Coronavirus. Bar e ristoranti sono i luoghi a maggiore rischio di contagio

Il contagio del covid-19 è più facile nei ristoranti alla massima capienza. Per diminuire il contagio dell'80% bisogna ridurre i posti al 20%

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Quali sono i luoghi più a rischio di contagio e di diventare focolai di coronavirus?

Se lo studio dei ricercatori dell’Università di Stanford, della Northwestern University di Chicago e del centro di ricerca Microsoft di Cambridge sarà validato non è una buona notizia.

Perché bar, ristoranti e palestre sono i luoghi in cui il virus si diffonde meglio.

Ma facciamo un passo indietro.  E ricordiamo che lo studio sul contagio è pre-pubblicazione dalla rivista scientifica Nature e sottoposto a revisione tra pari (è quindi «peer rewied»).

I ricercatori, spiega il Corriere, hanno analizzato i movimenti di 98 milioni di cellulari in 10 città degli Stati Uniti, tra cui Chicago e New York. A partire da marzo e per due mesi hanno seguito gli spostamenti (anonimizzati) dei proprietari dei cellulari. E hanno creato una mappa della frequentazione di diverse attività come ristoranti, chiese, palestre, hotel, concessionarie di auto e negozi di articoli sportivi in 57.000 quartieri.

Un gigantesco puzzle che ha permesso di elaborare i modelli di diffusione dei contagi poi confrontati sui dati reali dei contagi.

Hanno confrontato l’aumento di infezioni nei quartieri di Chicago dall’8 marzo al 15 aprile con i numeri reali del mese successivo. Il modello aveva restituito con precisione la corrispondenza tra i numeri di casi previsti e quelli confermati.

Le analisi hanno dimostrato che “una piccola minoranza di punti di interesse “superdiffusori” sia responsabile di una grande maggioranza di infezioni e che limitare l’occupazione massima in ogni punto di interesse sia più efficace che non ridurre uniformemente la mobilità”.

I ristoranti sono il luogo di massima diffusione del contagio

separatori e distanze tavoli ristoranti e contagio

Al primo posto di questa classifica dei luoghi di focolaio, ci sono i ristoranti a piena capacità.

I ricercatori sostengono che limitando la presenza nei ristoranti al 20% cento della loro capienza massima, i contagi calerebbero di oltre l’80%.

Le preoccupazioni del Comitato Tecnico Scientifico per le riaperture di maggio non sembrerebbero tanto allarmistiche. Almeno ragionando a posteriori sulla infinita discussione delle capienze e dei metri necessari tra clienti e tavoli, e sulle mascherine non indossate – ovviamente – ai tavoli. [Leggete sul punto qui, qui e qui].

Elementi come durata di stazionamento, volume dell’ambiente, percentuale di occupazione, ventilazione, distanza tra soggetti e mascherina indossata favoriscono la diffusione del virus.

Contagi in bar, palestre e alberghi

Lo studio americano dopo i ristoranti indica in classifica palestre, caffè, alberghi e motel.

Ma colpisce anche l’indicazione del motivo per cui i quartieri poveri delle città americane sono quelli con i più alti tassi di contagio. Gli abitanti raramente lavorano da casa e hanno un’elevata mobilità che li porta a frequentare negozi più affollati. Come gli alimentari che hanno avuto nei due mesi della ricerca il 59% di visitatori orari in più per metro quadro.

Se lo studio pubblicato da Nature sarà confermato, il governo e gli amministratori locali degli Stati Uniti avranno indicazioni migliori per stabilire la chiusura o le aperture di attività commerciali.

Non ha atteso la verifica il governatore dello Stato di New York. Andrew Cuomo ha stabilito la chiusura alle 22 di ristoranti e bar e la chiusura anticipata anche per le palestre.

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