Panettone di Iginio Massari: Natale incerto con 3 pasticcerie in zona rossa

Le pesanti critiche al governo del pasticciere più famoso d’Italia per la gestione della seconda ondata del coronavirus

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Il panettone di Iginio Massari, basso e glassato, è un dolce vizio di Natale per chi se lo può permettere (40 euro al chilo).

Ma la sorte delle prossime feste natalizie, periodo decisivo per la vendita di prodotti stagionali quali, appunto, panettone e pandoro, preoccupa il pasticciere bresciano che, alla rispettabile età 78 anni, sta in video più di un centravanti.

Iginio Massari è anche molto (aiutateci a dire molto) critico nei confronti del governo. Un altro asso della buona gastronomia nazionale, dopo Massimo Bottura, che non usa mezzi termini per esprimere la sua delusione profonda. La gestione della seconda ondata di coronavirus da parte dell’esecutivo, e in particolare la divisione in zone di rischio modulari, lo ha mandato in bestia.

“Se dovessimo subire altre limitazioni sarebbe una catastrofe. Invece il Natale deve essere salvato. Le zone con divieti modulari che cambiano troppo spesso sono un problema. Il rischio è di chiudere l’anno con una perdita del 25 per cento dei ricavi rispetto al 2019”.

Al momento, le tre pasticcerie gestite da Massari con l’aiuto dei figli Debora e Nicola, a Brescia, Milano e Torino si trovano tutte in zone rosse.

Panettone Iginio Massari figli

Il solo pasticciere italiano munito di fans club ha ricostruito al Sole 24 Ore gli avvenimenti degli ultimi mesi.

“La mia è un’impresa familiare costruita con lavoro e dedizione per molti anni, deve saper resistere agli imprevisti”, ha ammesso Massari. “Ma oltre all’applicazione rigorosa dei protocolli di sicurezza, abbiamo assunto un guardiano per evitare assembramenti davanti alla pasticceria.

Ditemi allora”, chiede il medagliatissimo artigiano: “Che senso hanno la chiusura anticipata alle 18 e le chiusure domenicali dei bar annunciate in diverse aree? Questa non è la visione a lungo termine che si aspettano gli imprenditori”.

Le sacrosante preoccupazioni non significano comunque che il panettone di Iginio Massari sarà introvabile a Natale.

Da pochi giorni, il 10 novembre, è aperto alla stazione Termini di Roma il negozio temporaneo dove si compra l’iconico panettone, sia in versione classica che al cioccolato. In vendita anche il pandoro oltre a numerose altre specialità. E i romani, nei primi due giorni, hanno fatto fuori le scorte di una settimana.

Panettone Iginio Massari

C’è poi da capire come andrà la quarta apertura italiana griffata Massari. A inizio dicembre inaugura l’attività una nuova pasticceria con annesso laboratorio a Verona.

Ovviamente c’è l’èCommerce. Aperte le vendite da inizio novembre, lo shop Massari nei primi dieci giorni di attività ha raccolto un numero impressionante di ordini: oltre 2.000. Anche dall’estero.

Lo shop è ormai un’istituzione natalizia. Creato nel 2015, ha visto crescere gli ordini del 400% fino al 2019. “In questa attività”, ha precisato Debora Massari, abbiamo coinvolto il personale bresciano, che con la pasticceria chiusa, è stato impiegato nel reparto confezionamento dell’eCommerce.

Bisogna sapersi organizzare, soprattutto ai tempi del coronavirus.

1 commento

  1. Certo tra tutte le realtà proprio iginio massari aveva bisogno di pubblicità in questo momento.. Povero iginio come farà con 3 pasticcerie nelle zone rosse?

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