Michele a Forcella o Sorbillo ai Tribunali: quale pizza scegliereTempo di lettura: 6 min

Tra i vicoli del centro storico di Napoli, spesso si sussurra timidamente “meglio la pizza di Michele a Forcella o quella di Sorbillo in via Tribunali”?

La classica domanda che ogni turista pone appena approda a Napoli è sempre la stessa.

Saranno magari i migliaia di articoli sul web, le foto ed i video in rete, fatto sta che il dubbio è amletico e scegliere tra i due colossi del centro storico è impresa ardua.

Un po’ come affermare se è stato più forte Maradona o Pelè.

Nuova pizzeria Gino Sorbillo a Genova

I locali di fama internazionale come gli storici Michele e Sorbillo, oltre l’indiscussa qualità, sono anche pizzerie “alla moda”, nel senso che un viaggiatore che ne ha tanto sentito parlare dei loro prodotti non vede l’ora di fotografarsi e postare la foto di una bellissima pizza. Capita anche a me quando sono all’estero e sono quindi solidale con questa forma di turismo culinario. 

La pizza può piacere o meno e per i meno esperti si basa su un giudizio soggettivo che viene accentuato dalla provenienza da un diverso Paese e cultura alimentare.

La risposta più ovvia e sincera è quindi: “Perché scegliere quando puoi provarle entrambe”?

Per questo spesso organizzo e consiglio due giorni di full immersion nel mondo della pizza, partendo dal classico, dalla più antica di tutte le pizze, la Regina Margherita. Sarò legato al mio passato, alle tradizioni, però per me resta sempre la più buona, la “vera pizza”.

Forse navigo un po’ controcorrente, ma se penso alla pizza io penso alla Margherita possibilmente a “rot e carrett”.

La nuova generazione di pizze canotto e contemporanea mi piace, anzi ho davvero perso il conto di quante ne ho mangiate, ma da nostalgico e romantico dico sempre che il primo amore non si scorda mai. 

La prima sosta la facciamo da L’antica Pizzeria da Michele, il “Tempio della Pizza”. Qui il tempo si è fermato. Al turista piace quest’atmosfera che trasmette la vera forza di Napoli: oltre alle sue bellezze, c’è lo stretto contatto con la sua storia.

Al tavolo capiti con persone che non hai mai visto in vita tua con cui ci condividi un’ottima pizza, magari la più buona che hai mai mangiato in vita tua, e il contesto popolare ha sempre il suo fascino. 

Da Michele consiglio sempre di ordinare una Margherita con doppia mozzarella ad ombra.

Fidatevi di me: il fiordilatte con una puntina di pomodoro e basilico esaltano i sapori della nostra Napoli. Quando sono ispirato – spesso – faccio anche il bis consentito dalla leggerezza della pizza. Mi gratifica vedere con quanto appetito e gusto viene divorata la pizza da chi mi ha chiesto consigli.

Anche sui prezzi il pubblico resta meravigliato. Abituati alle altre città europee, Napoli sembra un mondo a parte, legata ancora ai prezzi popolari che rendono la pizza un bene accessibile a tutti. Da Michele una pizza e una birra non superano i 7€, impensabile altrove.

L’esperienza da Michele è sempre promossa a pieni voti, tanto che qualcuno prende una pizza d’asporto da gustare in camera.

La prossima tappa è da Gino e Toto Sorbillo. L’atmosfera di via Tribunali per chi visita Napoli è davvero unica.

Ai turisti la storica pizzeria Sorbillo piace molto anche dall’esterno perché richiama un po’ tutti i simboli storici della città. Quasi tutti si fanno fotografare anche all’esterno del locale per postare in tempo reale la foto su Instagram. 

Qui è d’obbligo provare la pizza Nonna Carolina con il pesto di basilico, pomodorini e provola. Un gustosissimo tricolore che apre le danze e apre ad altri sapori. La pizza con il pesto di Gino Sorbillo è indescrivibile per i tanti che la assaggiano e qualcuno vorrebbe impacchettarne 100 da portare a casa. 

Al secondo giro di pizza ci vuole il ripieno aperto. Oltre alla leggerezza dell’impasto la qualità degli ingredienti fa la differenza. La ricotta fresca, il salamino di Faicchio e il fiordilatte sono pura goduria. 

Tre pizze e due pizzerie di Napoli.

Se non è questa la mano vincente da giocare a Napoli, ditemi voi qual è. 

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