Nuovo Dpcm. Venezia protesta all’Osteria Plip: cena alle 5 del mattino

Cenare o bere uno spritz alle 5 del mattino. È l'idea di alcuni ristoratori del Veneto supportata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro

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Fatto il nuovo Dpcm anti coronavirus, trovato il quasi inganno con lo spritz alle 5 del mattino.

Che piaccia o meno, gli imprenditori aguzzano l’ingegno e cercano una soluzione per mandare avanti baracca e burattini da quando il Governo ha istituito la chiusura alle 18 per bar, ristoranti e pizzerie.

Tutti i ristoratori guardano con un po’ di invidia i colleghi in Trentino e in Alto Adige. Grazie all’ordinanza che prolunga l’apertura fino alle 22, i loro ristoranti sono diventati meta di un nuovo turismo gastronomico.

I clienti sono lombardi e veneti. E, guarda un po’ proprio in Veneto si stanno attrezzando con la contromossa.

spritz alle 5 del mattino

Nella regione degli Spritz si inizia a servire a tavola alle 5 del mattino, col favore delle prime luci dell’alba.

E col favore del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che si è presentato al brindisi mattutino all’Osteria Plip di Mestre. Scelta anche dal direttore del dipartimento di Medicina molecolare e virologica dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, quando ancora era possibile la cena. Qui Davide Marchiori apre le porte del suo locale a clienti ancora in giacca da camera o in abito buono per andare al lavoro poco dopo.

“Cultura, ristorazione, sport: chiediamo al Governo che riveda il Dpcm e dia fiducia alle persone che hanno investito in sicurezza e che si sono comportate correttamente” si legge sulla pagina ufficiale del sindaco di Venezia.

La cena alle 5 del mattino

“Sono qui per testimoniare la forza di questi esercenti, che vogliono tenere aperto. Ma anche la scorrettezza con cui vengono fatte queste manovre. Ristoranti, bar, cinema, palestre, piscine, tutte attività di persone che si sono dimostrate corrette in questi mesi, che hanno fatto investimenti per adeguarsi alle regole sul distanziamento. E non ci risultano contagi” dice Brugnaro in una intervista alla Rai, all’alba. “Comunque sia noi dobbiamo continuare a vivere, seppur in presenza del virus e con grande prudenza per la salute pubblica, ma siamo convinti che si possa fare. Sarebbe opportuno che queste norme venissero fatte ascoltando anche i sindaci e ascoltando le categorie produttive” aggiunge il sindaco di Venezia.

Da ieri, dunque, molti ristoranti del Veneto attendono le 5 del mattino, in ottemperanza alle regole del nuovo Dpcm, e non appena finisce il coprifuoco sanitario, alzano le serrande e servono i primi piatti e cocktail alla clientela che attende fuori dai locali in segno di supporto alla categoria.

Ci provano anche ad altre latitutidi come in Campania con la pizza a colazione.

Con la speranza che funzioni.

Meno regolare, invece, la protesta dei “disobbedienti” di Bologna. Il Bistrot Bonaccorsi di via Saragozza, ma anche l’Halloween di via Stalingrado hanno deciso di opporsi alle restrizioni e tengono aperto dopo le 18. Sì, preferiscono beccarsi le sanzioni, che fallire. Lo hanno detto loro stessi. “Il lavoro è sancito dalla Costituzione. Facciamo tutto secondo le regole: mascherine, igienizzanti, numero massimo di clienti al tavolo. Sperano che altri ristoratori ci seguano, è una necessità” hanno detto ai giornalisti.

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