Cosa Easy Jet avrebbe dovuto scrivere sulla Calabria

"Calabria terra di mafia", scoppia il caso della pubblicità di Easyjet, mentre la regione è una terra meravigliosa che merita rispetto, specie per ristoranti, cibo e vino

Tempo di lettura: 6 minuti

Terra di mafia, terremoti, priva di turisti, di città “iconiche” come Venezia e Roma e anche di fan su Instagram“. La descrizione riguarda la Calabria ed era stata messa nero su bianco dalla compagnia aerea Easyjet che nella sezione Ispirami, quella che dovrebbe invitare al viaggio verso una località servita dall’aeroporto e dai suoi voli.

L’aeroporto è quello di Lamezia, porta di ingresso a una delle perle del Tirreno: Tropea con il suo acrocoro verde che si tuffa nelle acque di un lembo della regione molto frequentato dai turisti. Anche se nella descrizione di Easy Jet si leggeva: “Questa regione soffre di un’evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti e la mancanza di città iconiche come Roma o Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram“.

Una descrizione ben poco invitante probabilmente suggerita dai soli 230 mila visitatori che nel 2019 hanno fatto visita a gioielli come i Bronzi di Riace contro i 3,6 milioni di Pompei. L’estensore della nota di “ispirazione” ha anche aggiunto “se cerchi un piccolo assaggio della dolce vita senza troppi turisti, allora sei nel posto giusto. Raggiungi le città costiere della costa tirrenica per spiagge sensazionali e mai affollate. Arrampicati fino alla città di montagna di Morano Calabro per panorami mozzafiato e case bizzarre costruite su cime, che dovrai vedere per credere. Potrai essere tra i pochi turisti a conoscere e apprezzare veramente i tre spettacolari parchi nazionali di questa regione“. Un quadro, insomma, sommario, carico di luoghi comuni e tutto sommato evitabile.

Anzi, per dirla tutta, un disastro cui hanno risposto tantissimi calabresi indignati.

Easyjet insulti Calabria

Come Caterina Ceraudo, chef stella Michelin per il suo ristorante Dattilo a Strongoli Marina, che su Facebook ha postato il triste screenshot che ha fatto il giro del web bollandolo con poche righe:

Mi chiedo come sia possibile screditare una regione così. E’ molto grave!
Siamo stanchi dei soliti stereotipi e di critiche sterili. La Calabria è una regione bellissima, autentica, abitata da gente meravigliosa, laboriosa, seria e che costantemente la vive e s’impegna
”.

5 motivi per andare in Calabria, lato Jonio

A partire proprio dai consigli di Caterina Ceraudo che ha consigliato 5 indirizzi imperdibili sul Mar Jonio che vogliamo subito ricordarvi.

La Trattoria Pizzeria L’Aquila d’Oro [Via Sant’Elia 7. Cirò Superiore (Crotone). Tel. +3909623855] dove si va per mangiare piatti tipici come la stigghiolata, l’involtino di intestino di agnello avvolto su un ramo di origano e cotto con la cipolla.

Il Mulinum San Floro [Contrada Del Duca. San Floro (Catanzaro). Tel. +390961291882] specializzato nella pizza bassa e croccante fatta con i grani poveri di glutine ricchi di fibre.

Al Villa Giara Hotel Ristorante [Via Marina di Pietragrande Snc.  Montauro (Catanzaro). Tel. +3909611915335], raccomandato per il pesce crudo e per il fritto di paranza con trigliozze, occhioloni, alici, pettini e aguglie.

Alla Pasticceria Morabito [Via Gioacchino da Fiore, 100. Crotone. Tel. +39 0962 963963] che sforna deliziosi cornetti o le irresistibili paste di mandorle.

Da Blobb Il Gelato [Via Napoli, 30. 88900, Crotone. Tel. +393490950965] Si potrebbe discutere con Caterina Ceraudo per l’abbinamento che preferisce –cioccolato e limone, rigorosamente senza panna– ma i gelati sono artigianali e buonissimi.

5 motivi per andare in Calabria, lato Tirreno

E se vi spaventa la distanza tra l’aeroporto di Lamezia e il versante jonico, restate sulla costa tirrenica.

Pochi chilometri e siete a Pizzo Calabro per affogare letteralmente nel piacere del gelato di questa cittadina arroccata sullo sperone della costiera che conduce a Tropea e a Capo Vaticano.

A Pizzo Calabro ci sono tante gelaterie che propongono il celeberrimo tartufo nato per caso nel 1952. A una festa finiscono gli stampi dei gelati e non resta che modellare le bolle spumeggianti di nocciola nel palmo della mano. Nasce così ilTartufo di Pizzo Calabro.

Noi vi suggeriamo la Gelateria Enrico [Via Prangi, Loc. Marinella. Pizzo Calabro (Vibo Valentia). Tel. +39 0963 533244] per verificare che il Tartufo di Pizzo è un gelato per metà nocciola, metà cioccolato con all’interno un cuore tenero di cioccolato fondente ricoperto da cacao in polvere che lo fa assomigliare a un tartufo nero. Volendo, da affogare nel caffè (anche se molti diranno che è un sacrilegio) o con il Borsci San Marzano dalla Puglia (nefandezza ancora più golosa).

Prima o dopo un gelato vi attendono ottimi ristoranti.

A partire dal San Domenico [Via Colapesce, 8. Pizzo (Vv). Tel. +393275971692] dove Bruno Tassone è pronto a farvi innamorare della Calabria con i suoi piatti di mare.

Vista mare e piatti semplici di pesce a La Lampara [Località Capo Suvero. Gizzeria Lido (CZ). Tel. +39  0968 466217].

Cucina di grande esperienza, sempre di pesce, sulla spiaggia che si apre ai piedi di Pizzo con Lapprodo [Via Roma, 22. Vibo Marina (VV). Tel. +39  0963 572640].

Oltrepassate Capo Vaticano per arrivare al ristorante De Gustibus [Viale Rimembranze, 60. Palmi (RC). Tel. +39 0966 25069] dove lo chef Maurizio Sciarrone vi delizierà con gli spaghetti ai ricci di mare.

5 stelle Michelin

Vorremmo anche ricordare a Easy Jet che in Calabria ci sono 5 ristoranti illuminati dalla stella Michelin con i giovani chef Caterina Ceraudo, Luca Abbruzzino, Ciro Sicignano, Nino Rossi e Riccardo Sculli.

Una pattuglia che vi farà sognare a tavola.

LocalitàProv.StelleLocale
CatanzaroCZAntonio Abbruzzino
Isola di Capo RizzutoKRPietramare
StrongoliKRDattilo
Marina Di Gioiosa JonicaRCGambero Rosso
Santa Cristina d’AspromonteRCQafiz

Peperoncino e ‘nduja

Ma ce ne sono tanti di motivi per cui i lettori di Scatti di Gusto dovrebbero visitare la Calabria. Uno di questi è senza dubbio il peperoncino.

Presenza costante della cucina locale ha in Diamante, sulla costa tirrenica, la sua capitale. Una graziosa cittadina con murales bellissimi, peperoncini appesi fuori dalle case e negozi con una lunga serie di prodotti al peperoncino. Qui, dove ha sede l’Accademia Italiana del peperoncino, nel secondo fine settimana di settembre si svolge il Festival del peperoncino, prossimo alla trentesima edizione, e che nel 2019 ha richiamato circa 200.000 turisti.

C’è infine la celeberrima ‘nduja, il tipico insaccato piccante che i calabresi utilizzano praticamente ovunque, dai crostini di pane, alla pasta e persino sulla pizza. Consistenza morbida, cremosa, quasi come un paté, la ‘nduja è calda e speziata, e proviene in genere dalla zona del Monte Poro, precisamente da Spilinga, paese tra l’Altopiano di Poro e Tropea.

Ci fermiamo qui, ma potremmo ancora raccontarvi della liquirizia Amarelli, dell’Amaro del Capo, della sardella, del salame di suino nero della Calabria, del caciocavallo podolico, del pecorino strongolese e di 10 grandi vini.

Ma forse all’anonimo estensore delle note di “ispirazione” di Easyjet, che nel frattempo, scusandosi per l’accaduto, ha fatto cancellare la denigratoria descrizione, sarebbe bastato soffermarsi sulle cipolle di Tropea per farsi una frittata indimenticabile. Molto meglio di quella che ha combinato.

1 commento

  1. Da buoni anglosassoni, sono ign0ranti come pochi.
    Anche i bambini sanno che in Calabria c’è la ‘ndrangheta e non la mafia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui