Coronavirus. Ristoranti e pizzerie, asporto vietato dopo le 21 in Campania

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vieta il cibo da asporto dopo le 21 e le feste in casa con estranei non conviventi

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L’emergenza Coronavirus fa paura ai ristoranti e alle pizzerie della Campania, almeno alla voce asporto.

I contagi da Covid superano i 1.000 casi e il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, rende più stringenti le misure di prevenzione.

Asporto vietato dalle 21. Delivery senza limiti

divieto di asporto in Campania

Che colpiscono anche il settore dei ristoranti e delle pizzerie con il divieto di asporto dopo le ore 21.

Resta invece consentito il delivery senza limiti di orario.

Le prescrizioni iniziano a sommarsi. Dopo l’obbligo di chiusura delle attività di ristorazione alle ore 24, arriva questo nuovo giro di vite che non fa presagire nulla di buono.

La progressione dei contagi, 1.127 nuovi positivi su 13.780 tamponi effettuati (309 in più di ieri ma con 2.384 tamponi in più effettuati), non lascia molto spazio di manovra.

Lo stop al cibo di asporto non è il solo provvedimento adottato in Campania.

Chiusura delle scuole

E’ stato deciso che non ci saranno lezioni in presenza nelle scuole primarie e secondarie fino al 30 ottobre. Sospese anche le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno.

Divieto di feste in casa con invitati estranei

Vietato organizzare feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente.

Dalla sede della Regione Campania chiariscono che si tratta di “misure rigorose” adottate “con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile”.

Il governatore De Luca aveva annunciato che, se i casi fossero aumentati fino a 1000, avrebbe dichiarato un altro lockdown. «Se hai un incremento in termini assoluti di 800 positivi al giorno», ha spiegato, «è evidente che arriviamo alla chiusura di tutto. Non vogliamo drammatizzare, ma vogliamo semplicemente fare un calcolo numerico», riporta il Corriere della Sera.

Il testo dell’ordinanza n 79 del 15 ottobre 2020

  1. Con decorrenza dal 16 ottobre 2020 e fino al 30 ottobre 2020:
    1.1. fermo quanto disposto con Ordinanza n.78 del 14 ottobre 2020, a tutti gli esercizi di
    ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, vinerie e simili) è fatto divieto di
    vendita con asporto dalle ore 21,00. Sono esclusi dal divieto gli esercizi di ristorazione che
    ordinariamente svolgono attività di asporto con consegna all’utenza in auto
    , i quali possono
    esercitare la propria attività, nel rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza vigenti,
    assicurando un sistema dei prenotazione da remoto. La consegna a domicilio è comunque
    ammessa senza limiti di orario;
    1.2. sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose (matrimoni,
    battesimi), in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto con la partecipazione di invitati che siano
    estranei al nucleo familiare convivente, anche se in numero inferiore a 30;

Qui l’ordinanza completa.

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