.

Ritorno a bomba mentre mi accompagnano al piano superiore dove è stato alloggiato temporaneamente il ristorante.

Lino Scarallo è nella cucina al piano.

“Scusa, ma il ristorante funziona lo stesso?”

“Certo, abbiamo due cucine non lo sapevi?”

“E i piatti sono buoni lo stesso? Sai com’è la faccenda dello chef stellato che non è mai in cucina, figuriamoci se non ha la cucina”, scherzo.

Mi va benissimo perché Scarallo mi invita ad assaggiare i piatti che sta provando per il nuovo menu di primavera.

“Non ci sono ancora”, mi avverte Sergio Martinelli che nemmeno avesse captato la faccenda delle tapas in menu mi porge la nuova carta. In cui spicca in prima pagina il rinnovato menu Napoli che, terminate le feste natalizie, sfoggia la pasta alla genovese preceduta da pane salsiccia e friarielli (il roll nostrano) e dalla zuppa di scarole e fagioli cui si aggiunge la guancia di vitello con riduzione di braciola e il capriccio della riccia cioè la sfogliatella cugina della pastiera nel calice.

Intanto mi godo le tre portate di primavera in anteprima.

Candele di daikon e mazzancolle, mela verde, prosciutto essiccato e guazzetto di prosciutto. Wow.

Uno spettacolare spaghettone con centrifugato di prezzemolo, maruzzielli (le lumache di mare) e ravanello marinato (ve lo avevo già detto che Lino Scarallo è il re della pasta?).

Una favolosa triglia con cipollotto allardiato, riduzione di lenticchie, limone candito e limone salato.

Mi beo di questa mia voglia di “giornalismo d’inchiesta” che mi ha procurato un pranzo inaspettato.

E chiedo quando sarà pronto il vero ristorante.

“A marzo saremo più che operativi con il piano spiaggia”, mi risponde Edoardo Trotta [aggiornamento lavori, riceviamo e pubblichiamo!].

Nuovi colori, un’opera d’arte di Antonio Nocera che racchiuderà il senso del mare anche in sala (sarà installata sulla parete di fondo), nuova illuminazione, colori più eleganti.

E ovviamente la nuova cucina che mi dicono essere spaziale.

Vedremo, per ora mi basta la navicella delle nuove portate di Scarallo.

Ah, le tapas entreranno nel nuovo menu di accompagnamento ai cocktail al Malandrino. Mentre la sistemazione del piano spiaggia prelude a nuovi cambiamenti. Ma su questo punto il duo Scarallo-Trotta non si è sbottonato.

Palazzo Petrucci. Via Posillipo 16/c. Napoli. Tel. +390815757538

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