Glifosato nella pasta: l’inchiesta svela 7 marche contaminate dal pesticida

Le analisi della rivista Il Salvagente hanno rivelato i marchi più e meno contaminati

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Glifosato, perché ne riparliamo? Il Salvagente è tornato sul tema del discusso pesticida, spesso associato a problemi per la salute umana e per quella dell’ambiente. Una sostanza valutata “probabilmente cancerogena” dallo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lione.

La rivista ha condotto nuove analisi, dopo quelle riportate nell’inchiesta “La verità sulla pasta italiana”. Il Salvagente, a novembre 2018, aveva testato numerose marche del settore pasta per verificare la presenza di glifosato e micotossine.

L’inchiesta, rilanciata in tivù da Striscia la Notizia, aveva trasformato il glifosato in un tema scottante per i consumatori. Erano stati chiesti un cambio di passo e una pasta finalmente libera da contaminazioni nel grano, la sua materia prima.

Invece, dalle nuove analisi, emerge una situazione perfino peggiore del 2018. Se in prima battuta erano state rivenute tracce del controverso pesticida solo in due paste – a marchio Lidl e Eurospin – questa volta sono coinvolte ben 7 marche di pasta sulle 20 sottoposte a test.

Le 7 marche contaminate dal glifosato

Spaghetti

Sono state trovate tracce di glifosato in questi 7 spaghetti, il formato scelto per la prova.

  • Eurospin
  • Lidl
  • Divella
  • Garofalo
  • Esselunga
  • Agnesi
  • Rummo

La presenza di marchi quali Rummo, Garofalo Divella, Esselunga, Eurospin e Lidl potrebbe dipendere, ipotizza Il Salvagente, dall’impiego di grano straniero nella produzione della pasta, in particolare canadese. Ma, appunto, trattasi di ipotesi. Visto che i produttori possono indicare la provenienza del grano in etichetta con una generica dicitura “Ue” o “non Ue”.

Glifosato: problemi anche per la pasta tutta italiana

Glifosato pesticida

Gli spaghetti Agnesi, tuttavia, smentirebbero la teoria secondo cui il grano contaminato dal glifosato proviene dal Canada. Prodotti con materia prima 100 per cento italiana, rivelano la presenza del pesticida. Benché al di sotto dei limiti consentiti dalla legge italiana, come pure gli altri marchi che hanno rivelato tracce di contaminazione.

La stessa rivista aveva comunque evidenziato la pericolosità del glifosato anche in dosi non elevate. Specie per la capacità di incidere sul microbiota dell’intestino.

Quali sono gli spaghetti virtuosi

Spaghetti

Le analisi hanno rivelato anche gli spaghetti virtuosi. Le marche di pasta migliori del test sono queste, con accanto il punteggio ottenuto.

  • De Cecco (10)
  • Molisana (10)
  • Alce Nero (9)
  • La marca del consumatore (9)
  • Coop (9)
  • NaturaSì (8)
  • Girolomoni (8)
  • Barilla (7)
  • Voiello (7)

Anche la graduatoria dei migliori sembra smentire l’ipotesi che il grano proveniente dal Canada sia più contaminato di altri. Questo perché, dopo l’intervento dell’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), che si era spesa affinché alcuni pastifici garantissero maggiore trasparenza, proprio De Cecco, una delle marche uscite meglio dal test del Salvagente, ha reso nota l’origine del grano impiegato nella pasta: Arizona, California e Canada, appunto.

L’aumento delle marche contaminate si spiega con una minore attenzione da parte dei consumatori per il glifosato. Tra il 2016 e il 2018 era ai massimi livelli, a seguito di numerose ricerche pubblicate in quel periodo che evidenziavano i rischi per la salute. Con l’inevitabile ricaduta sugli acquisti della pasta da parte dei consumatori.

Oggi la cautela è senza dubbio inferiore. La conseguenza sarà un’impennata delle importazioni di grano dal Canada, che, stando agli esperti, già al termine del 2020 si attesteranno sui massimi livelli. Gli stessi del 2016.

2 Commenti

  1. Oetzi: si chiama “clickbaiting”
    Già il titolo “pasta al glifosato”, che manco gli spaghetti doppio pomodoro… poi la serietà: servizio rilanciato da quella nota rivista scientifica che si chiama striscialanotizia, e ora di nuovo su tutti i siti.
    Insomma: pubblicità a zero spese per una rivista che, come hai osserevato, pubblica una non-notizia.
    Ti risulta che abbiano mai aperto un rubinetto per analizzare l’acqua potabile nei comuni italiani, facendo un servizio rilanciato in tv “acqua all’atrazina”, scrivendo poi in piccolo “sotto i limiti di legge”?
    Ecco, siamo davvero nei paraggi degli articoli spazzatura. Degli “articoli pubblicati” ovviamente nulla si dice, in particolare del fatto che sono usciti in massa DOPO la scadenza del brevetto Roundap… guardacaso!
    Dai, aspettiamo con fiducia il prossimo “scandalo”. Tipo: “la crosticina degli spaghetti ripassati in padella è probabilmente cancerogena” (sottotitolo: ma diavolo, quant’ebbona”)
    “Inchiesta sulle marche di olio EVO: è pieno di grassi!”
    E cosi’ via

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